Christine de Pizan, la prima Donna che ha fatto della calligrafia un lavoro

11903925_10205134741991206_4388876471744360584_nLa prima donna scrittrice per professione: Christine de Pizan.

Sta arrivando, la vedo camminare nel vialetto che porta qui, in questo mio salotto. Ora ve la presento ma quando entrerà da questa porta, mi raccomando, mostriamole il rispetto e la
reverenza che le sono dovuti, aspettiamo che sia Lei a concederci il “TU” confidenziale e lasciamole la poltrona più morbida e raffinata, magari quella in broccato.

Perché vi chiedo questo?

Pechè Lei è la Prima Donna che della scrittura ha fatto una professione!
Data di nascita: 1365
Nata a Venezia, si è poi trasferita in Francia al seguito del padre che era, niente di meno che, il medico del RE.

Nasce, quindi, sotto una buona stella che le farà luce attorno fin da piccolissima, dato che il fausto destino le dà la possibilità di poter accedere alla illustre e prestigiosa Biblioteca Reale del Louvre  – fondata da Carlo V –  e di poter così  accrescere le sue nozioni e affinare le sue competenze.

Si circonda dalla bella grafia facendola diventare preziosa gemma da mettere nello scrigno del sapere personale e non solo visto che sarà, poi,  responsabile di uno scriptorium con maestri miniatori specializzati in riproduzioni; nella sua officina divulgherà “l’arte del bel scrivere e decorare.
Si sposa a 15 anni, nel 1379, con Etienne de Castel, notaio e segretario del re e dalla loro unione nascono tre figli.
Compone poesie, la più famosa è Seulete sui ( Sono Sola ) dedicata al marito dopo la sua morte a causa dell’epidemia del 1390.
Sola quindi, senza marito, senza il padre morto qualche anno prima e senza la protezione di Carlo V morto una decina di anni prima, si ritrova a dover provvedere ai tre figli e all’anziana madre. Sola, donna colta e dai modi raffinati in mezzo ad un’arena in cui la cultura palesata sembrava prerogativa esclusiva dei maschi! Ecco che in lei si attua  una trasformazione caratteriale che la porta a diventare maschio in  corpo di donna, unico modo per poter essere autonoma e indipendente anche sotto la monarchia di Carlo VI
Si dedicherà anima e corpo alla sua officina, darà lavoro a copisti e mianiaturisti sia di genere femminile che maschile e diventerà quindi a tutti gli effetti : una Donna imprenditrice!
I suoi scritti avranno successo e ciò le garantirà l’ulteriore protezione del Duca Filippo di Borgogna e di Giovanni, duca di Berry, entrambi fratelli del defunto Carlo V, e della regina Isabella di Baviera.
Si farà paladina dei diritti delle donne e dell’importanza della loro istruzione, porterà nei suoi componimenti le sue vicinde personali, le sue esperienze di donna, le sue vittorie e le sue sconfitte: scriverà “di” e “per” le Donne.
Di tutte le opere che ha scritto, la più conosciuta è sicuramente: il Livre de la Cité des Dames (la Città delle Dame) scritto tra il 1404 e il 1405. Si dice sia stato composto in risposta ai libri di Giovanni Boccaccio (De mulieribus claris, Sulle donne famose), di Jean de Meun (Roman de la Rose, in cui le donne venivano descritte solamente come tentatrici, simbolo del peccato carnale) e a chiunque altro alludesse ad una condizione non elevata femminile inneggiando alla mancanza di mutamenti in merito.
Sembrerebbe che, infatti,  proprio per rispondere a questi misogini dichiarati sia nato: La città delle Dame, componimento in cui, riferendosi alla Dama, lei sottilinea il concetto che la nobiltà non sia data dal sangue ma dallo spirito; della rettitudine morale che si può trovare in donne di cultura tanto quanto in donne indigenti; della dignità  fondamentale per camminare a testa alta in un mondo al maschile e che quest’ultima, non necessariamente, debba essere  di sangue blu.
Già lottava per i diritti delle donne.
Donna colta, furba e determinata nella sua battaglia.

 Tra tutti i suoi interessi e le sue passioni, la cosa in cui  era consapevole  di eccellere era quella della copiatura di testi importanti o la composizione di propri scritti,  così, si prendeva di libertà di proporre metodi di pace in piena Guerra dei cent’anni, oppure scriveva opere filosofiche, pedagogiche, poesie, tutto poteva essere un mezzo per sollevare spunti di riflessione e querele da discutere; andava iniziata una battaglia e la corsa in solitaria non avrebbe avuto buon esito; lo sapeva fin troppo bene e per questo sosteneva che le battaglie per i diritti, per essere efficaci e durature, andavano condotte insieme alle altre donne.
Dopo aver scritto un libro sulla sua contemporanea Giovanna D’Arco, all’età di 65 anni, si ritirò in un convento e lì rimase fino alla fine dei giorni.

Ecco una miniatura che la ritrae mentre lavora:

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In questa, invece, possiamo ammirare Christine de Pizan miniata mentre offre una copia dei suoi lavori illustrati alla regina Isabella di Baviera:

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La sua poesia più famosa, Seulete sui, quella che compose dopo la morte del marito e in cui imprigionò tra i versi, tutto il dolore che provava:

« Sono sola, e sola voglio rimanere.
Sono sola, mi ha lasciata il mio dolce amico;
sono sola, senza compagno né maestro,
sono sola, dolente e triste,
sono sola, a languire sofferente,
sono sola, smarrita come nessuna,
sono sola, rimasta senz’ amico.
Sono sola, alla porta o alla finestra,
sono sola, nascosta in un angolo,
sono sola, mi nutro di lacrime,
sono sola, dolente o quieta,
sono sola, non c’è nulla di più triste,
sono sola, chiusa nella mia stanza,
sono sola, rimasta senz’amico
Sono sola, dovunque e ovunque io sia;
sono sola, che io vada o che rimanga,
sono sola, più d’ogni altra creatura della terra
sono sola, abbandonata da tutti,
sono sola, duramente umiliata,
sono sola, sovente tutta in lacrime,
sono sola, senza più amico.
Principi, iniziata è ora la mia pena:
sono sola, minacciata dal dolore,
sono sola, più nera del nero,
sono sola, senza più amico, abbandonata. »

3 risposte a "Christine de Pizan, la prima Donna che ha fatto della calligrafia un lavoro"

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