“LA PESATRICE D’ORO” di Corallo Rosa

Rosa Corallo
Le parole si scrivono, si leggono, si pensano o si pronunciano.

Le parole volano nell’aria, girano attorno alle persone, incastrano i fatti fermandoli nel tempo.

Le parole contano, le parole pesano.
Le parole possono essere poesia, racconto o romanzo…o tutte queste tre cose insieme! 
La prima cosa che mi ha colpito quando sotto agli occhi mi è capitato questo libro, è stata l’immagine di copertina: una romantica pesatrice d’altri tempi, dipinta dalle distinguibili mani di Vermeer, stava svolgendo il suo lavoro incurante del fatto che io la stessi osservando da dietro un monitor, con discrezione quindi ho osservato bene i colori, le sfumature, i tratti di quella splendida donna che già mi comunicava pace e tranquillità.
Ho letto il nome dell’autrice: Rosa Corallo (ho saputo poi che si tratta di uno pseudonimo) 
non la conoscevo, non avevo mai letto nulla di suo.

Ho letto il titolo: La pesatrice d’oro.

Un connubio intrigante che si è fatto desiderio quando ho letto anche l’incipit e ho capito che lo dovevo leggere tutto!
Nei cinque minuti successivi avevo già acquistato l’ebook e la sera stessa mi ci sono immersa.
Meraviglioso: non è un romanzo, non è un racconto e non è una poesia… no… è tutte queste cose in contemporanea e la cosa strana è che passiamo da un genere all’altro senza nemmeno accorgercene e non lo dico tanto per dire: è davvero così! 
Una storia c’è, ma è fatta da tante altre micro storie che possono sembrare capitoli ma che bastano a se stessi; un protagonista c’è… ma è come una catenina d’oro: è una, ma composta da tanti cerchietti inanellati tra loro e ogni cerchietto, in questo libro, dice la sua. 
Un viaggio, un gioco, un passaggio di testimone continuo, particolarissimo!
L’io narrante è di volta in volta, il protagonista del capitolo e parlava a me, proprio a me! 
Talvolta era la pesatrice, altre un cliente e perfino una pentola vecchia e nera di fuliggine mi ha spiegato il suo punto di vista!

Il punto di vista. 

“Punto di vista a catena” avrebbe potuto essere il titolo di questo romanzo. 
L’autrice, che sa usare molto bene le parole, non mi ha mai fatto ridere, non mi ha mai circondata da leggerezza, nemmeno quando faceva in modo che qualcuno mi parlasse di ragni  che scendono dalle nuvole, anzi, quello è stato un pezzo molto delicato e per nulla banale.
Mi sono emozionata, intenerita, quasi indignata davanti a certi personaggi.

Personaggi. 

All’inizio del romanzo (come in ogni libro) ci viene specificato che i fatti e le persone del libro sono frutto di fantasia e non si riferiscono a fatti e persone realmente accaduti.

Davvero? 

Potremmo ritrovarci in più di qualche tratto: io, tu, lui… noi.
Persone diverse, con caratteri diversi, con volontà e principi diversi, ma pur sempre noi.  Noi che se alziamo la testa viviamo sotto lo stesso cielo!
Lisa.

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