“Se la vita è un piatto di ciliegie, perché a me solo i noccioli?” Bombeck Erma

Erma Bombeck, recensione

Come ho già altre volte detto, trovo che riuscire a scrivere un libro umoristico senza, dopo un po’, stufare il lettore,  sia una cosa difficilissima. Ebbene, io con la Bombeck  vado sempre a “colpo sicuro”!

Questo libro è una raccolta di scenette quotidiane; affronta il bollente tema della casalinghitudine e, in particolar modo, la sopravvivenza ad esso.

Erma ci racconta di attimi del suo quotidiano – solo suo? Non credo! -un marito che russa, dei figli irriverenti e dalle molteplici caratteristiche (e visto quanti ne ha, il materiale di cui parlare certo non le manca!), di viaggi di nozze, di pranzi da cucinare, di amiche con cui parlare e di lavori da mantenere… insomma: un mix di sketch che io ho trovato esilarante e, anche se forse delle volte romanzati “pompando un po’” non mi sono parsi mai grotteschi (rischio che poteva essere concreto).

Ti piace la battuta facile?” mi verrebbe da chiedere all’Autrice, poi però mi rispondo subito: “Facile è trovare del materiale su cui scherzare, in un ambiente vivo e dinamico quanto può esserlo un numeroso nucleo familiare come questo!” Due sono le cose, in certi casi, quando magari (ma mica tanto “magari“) al posto dei bigodini ci si mette in testa lo straccio per pulire la polvere, oppure, nella pentola del brodo si mette il quaderno di uno dei figli: o si ride o si piange, che dite?

Erma, ovviamente, mi fa spallucce e mi risponde sdrammatizzando.

Conosco molte donne, amiche, mogli e madri di famiglia, che potrebbero essere migliori amiche della protagonista di questo libro 😉

Nonostante in queste pagine le leggerezze e l’ilarità regnino, ci si ritrova in più punti anche immersi in tratti intensi ed estremamente delicati: penso, ad esempio,  a quando lei riflette sul suo rapporto con la madre, sulla senilità che distrugge la memoria, sul rapporto con i figli; su quest’ultimo punto c’è persino una bellissima poesia che vi riporto:

 I figli sono come gli aquiloni

I figli sono come gli aquiloni,
passi la vita a cercare di farli alzare da terra.
Corri e corri con loro
fino a restare tutti e due senza fiato…
Come gli aquiloni, essi finiscono a terra…
e tu rappezzi e conforti, aggiusti e insegni.
Li vedi sollevarsi nel vento e li rassicuri
che presto impareranno a volare.

Infine sono in aria:
gli ci vuole più spago e tu seguiti a darne.
E a ogni metro di corda
che sfugge dalla tua mano
il cuore ti si riempie di gioia
e di tristezza insieme.

Giorno dopo giorno
l’aquilone si allontana sempre più
e tu senti che non passerà molto tempo
prima che quella bella creatura
spezzi il filo che vi unisce e si innalzi,
come è giusto che sia, libera e sola.

Tanto per capirci, subito dopo questa poesia-riflessione che la protagonista del libro fa, ci troviamo a leggere queste righe:

«Stupendo», ha detto mio marito. «Hai finito?»
«Credo di sì. Perché?»
«Perché uno dei tuoi aquiloni è appena andato a sbattere con la macchina contro la porta del garage, un altro sta atterrando in questa casa con tre tavole da surf occupate da altrettanti amici e il terzo è su all’università e se non gli mandiamo un po’ di soldi dovrà restarci per tutte le vacanze.»

Secondo me, se Erma Bombereck – nata Erma Louise Fiste – non fosse deceduta nel 1996, a 69 anni, ora sarebbe una possibile presenza fissa sul palco di uno spettacolo come Zelig… anzi, probabilmente invece avrebbe uno spettacolo tutto suo e io non me ne perderei una puntata!

Leggete questo piccolo libricino ma ricordatevi, comunque, sempre una cosa:

“Quando mangiate le ciliegie, ricordatevi di sputare i noccioli!”

Lisa.

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