“L’arte di prender marito” – di Paolo Mantegazza

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Sistemando un po’ vecchi articoli, mi sono capitate sotto agli occhi le parole che avevo scritto subito dopo aver letto questo libro di Mantegazza – autore che mi piace un sacco! Come spesso mi accade quando resto particolarmente avvinta da una lettura, nonostante siano trascorsi degli anni, ricordo benissimo dove, come e quando queste pagine mi abbiano fatto compagnia: accompagnavo mia madre a fare fisioterapia alla spalla – rotta in seguito a una caduta – e, seduta sulle sedie dei corridoi degli ospedali, scivolavo in mondi lontani. Forse. Forse “lontani“. Va beh, ho rifatto l’immagine di copertina ma ho scelto di non toccare il testo… ché le impressioni son sempre belle a caldo!

Partiamo con una bella notizia: si tratta di un libro di pubblico dominio:

L’arte di prendere marito” di Paolo Mantegazza.

L’intelligente penna del dott. Mantegazza mi ha presentato Emma: giovane ragazza dalle gote che si infiammano, in preda ai primi turbamenti del cuore.

Emma che si pone domande che ha timore di esprimere a voce.

Emma che ama leggere molto – legge sempre – ma dal giorno in cui ha veduto quei due baciarsi alla stazione, i libri prediletti non son più gli stessi di prima o in questi, diciamo così, cercava altre trame.

Emma che legge e rilegge Petrarca, soprattutto i sonetti d’amore.

Emma che è completamente dipendente dal Canto V di Dante:

“Quel libro, quelle pagine erano per lei un frutto proibito, che diveniva più saporoso, più desiderato, quanto più lungo era il digiuno che ella si imponeva; e quando, alfine, ripigliava il libro che pareva aprirsi da sé sempre allo stesso posto, vi si gettava, anima e corpo, guardandosi intorno, per assicurarsi che era proprio sola; sola col proprio peccato, colla propria passione, a cui si abbandonava coll’impeto di un amore infinito, colle lascivie di un vizio.”

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Emma che è vergine, pura come l’ignoranza.

Emma, che nella realtà non conosce altre carni diverse dalle sue ma che, da buona lettrice, con la fantasia, di amanti ne ha a bizzeffe e di volta in volta se li costruisce a piacimento: talvolta è santa altre è odalisca; talvolta è illibata, casta e pudica altre è libertina.

Emma che mentre fantastica guarda dalla finestra…

E forse le fantasie trovano un nome, un volto vero, un battito più forte di quelli suggeriti dai romanzi.

Emma che ha un padre dottore che la ama fuor di misura e una madre che ha il compito di insegnarle “IL VERBO” del divenire Donna.

“Non si giunge ai tiepidi soli dell’aprile, né alle inebbrianti rose di maggio, che attraverso le nebbie e i venti rabbiosi del marzo. E non si entra nel tempio dell’amore, nel paradiso terrestre dei caldi desiderii che attraverso le lagrime e gli isterismi della pubertà. (…) Sulla soglia che separa l’inverno dalla primavera, nasce la mammola, e là dove la bambina, muovendo il passo, diventa donna, nasce e fiorisce la malinconia, la mammola del sentimento.”

Caro dott. Mantegazza  – antropologo, igienista, medico, scrittore, poeta… posso aggiungere anche “ironico sociologo”? –,

scrivevi veramente in un modo divino altrimenti, ovvio, non saremmo ancor qui a scrivere chiacchiere sulle tue opere! Io, come spesso accade quando leggo libri datati prima del 1900, mi libravo fra le parole che sceglievi e che univi in matrimoni concatenati tra loro! Musica… musica pura trasformata in inchiostro emotivo!

Grazie.

Ma ritorniamo a Emma: ad un certo punto le capita qualche cosa di triste e tra le mani si ritrova una lettera in cui il padre le aveva scritto i consigli per un buon futuro matrimonio. Attraverso la lettera lui le parla con tanta dolcezza e ironia tagliente e, con le stesse caratteristiche stilistiche, divide i mariti in: mariti buoni e in mariti cattivi e questi, a loro volta, si dividono in sotto-capitoli in cui nulla viene risparmiato e i dettagli non si sprecano ma si lasciano leggere con curiosità e stupore, visto che in fondo i tempi non sono poi tanto cambiati e il libro sembra scritto ier l’altro! E così troviamo: mariti tiranni, mariti deboli, mariti gelosi, mariti brontoloni, mariti avari, mariti libertini, mariti stupidi, mariti fannulloni.

Inutile dirvi che il capitolo “Mariti buoni” era il più smilzo e leggero!

Credete sia finita? E no! Un buon padre, colto e intelligente per di più, mette in guardia la figlia anche circa le professioni del possibile marito, ovvio, perché l’amore mica basta a sé stesso! Solamente nelle favole! E così ecco comparire e analizzare le categorie: negoziante, banchiere, industriale, proprietario di terre, artista, ingegnere, medico, avvocato, letterato, scienziato, uomo politico e infine troviamo il militare. Ovviamente tra questi c’è chi, per deformazione professionale, è capace, a detta sua, di eccellere all’interno di un buon matrimonio e chi è capace di portare all’esaurimento e allo sfinimento una giovane e intelligente moglie quale ritiene possa essere, in futuro, sua figlia.

Credetemi, nonostante la seconda parte del libro sia composta da elenchi (in cui ogni “titolo” viene sviscerato all’interno del capitolo in questione) non vi risulterà mai noioso e pesante… anzi! Riderete, oh, se riderete! E forse ritroverete i vostri amici, i vostri amanti, i vostri ex compagni, i vostri attuali mariti o, se siete maschi

magari ritroverete voi stessi!

In quest’ultimo caso, non fatevi il fegato amaro: Mantegazza è morto nel 1910, non sarebbe giusto prendersela con chi non ha possibilità di replica!

Cari maschi, siete artisti? Questo, per esempio e tra le altre cose, direbbe di voi:

“A meno che l’artista sia uomo di genio o abbia un cuore di angelo, non sposarlo mai. Se è mediocre, è lo spostato degli spostati. Colla testa in alto per cercar sempre un bello ideale, che gli sfugge, inciampa coi piedi nella miseria che avvilisce, nell’invidia che tortura l’anima, nella displicenza cronica, che corrode i germi della vita. (…)”

Qualche professione comunque si salva, ma non vi svelo io quale!

Mi obbligo a fermarmi, vorrei riportarvi qui cento pezzi che ho sottolineato, ma toglierei a voi, poi, il piacere di leggervelo da soli.

 

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Paolo Mantegazza è stato un fisiologo, antropologo, patriota e scrittore italiano. Fu uno dei primi divulgatori delle teorie darwiniane in Italia

Trovate una dettagliata scheda a lui dedicata qui:

http://www.treccani.it/enciclopedia/paolo-mantegazza_(Dizionario-Biografico)/

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