“Un secondo lungo una vita” e l’attenta recensione di Tiziana:

Fonte: http://tizianavigano.blogspot.it/2016/05/un-secondo-lungo-una-vita-di-lisa.html?spref=fb

copertina

Questa splendida e attenta recensione è apparsa come un toccasana, nel blog di Tiziana Viganò (blog che si occupa di cultura, arte e mondo della natura a tutto tondo). Un toccasana, dicevo, perchè ogni commento positivo è un stimolo a crederci! Tiziana Viganò

non si è limitata a postare un piccolo commento (sarebbe stato comunque molto ben gradito!) ma ha stilato una analisi che dimostra attenzione e delicatezza.

Vi riporto il suo articolo:

Recensione di Tiziana Viganò

Come una freccia di ghiaccio lanciata nel cuore, un secondo lungo una vita penetra e annulla qualunque emozione. Il dolore è così devastante da fare tabula rasa nell’anima. Deve farlo. Tutto l’essere ha bisogno di negare l’evento, non potrebbe sopportarlo, il cuore non ha più la capacità di fremere, gli occhi di piangere la mente di esprimersi.  C’è il vuoto: il corpo rimane vivo ma è come morto, un automa, uno zombie.

Lisa Molaro è pittrice, amanuense, artista a tutto tondo: in ogni pagina di “Un secondo lungo una vita” dipinge un quadro di grande raffinatezza emotiva, delinea con eleganti arabeschi situazioni e stati d’animo che hanno una vasta gamma di tonalità e cambiano di volta in volta colore, seguendo quello  dell’anima dei protagonisti.

La sua tavolozza è ricchissima di sfumature:  dall’oscurità e dalla potenza di un dolore cupo e greve, che impedisce di vivere, a una gamma di manifestazioni diverse più accese, dove il dolore è un incendio inestinguibile. La drammaticità iniziale poco a poco, lentamente, si stempera, perde la densità materica e si sfuma con una delicatezza e un rispetto per le emozioni che denotano la ricchezza d’animo di chi le esprime.

La protagonista  ci fa toccare con le mani il vuoto che si è fatto nel suo cuore dopo il terribile lutto, poi ci fa vedere la sua angoscia, fino a quando le lacrime liberatorie riescono a lenire almeno una parte della sofferenza.

Ma se un attimo vale una vita, è anche vero che lo scorrere del Tempo, il Maestro che ci mette alla prova , scolorisce le emozioni più intense e l’anima piano piano riprende il suo ritmo vitale, aggrappandosi a mille e mille ragioni per vivere. “Qual è il lato bello al quale attingere? Qual è il punto della felicità dal quale ripartire?”

Difficile e doloroso il percorso per ritrovarsi, dopo che la tempesta  ha smarrito un granello di sabbia nel deserto, ma quando il cuore riesce a scaldarsi il gelo si scioglie, le barriere cadono e la vita può rifluire.

Così nelle pagine-quadro di Lisa Molaro il colore alleggerito diventa liquido fino a disfarsi in un acquarello: alcune tonalità dimostrano che la sofferenza  è sempre presente, ma la si vede più lontano, all’orizzonte.

In una prosa poetica e ricca, personale, densa di significati, con riferimenti e citazioni che la arricchiscono ancora, Lisa Molaro ha raccontato l’esperienza più difficile della vita creando intorno a sé un legame empatico raro, finché sembra di conoscere l’autrice da sempre, grazie a questa condivisione di emozioni in cui i lettori che hanno subito perdite significative e lutti si identificheranno.

Un libro avvolto nel pudore anche quando il dolore è schianto: il processo di elaborazione del lutto diventa un percorso evolutivo importante, condiviso  per la vicinanza della famiglia che quando serve sorregge la protagonista Beatrice e la stimola quando necessario; anche se può proteggerla e avvolgerla d’amore non può arrivare a proteggerla da se stessa, così dovrà lei in prima persona prendere nella mani la sua vita e ricominciare.

Un libro d’amore completo che, cominciato con l’amore per il compagno , attraverso la spaccatura della perdita si recupera circolarmente attraverso altro amore.

“Ci sono anime sulle quali viene voglia di affacciarsi, come a una finestra piena di sole” (F.G.Lorca) Così io mi affaccio alla mia nuova vita: guardo fiumi, fiori, montagne: ritrovo te, affacciandomi alla tua anima. Ti amo.”

“Un secondo lungo una vita”: un prezioso libro di Lisa Molaro, una storia che fa riflettere sul significato dell’Amore, centro vitale, inizio e fine di ogni essere.

 

Cara Tiziana,

hai colto alla perfezione – sarà mica un caso che sei una consuling? -il messaggio che avevo la presunzione di veicolare: La vita è un dono e va tenuto delicatamente fra le dita!

Si tende a vivere le giornate con frenesia obbligata da un quotidiano che non rispetta i propri bisogni. Si corre, si litiga, ci si scontra, non si dice “buongiorno” agli sconosciuti, si cerca di non sfiorarli nemmeno per sbaglio, mentre in coda alla cassa del supermercato aspettiamo il nostro turno. Si cammina facendo tanti grandi passi veloci tenendo gli occhi puntati a terra… ci si isola, in continuazione, difendendosi da quella che è la mano maestra di tutto: la vita, appunto!

All’interno del mio libro, come hai sottolineato tu, c’è un dolore fortissimo che, come una scopa di saggina, spazza via delicati fiori nati su un velluto primaverile. Ma c’è anche musica – il mio amato Tchaikovsky è protagonista di un capitolo intero – e libri, inchiostri, miniature e decori a bordo pagina, carte dei tarocchi o more che crescono in giardino.

Un quadro a parole, questo volevo scrivere… e questo, tra le altre cose, hai colto! Grazie.

 

http://www.youcanprint.it/youcanprint-libreria/narrativa/un-secondo-lungo-una-vita.html

http://www.mondadoristore.it/Un-secondo-lungo-una-vita-Lisa-Molaro/eai978886618465/

 

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