In lettura un libro della Marchesa Colombi… ma voi sapete chi è?

Sapete chi si cela dietro lo pseudonimo di “Marchesa Colombi“?

Maria Antonietta Torriani, scrittrice italiana nata a Novara il primo gennaio 1840.

Per collegare un volto a un nome:

Marchesa Colombi Maria Antonietta Torriani

Maria Antonietta,orfana di padre, visse con la madre e con il secondo marito di lei, Martino Moschini, fino ai venticinque anni.

Si diplomò, poi, come maestra elementare e si dedicò alla pittura e alla scrittura.

Alcuni suoi articoli vennero pubblicati su diversi giornali.

A Milano, dove si trasferì, conobbe Anna Maria Mozzoni, una protofemminista (tradizione filosofica che anticipa il femminismo) lombarda e le due donne iniziarono così a collaborare.

Ho letto la sua storia, or ora, facendo un po’ di ricerche sul web; si è trattato di una donna di cui si dovrebbe parlare più a fondo (e penso che lo farò, a lettura terminata).

Sta di fatto che, visto che non la conoscevo ancora, ho preso il libro, quasi, a scatola chiusa.

Amo i classici e ciò mi è bastato.

Questa è l’edizione che sto leggendo:

Cara Speranza

Il primo capitolo è volato via talmente in fretta da sembrarmi assurdo scoprire, giunta al punto, che non si trattava di un capitolo ma di racconto!

Ecco lì la solita mia smorfia delusa!

Ma perché non narrarmi ancora e ancora e ancora di Amalia e del bersagliere?

Cara Speranza…

Incipit:

“Si chiamava Amalia. Però, malgrado quel nome gentile, era una fra le più rozze campagnuole delle risaie, quando si presentò in casa nostra ad offrirsi come serva.

S’era messa le scarpe per la solennità della circostanza, ma, appena vide il pavimento lucido del nostro gabinetto, rimase sbigottita e si curvò come per levarsele. Ci volle di molto a persuaderla d’entrare calzata com’era. Tuttavia non era timida nè selvatica, come sono, per lo più, le contadine; le pareva soltanto una mancanza di rispetto mettere sul nostro pavimento le scarpe che aveva strascinate, per una lunga camminata, nella polvere della strada maestra da Momo a Novara. Ignorava ogni elemento di civiltà, e, nella sua cortesia istintiva da persona buona, inventava una civiltà a suo modo, che riesciva grottesca, sebbene, a conti fatti valesse forse quanto la nostra.”

Non posso dirvi come è giunta alla fine del racconto, Amalia, se scalza o con le scarpe, ma posso dirvi che vi è arrivata con la pienezza di un amore gaio che,da tanti anni, le governava, a suon di missive, i pensieri e i desideri.

Un racconto tristemente meraviglioso.

È stato subito dopo averlo terminato che ho provato a cercare, su internet, informazioni su questa autrice che, ripeto, non conoscevo.

Ignoranza mia, di certo.

Mi sono venute fuori molte copertine di questa raccolta di racconti ma una in particolare mi è balzata all’occhio:

9788882123970

Tipica copertina che potrei trovare anche per un romanzo deleddiano… non trovate anche voi?

Del resto, Grazia Deledda e Maria Antonietta Torriani sono state scrittrici contemporanee.

Chissà se si conoscevano? Chissà se erano amiche? Proverò a scoprirlo!

Nel frattempo inizio il secondo racconto:

IL «CURARE» Racconto di Natale.

Incipit:

“Si finiva di pranzare in casa del profesor Navaro; un pranzo di soli uomini ed un pranzo di Natale. Il nostro ospite ci aveva fatto assaggiare parecchi de’ suoi vini di Sicilia; eravamo tutti di buon umore. Il professore ci spiegava come serbasse una specie di venerazione per quella festa, perchè era stata da tempo immemorabile oggetto di culto nella sua famiglia. Ci narrava di un suo nonno, che aveva accolto, in un Natale remoto, un nemico della sua casa, semplicemente per non respingere chi bussava alla sua porta in quel giorno solenne (…)”

 

4 risposte a "In lettura un libro della Marchesa Colombi… ma voi sapete chi è?"

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      1. 🙂 Io, invece, per ora ho un po’ di testi in attesa già da un po’, quindi mi risparmio nuovi acquisti. Tranne che per Natale… ho già un paio di cose in testa. 😉
        Buona giornata, cara Lisa!

        "Mi piace"

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