Ma la biblioteca in che girone si trova?

Venerdì dovevo andare in biblioteca a riportare dei libri presi in prestito.

I buoni propositi non li avevo nemmeno tirati fuori dal cassetto… inutili!

Prima di uscire di casa, ho regalato uno sguardo alla mia libreria. Tutti i libri ancora da leggere mi hanno guardato rassegnati… no, non tutti a onor del vero, certi mi hanno lanciato messaggi di sfida e, non posso giurarlo ma, alcuni, mi pare stiano fomentando un’atto di ribellione.

Vorran mica gettarsi dalla mensola?

Li sposterò accanto a quelli di psicologia 😉 così poi vediamo chi la spunterà.

Insomma, mica sono uscita senza salutare, seppur di fretta, e-reader e pc. Giammai!

Anche dentro quei due condomini, c’erano dei libri carbonari.

Ho capito, ho capito! Vado, riporto, guardo e torno, ok, inutile far promesse da mercante, rifacciamo:

Vado, riporto, esco con poco e ritorno.

Ho portato la mia migliore amica con me, così, giusto per avere supporto morale.

Appena entrata, ho dato uno sguardo al tavolo all’ingresso. Sopra di lui, esposti, ci sono i libri che si può prendere senza ritornare… sì, sì, avete letto giusto: senza ritornare!

Si tratta di testi vecchi, manuali che nessuno prende mai in prestito, residui di soffitte sfitte…

Ma posso, io, non trovarci mai nulla di mio interesse? Impossibile!

A colpo d’occhio, un’esitazione: “accidenti, stavolta non mi porterò a casa nessuno di questi!” 

Una distesa di Harmony si bellettava sotto ai miei occhi…

Ma poi, guardando bene, ecco che un libricino ha sgomitato tra le dame cinte da cavalieri dal torace nudo e muscoloso:

“Persona e personalità dopo il concilio” di Dario Savoia.

Dalla quarta di copertina:

La consistenza della identità personale dell’uomo, creato a immagine di Dio, va oggi – in tempi di riflusso nel privato e di richiesta di spazi personali – decisamente recuperata, non allo scopo di rinchiuderla e di ripiegarla su se stessa facendo di ogni uomo un’«isola».

Nè d’altra parte l’umanità può venire progettata, per un futuro più o meno lontano, come un contenitore anonimo, costituito da robots asserviti all’opinione ed alla volontà decisionale del potere e del sistema.

pertanto va con urgenza recuperata l’idea cristiana di persona e di personalità, sicchè ogni individualità umana si inserisca come una «penisola» nell’intreccio e nel tessuto dei rapporti interpersonali e sociali, allo scopo di evitare la trasformazione delle individualità sia in un grande «arcipelago di isole» individualiste, sia in un «continente» umano massificato.

Una delle cose che mi piacciono, nei libri, è la possibilità di analizzare, eviscerare, riflettere.

Al di là dell’essere, o meno, credente.

Al di là dell’essere, o meno, praticante.

La fede e la spiritualità, tanto quanto la concretezza, i piedi affondati nella Madre Terra, la scienza e la bioetica, sono per me argomenti di cui mai mi stuferò di leggere!

Perché io sono fatta di tutte queste cose, in modo imprescindibile.

Ora questo libro è sulla mensola della libreria, senza data di scadenza.

Poi ho guardato i libri in evidenza, disponibili per il prestito.

Mi sono portata a casa, a tempo determinato:

Banana Yoshimoto – “Another word”

C’era in mia madre un flusso di vita scintillante, e ogni volta che la osservavo mi sembrava di vedere un fiume.

Un fiume che scorre, che luccica e non si ferma mai.

Simona Sparaco – “Sono cose da grandi”

«Questa lettera ha inizio nell’estate dei tuoi quattro anni. Quando le mie paure si sono schiuse davanti alle immagini di una strage. Poco dopo la Terra ha tremato. E anche io sono stata contagiata da quel tremore, perché l’ho avvertito in te».

È possibile spiegare a un bambino l’esistenza del male? Con voce intensa, precisa, intima, una madre guarda dentro di sè per cercare una risposta.

libri biblioteca

2 risposte a "Ma la biblioteca in che girone si trova?"

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  1. Mi sembra tu abbia fatto un bel bottino! 😉 A parte la Yoshimoto e la Sparaco (che conosco di nome), non conosco i tre volumi, ed i terzo autore non l’ho neanche mai sentito nominare.
    Come te, neanche io posso fare a meno di testi sulla fede e la spiritualità; di testi così ne ho un bel po’; assieme a testi del genere ne ho anche un paio riguardanti l’archeologia biblica, ma anche di musicologia; per alternare con un altro genere, ho alcuni classici (i sei romanzi più noti di Jane Austen, “I miserabili” di Hugo, Plutarco, Erodoto ed Apuleio), ma anche testi di narrativa varia, tra cui un volume con tutti e quattro i romanzi di piccole donne, della Alcott, ma anche Buzzati, ed altri meno influenti. Dei testi sono in inglese, di cui alcuni mai letti finora; altri in francese, ma sono contento della biblioteca che mi sto facendo. Ecco, forse vorrei più sbarazzarmi di testi che allo stato attuale non mi dicono più niente, perché mahari ho letto in un determinato periodo della mia vita, oppure su argomenti che ora non mi interessano più… Vedremo come finirà. Intanto grazie, Lisa, è smpre un onore leggerti! 😉
    Ti auguro una serena notte. 😉

    "Mi piace"

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