“Cosa rende felice il tuo cervello” di David DiSalvo

"Cosa rende felice il tuo cervello" David Di Salvo Libro Recensione

“Ma cosa viene prima, la gallina della biochimica o l’uovo del comportamento?”

“Cosa rende felice il tuo cervello (e perché devi fare il contrario)” è un libro pubblicato, a gennaio di quest’anno, dalla Bollati Boringhieri e scritto da David DiSalvo, giornalista specializzato in neuroscienze e psicologia, regolarmente ospitato nelle pagine di «Scientific American Mind», «Psychology Today», «Forbes» e diverse altre testate. 

Come spesso mi accade, ad attirare la mia attenzione nel marasma dei libri che mi circondano, è stato il termine “cervello”.

Non cercavo manuali self-help, quelli me li sono già letti in età adolescenziale, bensì la mia solita fame di curiosità e approfondimento produceva brontolii per farsi udire.

L’autore, d’altra parte, cataloga il suo libro come “manuale di science-help” e, quindi, perché non immergermi dentro le sue parole sperando di diramare cellule gliali e bias del comportamento?

Una passeggiata dentro il cervello…

Le pagine sono volate, lo ammetto, persino con troppa fluidità!

Scritto con un linguaggio che lo rende accessibile a tutti, questo manuale ci porta non dentro – come mi aspettavo forse io, sbagliando – bensì attorno all’organo principale del nostro sistema nervoso. Pagine che richiamano la nostra attenzione verso tutto ciò che ci influenza, consapevolmente e non.

Come dicevo, più che dentro mi ha portato attorno a questa “magica spugna” che si pregna di input di ogni tipo capaci di trovar sede dentro il nostro cervello, determinando le nostre azioni riflesse.

“Il cervello è un magnifico prodigio di fallacie e nessuno (tranne chi non ne possiede uno) è immune da errori. D’altra parte, esserne consapevoli è anche la miglior prevenzione contro il rischio di andare a cercare la luna in fondo al pozzo.” David DiSalvo

DiSalvo è, come scrivevo all’inizio, un giornalista e questo è ben chiaro dalla puntigliosità e dalla ricchezza di dati statistici di cui è generoso all’interno del libro.

15 capitoli pieni di esempi comportamentali, di ricerche sperimentali, di citazioni – bellissime – che scorrono sotto gli occhi del lettore in modo fluido e senza intoppi. Al bando le pomposità e le lezioni didattiche.

In queste pagine scorrono molti bias cognitivi: sociali, familiari, di disponibilità, di auto-protezione, bias…

Il bias cognitivo è, per chi non lo sapesse, in psicologia indicativo di un pregiudizio non necessariamente corrispondente alla realtà, capace di influenzare il nostro agire e di ancorare in noi delle decisioni non sempre corrette. Bias, infatti, è un termine inglese la cui etimologia è da ricondurre al temine greco epikársios, obliquo, e veniva utilizzato nel gioco delle bocce soprattutto per indicare i tiri storti, che portavano a conseguenze negative.

E di questo si tratta ora: di tiri storti che il nostro cervello ci fa!

Io sono una persona molto empatica, assorbo e vivo come mie le esperienze di chi si avvicina troppo nei sei gradi di separazioni che mi distanziano dagli sconosciuti.

D’altra parte, chi ama scrivere non può non esserlo empatico…

Ma quanto è deleterio questo mio modo di vivere? Quanto mi espone al prossimo? Quanto mi mette al centro di un palco? Con che velocità la freccia di un manipolatore mentale può colpirmi?

Vivere è tutto un gioco al “Gatto e il topo” e DiSalvo me lo evidenzia ogni volta che ne ha l’occasione.

Siamo vittime di una società che si basa sul marketing intelligente e, spesso, subdolo; bandierine che credono di muoversi spinte dal vento che sentono sulla pelle ma ignorano la brezza che soffia silente, non percepita, costante. Abitiamo un’epoca che corre più veloce del pensiero; informazioni su informazioni corrono più velocemente delle dita che digitano, frenetiche, sulla tastiera.

E assimiliamo… in modo consapevole e inconsapevole.

Di questo ci parla l’Autore, punzecchiando il pensiero critico del lettore.


immagine presa dal sito: https://www.pensierocritico.eu/

“Il nostro cervello è la più evoluta delle imperfette meraviglie della natura, e la perfezione non è compresa, a nessun livello, nel pacchetto evoluzionistico”. David DiSalvo

Personalmente – ma è un mio limite – non amo le profusioni di dati statistici ma ne riconosco, ovviamente, l’importanza. Non amo ritrovarmeli, troppo spesso, dentro le pagine di un testo perché mi rallentano l’empatia con lo scrittore… ve l’ho detto: il mio è un problema cronico! Per me si sono trattate di constatazioni – e buttale via! – più che di scoperte, ma leggerle non mi è comunque dispiaciuto.

Ho scoperto, invece, THOMAS – acronimo dell’inglese The Human Oxytocin Mediated Attachment System – e credo di dover, assolutamente, approfondire questo argomento. Così come andrò a cercare ulteriori notizie sulla lingua inventata da Boroditsky: Gumbuzi.
Lera Boroditsky, professoressa di psicologia a Stanford, ha focalizzato l’attenzione sulle differenze grammaticali di genere, esponendo la teoria che il genere assegnato da una lingua a un sostantivo ci induce, a livello subconscio, ad attribuire a quel sostantivo caratteristiche tipiche del suo genere grammaticale.

Per capirci, lei mette in dubbio Shakespeare e la sua frase:

«Che cosa c’è in un nome? Ciò che chiamiamo rosa, anche se lo chiamassimo con un altro nome, conserverebbe sempre il suo profumo»


Ricapitolando: ho trovato scorrevole la prima parte del libro, evitabile la parte centrale – trattandosi di un riepilogo dell’autore di quanto già scritto – e bellissima la parte finale del libro, quella in cui DiSalvo riporta la bibliografia che gli è stata utile durante la stesura di questo libro e non solo. Ogni titolo ha una sua breve sinossi di qualche manciata di righe e, inutile scriverlo, mi sono segnata gran parte dei testi che mi suggerisce di leggere. Ho scoperto che abbiamo anche in comune la passione per un libro: “Il cervello infinito. Alle frontiere della neuroscienza: storie di persone che hanno cambiato il proprio cervello” di Norman Doidge,
psichiatra, psicanalista e scrittore canadese che, personalmente, adoro e la cui lettura consiglio a tutti!

3 risposte a "“Cosa rende felice il tuo cervello” di David DiSalvo"

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