Biologia delle emozioni e bagno di Gong

Gong Libro La biologia delle emozioni

Cosa, e quanto, c’entrerà il libro che sto leggendo: “La biologia delle emozioni. Dalle leggi di Hamer alla Medicina Biologica Emozionale” con il bagno di Gong che ho fatto l’altra sera?

Partiamo da qualche anno fa…

Il mio primo bagno di Gong è stato “angoscia pura” perché ho pianto tanto, senza volerlo. Molto, rumorosamente, a singhiozzo… ho versato lacrime copiose, come una bambina che si sente ferita. Credetemi, io mi vergogno a far rumore in pubblico, in passato mi spaventava pure applaudire al teatro o comunque in mezzo alla gente.

Questa seconda esperienza non è stata così dirompente ma, di certo, non è nemmeno stata una passeggiata.

Si chiamano Bagni di Gong perché le vibrazioni diventano acqua che si plasma sui confini del nostro corpo; ci si sente immersi e si affonda in questo oceano che ci contiene inglobandoci.

Il nostro corpo è composto prevalentemente da liquidi e le vibrazioni del Gong si propagano sia nell’aria che nell’acqua, andando quindi a smuoverci interiormente. creando smottamenti dove noi nemmeno sappiamo esserci dei sassolini o dei macigni.

Il pensiero logico si allontana e il suono ritmico – sapientemente sequenziato dai professionisti – ci porta in un “luogo altro” quasi venissimo condotti dentro un’unica cellula, incapsulati dentro noi stessi. Non si tratta di ipnosi, nessuna droga assunta prima di iniziare la seduta, nessuna manipolazione mentale precedente la serata ma, semplicemente, ritmo, suono, vibrazione.

Energia.

E al di là del Gong, al di là delle esperienze meditative o dello Spirito Santo, la biologia ci insegna che nel nostro corpo ci sono delle sostanze capaci, se compresse, di generare elettricità, sostanze piezoelettriche, ossia materiali cristallini che si polarizzano generando una differenza di potenziale se stimolati in modo meccanico o meno. E qui il mio spirito narrativo mi porta a pensare al bagno di Gong, al suo essere un massaggio vibrazionale e mi immagino l’energia che scorre, frizionata dalle note come l’acqua che si scaglia sulle rocce o la dolce onda che lambisce la sabbia, sinuosa e pacata. Causa-effetto… ed energia quantica. Penso ai microtubuli che, mentre l’altra sera leggevo “La Biologia delle Emozioni. Dalle leggi di Hamer alla Medicina Biologica Emozionale”, di Daniela Carini , Fabrizio Camilletti e Vito Amelio, si son messi a ondeggiare sotto i miei occhi.

Penso a tutto il potere che ciò che mi attornia può avere su di me.

Penso a tutto ciò che è in me e a tutto il potere che su di me ha – e può – avere.

Per un arco temporale che non supera le due ore, io ho lottato contro il vento, contro una bufera “faccia contro e spalle diritte”, ho sentito aerei da bombardamento sorvolare i miei cieli. Stavolta non ho avuto paura, ma senso di sfida, potente, intenso, a tratti terrificante.

Ho sofferto per più di metà sessione ma alla fine ho provato un senso di pace e, adesso, se ripenso all’altra sera non mi sento angosciata ma forte!

Alla fine di quelle due ore, avevo smesso di lottare… contro me stessa? Curioso io soffra di varie patologie autoimmuni, vero?

Per ognuno è un viaggio diverso, io sono patologicamente ipersensibile ed empatica (non è un valore aggiunto, anzi, delle volte è penalizzante) e quindi queste serate le vivo in modo totalitario.

Io.

Ma c’è anche chi russa beatamente, chi dorme in modo silenzioso, chi guarda il soffitto in modo annoiato, chi non “sente” proprio niente di niente…

Ognuno è diverso ed è questo ciò che davvero ci distingue: il percepire.

Il libro che ho ora in lettura mi sta piacendo parecchio perché mi sta facendo scivolare tra sinapsi ed emozioni, mi sta facendo fluire… ecco: fluire è il termine giusto!

Bagni di Gong, bagni di parole.

Immersioni e analisi.

Dal libro: “(…) Ad esempio, se un segnale specifico fa vibrare un microtubulo, questi trasmette la sua vibrazione a tutti i microtubuli della stessa cellula e a quelli di tutto l’organismo. In questo modo la vibrazione, come pure la reazione che essa innesca, viene amplificata e ritrasmessa. Così gli effetti derivanti dalla vibrazione di un microtubulo si manifestano contemporaneamente in tutte le cellule dell’organismo.

Probabilmente già sapete cos’è un microtubulo.
Si tratta di strutture intracellulari presenti  in ogni singola cellula neuronale del nostro cervello e la loro funzione principale è l’organizzazione e il trasporto intracellulare… ma al di là dei vari dettagli sulla loro struttura trofica e meccanica, non è questa “zoommata” tecnica a cui volevo far riferimento in questo articolo, mi piace l’idea quantica – e “idea” non è certo il termine corretto – che attorno anche ai microtubuli, è il caso di dire, ruota!

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