Diario di lettura – 2018

Nel mio diario di lettura 2018, titoli suggeriti, molte citazioni e qualche booktrailer. Diciamo che si tratta di un post-it emozionale per me e un “letto per voi” per gli altri.

1: Cosa c’è dietro le stelle? – di Jostein Gaarder

Una lettura veloce, magica. Una storia per ragazzi, in cui l’Autore, al suo solito, con uno stile narrativo fluido mescola insieme avventura, descrizioni poetiche e magiche, filosofia e, ovviamente, numerosi spunti su sui riflettere. Molto carino.


2: Mio fratello rincorre i dinosauri – di Giacomo Mazzariol

Il romanzo di formazione di Giacomo Mazzariol. 
Un romanzo breve ma pieno zeppo di spunti di riflessioni, di ilarità o attimi in cui il cuore si stringe in morse non sempre di tenerezza.
La fragilità dell’essere umano, appesa al filo della crescita.
La storia di una famiglia con un cromosoma in più

Loro ridono di noi perché siamo diversi, e noi rideremo di loro perché sono tutti uguali.

La mia recensione completa, qui


3: Come vento, come onda. Dalla finestra di uno psicoanalista  – di Stefano Bolognini

“I libri letti durante una malattia o una convalescenza sembrano destinati a rimanere particolarmente impressi nella memoria: sarà per la condizione di parziale, assorto isolamento, per l’effetto di sospensione del tempo, per la povertà degli stimoli reali disponibili, per cui si finisce per investire assai di più nella rappresentazione fantastica delle cose…
Non lo so.
Fatto sta che quando diversi anni fa, a seguito di un occasionale accidente fisico, mi trovai costretto a una sosta forzata di un paio di settimane e mi capitò in mano il libro di un alpinista inglese della fine dell’Ottocento, col reportage delle sue imprese sulle cime di mezzo mondo, mi ci immersi completamente, con effetti di intensa suggestione. 
La scelta del volume – lo capisco adesso – non era casuale: costretto a letto dalla malattia, mi difendevo inconsapevolmente dal senso di impotenza e di immobilità forzata identificandomi con un funambolo arrampicatore; io, che faticavo in quei giorni a spostarmi dal letto al bagno.
Oltretutto quell’avventuriero di fine secolo (del quale malauguratamente non ricordo il nome) emergeva via via dalle pagine del libro come un personaggio colto, complesso e capace di fini osservazioni: dimodoché sarebbe stato riduttivo definirlo semplicemente uno scalatore. 
(…) ”

Bolognini è uno psicoanalista che, in questo piccolo volume che ho letto d’un fiato, ci regala 10 racconti che scorrono “fuori e dentro” il lettore.


4: Voglio vederti danzare – di Emilio Sarli

Davanti ai miei occhi, c’è ancora molta bellezza… quella tangibile dei busti in bronzo e quella eterea, pregna di divinità e personaggi che camminano sopra il tempo.
Sarli ci narra la storia di Cinzia, innamorata dell’invisibile racchiuso nel visibile.
Gli occhi limitano ciò che la storia dilata.

“(…) parlavano di ekstasy gli antichi Greci per segnalare il deliquio dei partecipanti al tiaso e alle orge; riparlano di ecstasy per indicare l’odierna sostanza che induce al delirio: é l’anabasi di Dionisio che si presenta con altre spoglie, egli che è Bromio, colui che strepita, che è Bacco, colui che grida, e che dispensa altre bevande, diffonde altre essenze, coltiva altre piante, sparge la sua energia demoniaca, ammalia i cervelli, perpetua la sua religione: questo è il suo vero miracolo, aver convinto tante teste della sua reale esistenza!”

Recensione completa:

https://www.culturalfemminile.com/2018/01/12/voglio-vederti-danzare-di-emilio-sarli/


5: Another World – di Banana Yoshimoto

Banana Yoshimoto, edito Giangiacomo Feltrinelli Editore.
Per me, lei, è sempre una garanzia! Ogni volta che mi immergo nei suoi romanzi, tutto diventa zen… io in primis.
Una fusione di parole e natura, a comporre un quadro singolo e cosmico al contempo.
La Yoshimoto crea dipendenza, questo è un dato certo!

Pensate che questo romanzo fa parte di una serie di cui non è nemmeno il primo volume; io lo ignoravo, questo, quando la sua copertina mi ha ipnotizzata dallo scaffale della biblioteca ma questo, per fortuna, non ne ha inficiato la lettura, anzi, mi ha fatto venire voglia di leggere gli altri! Of course…

Recensione completa qui:

https://www.culturalfemminile.com/2018/01/15/another-world-di-banana-yoshimoto/


6: La casa madre – di Letizia Muratori

Scrittura fluida, moderna. 
Il tema è molto, molto, particolare. 
Nel primo racconto, tra le protagoniste, spuntano le Cabbage Patch Kids…
Lo confesso, non mi ricordavo chi fossero e, di certo, seppur anche io abbia fatto le elementari negli anni ’80, non le ho mai portate a scuola o… peggio… partorite! Sono un tantino sconvolta.

Sono adorabile, irresistibile, adottabile. Se mi vuoi, sarò per sempre il tuo bimbo del campo incantato.

Materiale promozionale delle bambole Cabbage Patch Kids per il lancio italiano del 1984.


Ma ho abitato altri mondi io oppure solo nel libro si scrivono le lettere al padre di queste bambole (famosissime, poi me le sono ricordate e forse ne ho pure regalate) che vengono dal paese dei cavoli?

I racconti sono due, composti da parole intrecciate su canovacci diversi, legate insieme da un filo proveniente dalla stessa spoletta: quella dell’infanzia.

Il secondo racconto… beh, il secondo racconto è una bolla di tenerezza in un mondo infelice filtrato dall’innocenza infantile.

Luca lo sa, lo sa il segreto! Sa dove abitano le Winx… davvero dico!

«Ciao Larry Potter, come stai?» Mi chiese la fata del sole e della luna, con la sua vocina che parlava male la nostra lingua umana. Stella se ne stava seduta sul suo materassino sgonfio, a ridosso del primo pino della prima fila di pini che si ripetevano a schiere di tronchi dritti come le lance degli orchi (…). Per fortuna era molto pigra e restava sempre seduta, perché quando si alzava le arrivavo alla pancia, il suo ombelico strano che veniva fuori come un tortellino mi metteva fame e voglia di morderlo. Non si poteva mangiare una fata, era un orrendo delitto di cui non volevo macchiarmi nemmeno con il pensiero.»

Recensione completa:

https://www.culturalfemminile.com/2018/01/22/la-casa-madre-di-letizia-muratori/


7: Verso un sapere dell’anima – di María Zambrano

 “Verso un sapere dell’anima” scritto dalla filosofa spagnola Maria Zambrano. Saggistica.

Affascinante viaggio filosofico permessomi da Maria Zambrano (molti i passi che ho evidenziato e molte le riflessioni che mi ha suggerito) 

“La passione da sola mette in fuga la verità, che, suscettibile e agile, riesce a sottrarsi alle sue grinfie, La ragione da sola non riesce a sorprendere la preda. Mentre passione e ragione unite, o meglio, la ragione appassionata che si slancia con impeto ma sa poi trattenersi al momento giusto, riescono a catturare senza danno la nuda verità.
La Filosofia è quindi, come diceva Platone parlando di Pitagora, «cammino di vita».

“Salvare le parole dalla loro vanità, dalla loro vacuità, dando loro consistenza, forgiandole durevolmente, è lo scopo che persegue, anche senza saperlo, chi scrive davvero.”


8: La tecnologia della parola. Didattica inclusiva e lettura – di Stefano Di Tore

Stefano Di Tore è ricercatore in Didattica generale e pedagogia speciale.

Un interessantissimo saggio, corredato da esercizi didattici, suggerimenti, test e dati statistici, sulla capacità di apprendere la lettura e la scrittura. 
Far girare la parola, libera, fuori e dentro di noi. 
Farla sgambettare grazie a inibizioni e azione. 
Smuoverla, praticamente.

Immagini, esempi, statistiche, fonemi, grafemi, ADHD, DSA e chi più sigle ha, più ne metta.
Moltissimi gli esercizi suggeriti per allenare l’attenzione sostenuta e, in questi tempi che sorvoliamo a bordo di navicelle che partono alla velocità di un click, quanto bisogno di calma c’è?

“L’uomo, con la scrittura, si sottrae al flusso continuo di suoni dell’oralità e impara a oggettivare l’universo nella matericità e nella permanenza del testo scritto”

Recensione completa: https://lisamolaro.wordpress.com/2018/02/05/la-tecnologia-della-parola-di-stefano-di-tore/


9: Mi Illudo. Le illusioni ottiche spiegate dal mio cervello – di Caterina Stile

Caterina Stile (laureata in Scienze Biologiche) mi ha fatto camminare sulle informazioni che scorrono dentro i meandri nel nostro cervello. Un piccolo libro, che si legge in fredda, sorridendo e giocando con il nostro cervello.

Siete pronti a giocare un po’ con il vostro cervello?

L’anno scorso sono andata museo delle illusioni  di Lubiana (Muzej iluzij Ljubljana) un luogo di esperienze divertenti ed educative, dove poter conoscere i limiti della propria percezione. Ecco, diciamo che leggere questo libro è stato un po’ lo stesso “viaggio”.

Ciao, sono il tuo cervello,
quel piccolo organo chiuso in una scatola di ossa che è il centro operativo di tutto il tuo essere. Sono io che controllo ogni tuo singolo movimento da un completo allenamento cardio a un inconsapevole sbattere di palpebre, sono io che ti permetto di restare in equilibrio, rapportarti al mondo esterno, respirare, pensare, provare emozioni, parlare, studiare, sbuffare, godere, meditare, ridere…Certo intervengono interi sistemi di organi, gli ormoni e diverse altre variabili, ma cosa farebbero tutti questi “operai” se non ci fosse il capo a dirigere le operazioni? Te lo dico io, un gran caos.

Recensione completa qui:

https://www.culturalfemminile.com/2018/01/26/mi-illudo-le-illusioni-ottiche-spiegate-dal-cervello-caterina-stile/


10: Crescere con la grafologia – di Angelo Vigliotti

Angelo Vigliotti (medico pediatra e psicoterapeuta, grafologo giudiziario)

“La scrittura è la storia di un’anima ma non solo.”

Quanto i traumi, il non essere amati, rappresentano dei veri e propri agenti mutageni sul DNA variandone la composizione?

“Non possiamo essere superficiali nell’analisi del bambino, del
ragazzo e dell’adolescente, soprattutto nella sua evoluzione
psico neuroendocrino immunologica e indagare a fondo sia il
rapporto mente – corpo sia il gioco relazionale con il mondo
interno e il mondo esterno” di Angelo Vigliotti

Recensione completa:

https://lisamolaro.wordpress.com/2018/02/01/da-bambino-ad-adulto-levoluzione-attraverso-la-grafologia/


11: Nel guscio – di di Ian McEwan

Dov’è la coscienza? Fuori dalla pancia? Dentro? 
Un romanzo che rimanda all’Amleto di Shakespeare, tra amore, tradimento e desiderio di vendetta. 
Cosa accade, durante tutto questo smuoversi di mare, dentro il guscio? Tutto filtra, tutto rende complici. 
Un cordone ombelicale unisce il bene con il male. 
Un libro di contrasti. La poesia si tinge di rosso rubino. A terra gocce di coscienza. 

“Sotto il tiepido picchiettio delle gocce d’acqua corrente e il suono ronzante della voce di mia madre che canticchia, vivo un momento inspiegabile di gioia euforica. È più forte di me, non riesco a trattenere l’entusiasmo. Un prestito di ormoni? Poco importa.Il mondo mi appare dorato, sebbene dorato per me sia soltanto un nome. So che siamo nella gamma cromatica del giallo, quest’ultimo pure nient’altro che un nome. Ma «dorato» suona bene, lo sento, lo assaporo mentre l’acqua calda scroscia in corrispondenza del retro del mio cranio.”

Recensione completa:

https://www.culturalfemminile.com/2018/02/07/nel-guscio-di-ian-mcewan/


12: Tentativi di Botanica degli affetti – di Beatrice Masini

18**.
Profumi di petali, di brughiera, di lago e di vie di una Milano ottocentesca.
Carboncini, acquerelli e versi di poesie nell’aria. Chiacchiere di servitù e sommosse politiche. Italia, paese della bellezza, dell’arte. 
Raggi di luna tessono una filigrana nella notte. Scintille in chiaroscuro. Gioia e dolore. Amore e abbandono. Lacrime.
Tutto questo, e molto di più, dentro le pagine, magistralmente scritte, di questo romanzo; uno di quelli che ti fa spegnere la luce tardi, di notte.

 “Vorrei consegnare alla fatua immortalità della carta non solo componimenti in versi e prosa, com’è mio mestiere, ma anche i miei fiori e le mie piante, che per me non contano di meno, dal momento che è mia inclinazione trascorrere molto del mio tempo con loro, e mio desiderio cogliere l’attimo della loro compiuta perfezione per averli sempre con me, anche d’inverno, anche se non dovessero mai più fiorire e sbocciare, come può succedere in queste lande, stante il fatto che sono un contadino dilettante, e se il diletto è grande lo è altrettanto il rischio; e dunque molta della mia coltivazione è esperimento, tentativo tentato, azzardo.”

Recensione completa:

https://www.culturalfemminile.com/2018/02/25/tentativi-di-botanica-degli-affetti-di-beatrice-masini/


13: Quando eravamo femmine – di Costanza Miriano

Ebbene sì, questa è l’Autrice anche di “Sposami e sii sottomessa” che non ho letto e nemmeno intendo farlo.

Ho letto questo libro per metà e per tutto il tempo mi sono chiesta se dovessi approcciarla con ironia o meno. Poi ho capito che no, Lei era seria. Anche io, quindi ho abbandonato la lettura.


14: La mia vita da Zucchina – di Paris Gilles

Una fiaba moderna, costruita con una tramatura reale, concreta, forte. Scendono lacrime di dolore. Scendono lacrime di gioia. L’incapacità di vivere, con naturalezza, una felicità inaspettata. Nel poco, come nel tanto, l’emozione fermenta e prolifera. Mani bambine che si perdono dentro mani di adulto. Mani bambine che si perdono dentro altre mani bambine. Mani che si uniscono. Sorrisi che si colorano nonostante le matite sul tavolo siano solo di due colori: il bianco e il nero. Matite in contrasto, come la terra con il cielo, come la neve con il mare. 
“La mia vita da Zucchina” di Gilles Paris sarebbe una lettura consigliata a partire dai 12 anni, sarebbe per i preadolescenti… 
Io la consiglio a chi si affaccia al mondo e a chi nel mondo ci cammina già da parecchio, con passi adulti

“Ci sono un sacco di punti interrogativi senza risposte, e tutto perchè restano chiusi nella testa senza mai uscire dalla bocca. Dopo, si leggono sulle facce tutte quelle domande mai fatte, e rimane solo dell’infelicità o della tristezza. Le rughe sono solo una scatola di domande non fatte che si è riempita con il tempo che passa.”

Recensione completa:

https://www.culturalfemminile.com/2018/03/02/la-mia-vita-zucchina-gilles-paris/


15: La bambina ribelle – di Nafisa Haji

Romanzo di formazione di Nafisa Haji. Storie inanellate all’asse generazionale. Ribellione e obbedienza, rispetto e istruzione. Importanza della parola, miglior forma di testimonianza. Femminilità non arginata, senza confini o messa in gabbia. Ogni azione, comunque, una reazione.

il triangolo femminile della nostra dinamica familiare lasciava mio padre, da un punto di vista geometrico, su un piano assai distante, un punto isolato il cui rapporto con noi non si poteva descrivere in precisi termini matematici. Suppongo che fosse naturale: era un uomo. Io, però, provavo disagio per questa spiegazione semplicistica della sua esclusione e mi sentivo in qualche modo responsabile per non essere nata maschio.

“Si usava? Si usa ancora! Spesso, troppo spesso. Le ragazze vengono fatte sposare prima di essere diventate donne, come vacche a un’asta. Prima di essere abbastanza grandi da capire come gira il mondo e che cosa hanno da offrire. E che nella vita c’è qualcos’altro oltre a procreare e a partorire.”

Recensione completa:

https://www.culturalfemminile.com/2018/03/10/la-bambina-ribelle-di-nafisa-haji/?


16: Guanciale d’erba – di Natsume Soseki

Guanciale d’erba” di Natsume Soseki è un romanzo magico. Ho portato le immagini che ne scaturivano dentro ai sogni… e non è un modo di dire! 
Poesia, Haiku, colori, dipinti, intarsi, nuvole e fili d’erba, bambù nani e fiori di rapa, sapori di tè speziato, profumi e vapori. 
Un mondo dentro un mondo… il nostro!
Che bello ascoltare il silenzio e tutto ciò che ha da dirci!

Tra lei e me è annodata, con il filo sottile del Karma, una parte dell’occasione poetica diventata per noi realtà. I fili del Karma non infastidiscono quando sono così sottili. E non è un semplice filo, è il filo dell’arcobaleno che attraversa il cielo, il filo della nebbia sospesa sui prati, il filo della ragnatela che brilla tra la rugiada. È facile spezzarlo, se si vuole, ed è meravigliosamente bello a vedersi. E se per caso s’ispessisse sempre più, fino a diventare robusto come una fune da pozzo? Non c’è pericolo. Io sono un artista. E lei non è una donna comune.

“Amerei leggere ma non mi garba disfare dai lacci i due o tre libri che appeso al cavalletto. Il piacere più squisito al mondo è quello di starmene sdraiato sulla veranda insieme all’ombra dei fiori, lasciando che il sole di primaverile mi scaldi la schiena. Un solo pensiero basterebbe a precipitarmi su una falsa strada. Ho paura a muovermi. Se potessi eviterei persino di respirare con il naso. Mi piacerebbe trascorrere due settimane immobile come una pianta spuntata da sotto le stuoie.”

Recensione completa:

https://lisamolaro.wordpress.com/2018/03/14/la-letteratura-giapponese-e-un-balsamo/


17: Nel sogno – di Neena

Questo è un romanzo che, nell’Ottocento, ha riempito dibattiti e suscitato recensioni controverse. “Nel sogno” di Neera, pseudonimo di Anna Zuccari Radius. Molte descrizioni ambientali pregne di simboli e suggestioni… 
La fede e la psicologia, aspetti mistici, lirici o carnalmente analizzabili. Cos’è la concretezza? Cosa significa “proteggere” un figlio? è ipocrita nascondergli l’esistenza del male, in questo mondo? Chi è regista in questo vivere? Quanto conta la nostra curiosità? E il nostro credo? 
La fiammella arde, si spegne e si riaccende. A volte, a volte no. Non è detto sia ascetismo… delle volte è “semplicemente” dolore e abbandono.

Quando la raffica soffiava violenta e le punte dei ghiacciai si illuminavano al bagliore dei lampi, Mària provava una gioia strana, tumultuosa.

[…] ella correva ad esporsi nella lotta cogli elementi, a ricevere attraverso il corpo le sferzate del vento, affrontandolo arditamente e sfidandolo colla testa alta, mentre esso le scioglieva i capelli, le strappava le vesti, la mordeva e la flagellava, costringendola tutta palpitante a ridosso di un albero, senza respiro, senza voce, col volto che si velava dalle chiome scomposte, e le labbra aperte, rivolte in alto a bevere i primi goccioloni della pioggia.

Recensione e approfondimenti, qui:

https://lisamolaro.wordpress.com/2018/03/31/nel-sogno-di-neera/

18: Primule fuori stagione – di Luciana Pennino

In questo romanzo si ride, ci si svaga, si ascolta battute veraci, dal tipico ritmo napoletano, si chiacchiera con tutti e si dice sempre “Buongiorno” e “Buonasera”.
Non è tutto qui, però.
Questo libro è un gioco di specchi, sapientemente messi ad angolo corretto. I sorrisi asciugano le lacrime della protagonista ma non smettono, tuttavia, di riempire, con esse, la sua pancia.
Chiaro e scuro, il raggio di sole si impiglia tra i petali della speranza

“E invece, altro che sollievo… è uno di quei giorni che selezionerei con la freccetta del maus per poi cliccare ‘elimina’, e per essere certa al 100% di non averne più notizie, farei anche ‘svuota cestino’”

Recensione completa:

https://www.culturalfemminile.com/2018/03/29/primule-fuori-stagione-di-pennino/


19: Le persone sensibili hanno una marcia in più – di Rolf Sellin

Siete ipersensibili (patologicamente, intendo) e, come me, spesso vi chiedete se non sia più un difetto che un pregio? Questo libro fa per voi! Come imparare ad accettarsi, a riconoscere i nostri limiti, a guardare questa dote che ci portiamo dietro fin dalla nascita o che, invece, abbiamo acquisito durante l’infanzia.

Una lettura lenta, è vero, però ricca e arricchente; ho usato di proposito questa accoppiata, la ridondanza è voluta.


20: Impara a essere felice – di Paolo Crepet

Beh, Crepet per me è Crepet…

“Impara a essere felice”parla della felicità bambina… di stivali di gomma sporchi di fango, di sorrisi aperti e sguardi alti, di giocattoli di legno e mattoncini colorati, di Ospedali delle bambole e scarabocchi fatti all’ultimo banco. Parla di artigianato, come navicella verso l’autostima e la gratificazione personale. Cervello, anima e mani. Progettazione, realizzazione, fierezza. Distinzione non omologata.

Recensione completa:

https://lisamolaro.wordpress.com/2018/04/04/la-manifattura-della-felicita-crepet/


21: Come le erbe del campo – di Ilaria Corona

Un “viaggio” narrativo in Sardegna, tra pietre, ricordi e segreti.

Un romanzo breve che si legge in fretta e che lascia un buon sentore.

“Le case, la villa, gli edifici, la chiesa, gli archi, tutto era eroso e scrostato. Le persiane penzolavano dagli stipiti come scialli appoggiati a spalle troppo stanche.”

“Lei mi disse che quel diavolo si chiamava amore e che non ci si libera di lui con un esorcismo. L’amore non ci appartiene, è un’entità a parte, con infinite braccia. Se una delle sue braccia ti afferra, tanto vale che ti lasci andare, non serve a niente resistere o lottare, stringerà ancora di più.”


22: Mandorle amare – di Laurence Cossé

Romanzo bellissimo.

Parigi, città ricca di cultura e culture… città moderna, cosmopolita.
Chi è Falida? Come fa una persona analfabeta – o illetterata? – a muoversi tra metropolitane, bollettini da pagare e numeri di telefono che sembrano prove ostiche se lasciate prive di segni distintivi? 
In questo mondo mi ha immersa Laurence Cossé, autrice, anche, del libro “La libreria del buon romanzo” che, ancora, non ho letto.
In questo romanzo si affronta il tema dell’immigrazione ai tempi nostri; fulcro sacro sarà l’istruzione.
Vi riporto l’incipit:

“Suonano alla porta. Édith è seduta al tavolo da pranzo, sta lavorando. Basta, non mi muovo, dice fra sé, è quasi buio, chi può essere? Ma si alza e va ad aprire.
È Aïcha, la portiera del 31, tutta un sorriso, in compagnia di una donna più anziana. Édith non se l’aspettava. Incontra spesso Aïcha per strada o nei negozi, è un personaggio del quartiere, la chiamano Radio Aïcha, ma non l’aveva mai vista nel suo stabile. Aïcha si scusa con piccoli movimenti delle mani e della testa: sta suonando a tutte le porte della via, le ruberà solo un minuto.
«Conosce mia madre?» chiede. E senza aspettare risposta aggiunge: «Sta cercando lavoro».
La donna accanto a lei rimane impassibile. Sta lì impalata, con la bocca cucita, un fazzoletto nero in testa e le mani intrecciate sulla pancia. Impassibile e tesa, nota Édith, che per un attimo si chiede se parli francese.”


23: La valigia di Hana – di Karen Levine

Una storia vera. Una storia terribile. Una storia terribilmente vera, che non si dimentica e non va dimenticata.

Hana è una bambina felice, ha un fratello di tre anni più grande di lei, genitori amorevoli. 
Hana è circondata dall’affetto e dal suono cristallino di risate spensierate. Quando pattina, indossando il suo cappottino rosso bordato di pelliccia bianca, pare una statuina principesca! 
Ma è ebrea, Hana, e quella orribile stella gialla, ad un certo punto, se la dovrà appuntare anche lei. 
Niente più cappotto rosso, cinema, amici, scuola… niente più libertà. Niente più vita. 

“Disegnato con la vernice bianca su un lato della valigia c’è un nome: Hana Brady. C’è anche una data di nascita, 16 maggio 1931, e un’altra parola, Waisenkind. é una parola tedesca e significa “orfana”. I bambini che guardano la valigia sanno che arriva da Auscwitz. Ma chi era Hana Brady? Da dove veniva? Che cosa le è successo?”

Recensione completa:

https://www.culturalfemminile.com/2018/04/27/la-valigia-di-hana-di-karen-levine/


24: Bambinate – di Piergiorgio Paterlini

E questa, invece, è un’altra infanzia…
Innocenze diverse.
Innocenze, a volte, solo presunte. 
Sant’Agostino, nelle sue “Confessioni”, diceva che l’innocenza infantile non esiste e Mark Twain, in “Storia del ragazzo buono” desiderava tanto poter incontrare un vero, buon bambino. 
Personalmente credo nei Giusti, credo esistano… ed esistano fin da bambini. 
Ma non tutti siamo uguali e, di certo, non lo è il nostro vissuto. 
Questo libro, ambientato in un paesino degli anni sessanta (ma potrebbe essere anche oggi, basterebbe cambiare abiti ai ragazzi in copertina) parla di una Via Crucis che si ripete nel tempo. 
All’origine il Calvario, ora la Montagnola.
Un’ultima cena, la rimpatriata di classe. 
Il bacio di Giuda. 
Ponzio Pilato non si lava, stavolta, le mani. 
Anche stavolta, ai piedi della croce, non ci saranno lacrime di madre. 
Come cinquanta anni fa. 
E una scheda sim finirà nel bidone delle immondizie. 
Perché il trascorrere del tempo è relativo. 
Le bambinate non sono tutte uguali e il bullismo taglia in modo netto gli anni.

Recensione completa:

https://lisamolaro.wordpress.com/2018/04/30/bambinatedi-piergiorgio-paterlini/


25: Lei – di Mariapia Veladiano

Questo è un altro libro di quelli che non si dimentica!

Unghie di madre si aggrappano al cielo, piedi ancorati al suolo come radici. Si spezza il pane… Si compie il sacrificio. Non un romanzo teologico, non solo. Storia di Maria di Nazareth, moglie di Giuseppe, madre di Gesù… ma prima di tutto questo: giovane donna.

Sono stata scritta da uomini e donne di ogni tempo. Mi hanno vista bambina, signora, gran dama, regina spaventata, incantata, sgomenta, solenne, vestita di perle e di sacco. Sono stata di tutti come l’aria che si respira, l’acqua che dà vita, l’abbraccio di cui si ha bisogno. Sarò di tutti ancora e per sempre, sono madre e non c’è fine al desiderio di essere figli.»

Recensione completa:

https://www.culturalfemminile.com/2018/05/07/lei-di-mariapia-veladiano/


26: Melissa la donna che cambiò la storia – di Valter Binaghi

Romanzo storico strepitoso!

Dall’incipit:

“Liseo lasciò il mantello allo schiavo, e s’incamminò per il lungo corridoio.
Conosceva bene la casa, e la servitù conosceva lui, per via delle sue frequenti visite. Le preziose ceramiche di Corinto, che il padrone esibiva con ostinata volgarità ad ogni angolo, lo annoiavano come le ostentazioni di avvenenza di una vecchia zia. Quella sera, però, c’era un aroma di essenze floreali che esalava dai bracieri: il mercante Allia aveva fatto le cose in grande, per un evento cruciale. Accelerando il passo, Liseo pensò di essere uno degli ultimi ad arrivare; in fondo si sentiva la sala già piena e vociferante, e il tintinnio di coppe dei commensali. Avrebbe gustato vino d’Etruria e agnello alla brace, ma non erano lì solo per banchettare: c’era da decidere l’ora dell’attacco.
E c’erano anche altre cose, prima, da mettere bene in chiaro. (…)”

“Il settimo giorno del quarto mese dopo il novilunio, se tuona le donne avranno un potere più grande di quel che a loro conviene.”

“Altre volte penso che ciò che io conosco è solo il frammento di un intero che fu diviso”


27: La guaritrice – di Anne Lise Marstrand-Jørgensen

“La guaritrice. Storia vera di Ildegarda di Bingen” di Anne Lise Marstrand-JØrgensen, scrittrice danese. Quasi 500 pagine sono scivolate sotto ai miei occhi, o davanti, con una intensa leggiadria, a tratti onirica, altri terribilmente terrena. Simboli, serpenti, mele, armonia, fede, potere, bontà, senso di colpa, crescita fisica e spirituale, promesse da mantenere. Una bambina che diventa donna. Una donna che viene nominata Santa. Una Donna fra donne che in lei hanno creduto, o meno. Una Donna fra uomini che in lei hanno creduto, o meno. Capelli rossi e determinata certezza.

La fiamma si protende verso la sfera, come se cercasse di fecondarla con le scintille

Il rumore dei cani di papà che latrano è verde muschio e ha il sapore del metallo. La voce di mamma ha lo stesso colore della birra leggera, ma il sapore non è dolce né aspro, è piuttosto come quando si apre la bocca al vento. La voce di Agnes è luminosa come il cielo dopo la pioggia, profuma di timo e di erba bagnata. I passi del papà cambiano continuamente colore: quando parla con gli altri, la sua voce ha il colore della terra e delle pietre secche e piatte giù al ruscello. Quando parla con la sua Hild, la voce diventa come un sole invernale sfilacciato, rosso. I rumori ardono, si confondono in disegni, ruotano come trottole, girano e girano.”

Recensione completa:

https://www.culturalfemminile.com/2018/06/01/la-guaritrice-ildegarda-di-anne-lise-marstrand-jorgensen/


28: Il rosso vivo del rabarbaro – di Audur Ava Ólafsdóttir

Una lettura molto piacevole, con descrizioni ambientali molto belle. Inoltre, ho iniziato a mangiare la marmellata di rabarbaro dopo aver letto questo libro.

“Augustina ha la capacità di tenere a mente ogni piccolo dettaglio senza importanza, quelli che la gente dimentica in fretta, mentre tende a non ricordare tutto ciò che gli altri non si scordano mai. È un problema. Perciò sta molto attento a non raccontare sempre tutto quel che ricorda. O che dimentica.

“La tua spina dorsale è come il rabarbaro, – dice, – elastica, molto elastica.”


29: La vita segreta dei semi – di Jonathan Silvertown

Un saggio che TUTTI dovrebbero leggere!

Tra le molte pagine di questo libro, viene esposta la vita dei semi… esposta al nostro sguardo, esposta alla luce del sole. 
Il seme, questo fulcro generatore di vita; questo detentore di innato sapere evolutivo. 
La creazione del grande partendo dal piccolo. 
Vita.
Non di sola genetica evolutiva si parla, però, tra queste pagine giacché vi albergano curiosità, aneddoti e cenni storici di svariata caratura. 
Cosa c’entrano i semi con la Chiesa Ortodossa Russa? Perché Khair Beg, governatore della Mecca, nel 1511 ordinò la chiusura delle case del caffè? Quale bizzarro capriccio del destino fomentò l’insana fantasia dei cacciatori di streghe di Salem con la segale infetta che rese rosso sangue il pane eucaristico? Come fanno l’amore i fagioli? E gli alberi? E i fiori? Sempre la femmina necessita del maschio per riprodursi? 
E, ancora, lo sapevate? 


“Un pamphlet inglese pubblicato anonimo nel 1674 lanciò una “Petizione delle Donne contro il Caffè”, proclamando: – mai gli uomini indossarono brache più larghe, accomodandovi dentro qualcosa di altrettanto inutile (…) Quando ne fanno ritorno (dalle caffetterie) l’unico fluido che hanno in corpo è il moccio del naso, la sola rigidità è quella delle articolazioni, e nulla di drizzato se non le orecchie”.


Insomma, tra queste pagine c’è molto sapere, molta scienza, molte ricerche e molti tecnicismi genetici… ma non solo. Credetemi, non solo!

“Saper vedere le cose racchiuse nel seme, ecco dove sta il genio.”

Recensione completa:

https://lisamolaro.wordpress.com/2018/06/07/la-vita-segreta-dei-semi-di-jonathan-silvertown


30: Wonder – di R.J.Palacio

C’è qualcuno che ha bisogno di presentazioni per questo romanzo? Non credo!

Uno stile semplice, lineare, che si rivolge in special modo ai ragazzini contemporanei. I molti messaggi che dalle pagine escono con delicatezza, però, non ai soli giovani si rivolgono! Un romanzo che parla di bullismo, di insicurezza, rassegnazione e coraggio al contempo; amicizia, famiglia, mani che spintonano e altre che si stringono con sentimenti di fratellanza che esula dal rapporto familiare. 
Pagine che gridano desiderio di normalità!
Ho visto anche il film, ecco, la proiezione cinematografica mi ha fatto piangere. Il libro no, la scrittura era troppo paratattica. Resta, comunque, una lettura che si deve fare!

“è un po’ come quando l’ago della bussola punta sempre sul nord, non importa da che parte ti giri. Tutti quegli occhi sono bussole e per loro io sono il Polo Nord.”


Recensione completa:

https://www.culturalfemminile.com/2018/06/21/wonder-di-r-j-palacio


31: Non chiamarmi Cina – di Luigi Ballerini

Romanzo per ragazzi. Si legge in fretta, carino. Narra l’amore tra un ragazzo italiano (diciassettenne che teme il latino come fosse la sua kryptonite) e Rossana (brava in tutto, si divide tra la scuola e il lavoro nel bar dei genitori) cinese d’origine. Qualche luogo comune, qualche spiccato perbenismo, qualche “così così” ma in generale un lungo racconto che male non può fare a chi lo legge. L’integrazione è davvero possibile tra culture diverse, per teenagers innamorati?

“Il più grande dispiacere che potrei dare ai miei genitori è portare a casa un ragazzo italiano.”

“Quando le dico che la vita è difficile, lei aggiunge sempre: sì hai ragione, ma è anche una figata! Ecco, anch’io vorrei pensarla nello stesso modo, vorrei avere quel tipo di ottimismo che non appare né facile né stupido, ma mi sento così lontana…”


32: Il giardino delle magie – di Alice Hoffman

Un romanzo con la “R” maiuscola, di quelli che ti avvolgono a 360° e che ti tengono incollata alle pagine sino alla fine, tutto d’un fiato, avvinta come edera alla parete.

“Per più di duecento anni le donne di casa Owens sono state incolpate di tutto quello che andava storto in città. Se arrivava una primavera piovosa, se il latte delle mucche al pascolo era striato di sangue, se una colica uccideva un puledro o nasceva un bambino con una voglia rossa stampata sulla guancia, erano tutti convinti che fossero state quelle donne di Magnolia Street a forzare, almeno in parte, la mano al destino. Non aveva importanza quale fosse il problema, il fulmine, le cavallette o la morte per annegamento. Non aveva importanza che la situazione avesse una spiegazione logica o scientifica, o che fosse imputabile alla semplice malasorte. Bastavano un guaio lontanamente in vista o una minima circostanza sfortunata perché subito tutti puntassero il dito e sapessero chi incolpare. In men che non si dica si erano già convinti che passare a piedi davanti a casa Owens con il buio non fosse sicuro, e soltanto i vicini più avventati osavano sbirciare oltre la cancellata di ferro battuto nero che circondava il giardino come un serpente.
Dentro casa non c’erano né orologi né specchi, ma tre serrature su ciascuna porta. Sotto le assi del pavimento e nei muri abitavano topi, e spesso se ne trovavano anche nel cassettone, dove rosicchiavano le tovaglie ricamate e gli orli di pizzo delle tovagliette all’americana in puro lino.”

“L’amore” dice con disprezzo Scott. Scuote la testa, disgustato. “L’amore vale quanto la somma di se stesso, e niente di più.”


33: Schiava di mio marito – di Tehmina Durrani 

Un storia vera. Una storia terribile. Una storia politica. Una storia di amore violato. Una donna di forza e determinazione.

Tehmina Durrani è stata un filo d’erba che non si è spezzato sotto il peso di piedi ora di uomo ora di donna.

Si è piegata, annientata, annullata, celata al proprio specchio… ma quando si è guardata in volto, senza veli di pretese apparenze, ha raddrizzato le spalle e ha camminato diritta.

“A volte mi puniva come una bambina disubbidiente. Subito dopo diventavo la figura materna che doveva perdonare le sue trasgressioni. Mi era impossibile reagire prontamente alle sue metamorfosi.”

Recensione completa:

https://www.culturalfemminile.com/2018/07/25/schiava-di-mio-marito-di-tehmina-durrani/


34: Super geni – di Deepak Chopra, Rudolph E. Tanzi 

Stuart Kauffman: «Tutta l’evoluzione è coevoluzione.»
Un saggio – scritto in modo per nulla tedioso, anzi! – sulla genetica e sull’epigenetica, tanto di moda ultimamente! Molto interessante e ricco di curiosità e aneddoti, oltre che di dati scientifici, ovviamente!

Siccome io, tra le altre cose, amo i TED talk, voglio condividere con voi questo filmato in cui Chopra ci parla un po’ di epigenetica.

Recensione completa qui:

https://lisamolaro.wordpress.com/2018/07/26/super-geni-di-deepak-chopra-e-rudolph-e-tanzi


35: Creare (e guarire) con il Tao – di Emanuela Marchesano 

Io adoro la cultura orientale e chi mi conosce, e sopporta, lo sa… sa quanto adoro intersecare elementi e intensità. La loro continua ricerca del senso in ogni cosa; il loro dare importanza ai simboli, ai passi e ai respiri del corpo e dell’anima… 
Le fronde dei salici che sfiorano, delicate, il suolo; l’acqua del lago che si fa stagno o che trova una fenditura nella roccia e si fa, quindi, cascata. Amo… amo pensare a queste cose e amo essere Creativa! 
In questo breve testo di Emanuela Marchesano, che si lascia leggere come fluire di parole leggiadre, ho ritrovato molte cose che sapevo e me ne sono figurate altre, inusuali, impattanti, in divenire.
Il palmo aperto e il lento roteare della Luna e del Sole davanti agli occhi che guardano stando chiusi.

Recensione completa:

https://www.culturalfemminile.com/2018/08/27/creare-e-guarire-con-il-tao-di-emanuela-marchesano/


36: Eleanor Oliphant sta benissimo – di Gail Honeyman 

Se non fosse stato per Facebook – e per qualche parole chiave, lasciate all’interno di commenti scritti da altre lettrici – prima di leggere questo tormentone 2018 avrei lasciato scorrere dell’acqua sotto i ponti. Lo faccio sempre: fuggo dai libri troppo in voga! Però, anche in questo caso, l’apparenza inganna, come accade, del resto, all’interno di queste pagine argutamente scritte.Talvolta i tormentoni hanno motivo d’essere!
“Eleanor sta benissimo” di Gail Honeyman, è un romanzo sulla resilienza; una storia, ironicamente dissacrante, sull’abilità della propria mente di costruire zattere per non affogare nel proprio mare in tempesta. 
Leggendo questo spaccato di vita dolorante, l’autrice ci permette persino di sorridere… ed è questa bravura, l’aspetto geniale!

“La voce nella mia testa – la mia voce – era in realtà molto ragionevole e razionale, iniziavo a rendermene conto. Era la voce della mamma a giudicare in continuazione e a incoraggiarmi a fare lo stesso. La mia voce e i miei pensieri cominciavano a piacermi davvero. Ne volevo di più. Mi facevano sentire bene, calma persino. Mi facevano sentire me stessa.”

Recensione completa:

https://www.culturalfemminile.com/2018/08/31/eleanor-oliphant-sta-benissimo-di-gail-honeyman/


37: La donna del bosco – di Hannah Kent 

Una delle più belle letture fatte l’anno scorso. “La donna del bosco” di Hannah Kent. Pagine in cui le credenze popolari sfidano l’intelligenza e il buon senso. 
Nora si sente, indotta a farlo, vittima di un destino messo in scena dal buon popolo – il popolo fatato – da spiriti che abitano nel bosco, da fate che ballano e che fanno perdere i sensi, che rapiscono bambini, che ingannano il pensiero.

Nora si ritrova tra le braccia un nipote, rimasto orfano di madre, che forse è un changeling… o forse è “solo” un bambino paraplegico incapace di muovere gli arti e comunicare con il mondo.

“Che razza di donna vive da sola con una capra e un tetto basso di erbe appese a essiccare? Che razza di donna sta in compagnia degli uccelli e delle creature che dimorano sul confine tra luce e ombra? Che razza di donna troverebbe soddisfazione in un’esistenza tanto isolata, senza il bisogno di figli e del conforto di un marito?”

Dove termina la credenza e inizia la scienza? Quanto ci si può illudere sperando in riti pagani da fare alle prime luci dell’alba?

Recensione completa:

https://www.culturalfemminile.com/2018/08/28/la-donna-del-bosco-di-hannah-kent/


38: La bellezza di Ippolita – di Elio Bartolini

Libri della mia terra. Autori friulani.

Come una guerriera amazzone, l’Ippolita friulana, tratteggiata da Bartolini nel 1955, guarda in faccia la sorte sfidandola con uno sguardo sfiduciato e una lingua tagliente. Non è obbligatorio che i protagonisti di un romanzo siano amabili e capaci di suscitare empatia. Bartolini, con una prosa asciutta eppur lirica, mi ha sceneggiato uno spaccato di vita ardua, vita dura come il diamante.

Recensione completa:

https://lisamolaro.wordpress.com/2018/08/19/la-bellezza-di-ippolita-di-elio-bartolini/


39: La voce delle betulle – di Eloisa Donadelli 

L’ultimo romanzo di Eloisa Donadelli, edito Sperling & Kupfer “Le voci delle betulle”.

Leggere questo libro è stato come intraprendere un viaggio sensoriale durante il quale vari stimoli si alternavano armonicamente, creando un sottofondo alla mia lettura.

“Chiamata la «Signora delle foreste», la betulla era una pianta legata alla conoscenza. I Celti la collegavano a luoghi arcani e misteriosi, dove sussurravano le delicatissime fate.”

“la famiglia è il legame con il passato, l’uovo da cui si emerge per danzare nel mondo, il filo che ricorda chi sei e da dove provieni.”

Recensione completa:

https://www.culturalfemminile.com/2018/09/08/le-voci-delle-betulle-di-eloisa-donadelli


40: La sposa italiana – di Adriana Trigiani 

Un romanzo meraviglioso, assolutamente da leggere!

Una storia famigliare, una storia d’amore, una storia di Vita.

“Dio li aveva abbandonati, gli angeli si erano congedati e i santi si erano voltati dall’altra parte, Ora Enza capì la verità di quelle ore terribili. Non stavano aspettando che Stella si riprendesse; la stavano guardando morire. Per la prima volta in vita sua, in quasi sedici anni di lotte vinte contro le tormente, le inondazioni e la povertà, si sentì sfortunata.”

“Don Gregorio ti fa scavare gratis. Che cosa vuoi fare con la lira? Ti servono delle scarpe.” Gli guardò i piedi. “Comprerò una spilla con cammeo per Concetta Martocci.” “Non sprecare il denaro. Ti servono delle scarpe nuove!” “Posso camminare scalzo, ma non posso vivere senza amore.”

Ho saputo che c’è un seguito. Lo leggerò. È certo.


41: Un capitano – di Francesco Totti, Paolo Condò 

Non sono romanista, non sono nemmeno tifosa di calcio, sono solo una lettrice bulimica a cui piacciono anche le biografie e questa – anche questa – mi è piaciuta un sacco. Mi piace scoprire il lato umano, l’infanzia, “lo storico” non famoso di personaggi noti, siano appartenenti al passato o al contemporaneo.

Ho “saltato” solo qualche – qualche? – partita di calcio minuziosamente narrata… non me ne vogliano i romanisti!

Recensione completa:

https://lisamolaro.wordpress.com/2018/10/24/leggo-mi-basta-questo/


42: I segreti delle cattedrali. Simboli, storia, leggende – di Antonella Roversi Monaco 

Un saggio che definire interessante sarebbe riduttivo. Antonella Roversi Monaco ci “parla” dei libri di pietra, ovvero delle Cattedrali.

Nulla viene tralasciato e tutto mi ha fatto esclamare “wow! Dalle tradizioni celtiche al monachesimo cistercense, dai templari ai Rosacroce, un percorso fra antiche leggende e storie. Insomma, tutto ciò che non si trova nelle classiche guide turistiche cartacee.

“Secondo Louis Charpentier, la prima impressione che prova un visitatore entrando in una cattedrale gotica è una sorta di raddrizzamento immediato della spina dorsale, come se il corpo assumesse improvvisamente l’atteggiamento eretto che distingue gli uomini da tutte le altre creature: i piedi sono come radici, la testa una specie di chioma, il corpo “diritto come un albero”. In effetti lo slancio verticale delle strutture gotiche, dei pilastri, degli archi e delle volte, obbliga in un certo senso anche l’uomo a rialzarsi, lo fa sentire protagonista del cosmo, collocandolo tra il cielo e la terra. Mantenere la schiena incurvata è invece sinonimo di una situazione negativa e infelice. “

Ho sottolineato quasi tutto il saggio. Dovete leggerlo. Tutti!


43: Parla il dottor Amos delle piante – di Amalia Moretti Foggia della Rovere 

Amalia Moretti, con lo pseudonimo Dr. Amos e nascondendo, quindi, il suo essere nata donna – che, all’epoca, veniva con di mal occhio abbinato alla professione medica – tenne, negli anni ’30, la rubrica “La parola del medico” su «La Domenica del Corriere». In questo bellissimo “manuale?” ci parla di riconoscimento, di raccolta, di essiccazione e preparazione delle più note erbe medicinali e del loro utilizzo per i disturbi più comuni che ci affliggono; potremmo definirlo un erbario particolare, ironico, intelligente, interessante.

“Vivere non è, infatti, soltanto nascere, crescere, riprodurre, e (purtroppo!…) morire, ma è anche dover assumere, dal mondo che ne circonda, quegli alimenti (solidi, liquidi, gassosi) che, per vivere, ci sono indispensabili; ed è, anche, dover espellere tutto ciò che di quegli alimenti non ci necessita più e tutto ciò che rappresenta il greve residuo della nostra stessa vita.”

“Sono, cioè, parecchie le erbe che vanno cercando nella terra, con le loro più piccole radici dalle ben accorte boccucce, certi sali; e che, dopo di averli trovati, scelti, assorbiti, sciolti nelle loro linfe, ed elaborati nelle loro cellule, ve li offrono (già atti a poter essere assimilati dai nostri corpi) o con le loro radici, o col loro tenero caule, o con le loro verdi foglie, o coi loro piccoletti fiori.”

44: A libro aperto – di Massimo Recalcati 

Leggere quest’ultimo libro di Massimo Recalcati è stato un viaggio pazzesco dentro il mondo della lettura. I libri, questi nostri amati “oggetti”, sono davvero la parte passiva all’interno del binomio “libro – lettore”? Quanto influiscono – e determinano – il nostro modo di concepirci all’interno dell’universo? Quanto ci plasmano il terreno su cui appoggiamo il cuore? Leggere questo saggio è stato come assistere a un seminario di psicoanalisi, prevalentemente, ma non solo, lacaniana.

“La lezione fondamentale del libro consiste nello scompaginare ogni muro, nel rompere l’illusione tetra del muro perché nella lettura del libro l’identità si deve perdere di continuo prima di ricostituirsi.”

“Se l’uomo arriva a pensare l’ordine simbolico,” scrive Lacan, “è perché vi è innanzitutto preso nel suo essere.” Ma questa presa veniva rintracciata in tutta la prima parte degli Scritti come l’effetto del potere “morfogeno” dell’immagine, cioè dei processi inconsci di identificazione, Lì ritrovavo perfettamente il mio Sartre dell’Idiota della famiglia: un uomo è il risultato dell’azione delle immagini che lo hanno ispirato, alienato, catturato, preso nel suo essere e che egli “ignora”.”

Recensione completa:

https://www.culturalfemminile.com/2018/12/17/a-libro-aperto-una-vita-e-i-suoi-libri-di-massimo-recalcati/


45: Tritolo e rose – di Maurizio Costanzo 

In questo libro autobiografico, Maurizio Costanzo (che di acqua sotto ai ponti ne ha vista scorrere parecchia) racconta i suoi “memorabili” anni novanta e lo a partire dal titolo: “Tritolo e rose”, usando un simbolismo duale.

“Sono anni cruciali perché c’era fermento, una voglia di cambiamento, una politica diversa, Craxi che divideva, Berlusconi pure; oggi è tutto più assopito, nonostante possa sembrare il contrario. Difficile immaginare una serie tv sulla discesa in campo di Matteo Renzi, o sulla cavalcata della Lega di Matteo Salvini, o ancora sull’approdo dei 5 stelle al governo; magari mi sbaglio, ma ho questa impressione. Insomma, gli anni Novanta hanno avuto una narrabilità superiore ai decenni successivi, perché sono stati anni in cui il bene e il male si sono apertamente fronteggiati. Nell’insabbiamento avvenuto poi, in questa pace apparente, il male, come dire, serpeggerà sempre, ma non è così manifesto, e allora non si può narrare. Forse è presto per dirlo. Forse mi sbaglio, ma è quello che penso.”

46: Il libro della cocina – Anonimo toscano

I testi antichi, analizzati con lente di ingrandimento da ricercatori moderni, sono, di certo, di mio interesse. 
Le cucine – cosa mai non è passato da quei locali? – sono Cultura, etimologia, lessico, sintassi, fonema, grafia, aste a sinistra e gambi di sedano in pentola. Vi sembra confusione? No, è miscelanza di ingredienti… non solamente culinari. 
Questo significa leggere questo trattato, leggere ricette (fattibili anche ai tempi moderni, volendo) di un Medioevo che di buia non aveva nemmeno la cantina! 
Leggerne la prefazione e le varie appendici, in cui poco c’entravano ingredienti da prendere in dispensa o nel prato, è stato molto particolare.
Avete debolezza? Avete il mal di pietre? Amenorrea? Borsa grossa (l’espressione non è mia!)? Leggete, leggete…

“Niuno si faccia a credere che, nella pubblicazione di questo libro, io abbia avuto in animo porgere ammaestramenti di buona e gentile cucina: no, per mia fede. Le ragioni che mi mossero a torlo dall’oblioviozione in cui si giacea, trassero dal desiderio di accrescere sempre più la messe de’ vocaboli… e di offrire un testo che ci rappresenta al vivo le costumanze de’ nostri antichi… “

“Aceto, se trova lo stomacho pieno, relaxa, se vacuo, lo stringe.”

47: La bastarda degli Sforza – di Carla Maria Russo

Carla Maria Russo mi ha catapultata in una Milano quattrocentesca, alla corte del duca Galeazzo Maria Sforza.
Un affresco di usi, costumi, passioni e barbarie, mi ha intrappolata dentro una roccaforte arcigna, dura, con troppi spigoli e pochi luoghi dove trovare ristoro. 
Alchimia, sacrifici per il potere, blasoni da aggiungere e umanità da togliere.
Nove anni. 
Aveva solo nove anni!
Sto leggendo un romanzo storico meraviglioso, anche se di meraviglie non tratta di certo. 
Lei è Caterina, la figlia illegittima, ma molto amata (anche se ne si potrebbe discutere), del bruto Galeazzo Maria Sforza.
Il potere è un dare e avere. 

“Il ritratto delle donne è sempre elaborato dagli uomini, che spesso sono indotti a dipingere la realtà non per quello che è ma per quello che secondo loro dovrebbe essere, come i pittori che non ritraggono mai i loro soggetti per come appaiono in realtà, ma edulcorandone i difetti e inventandone i pregi, per consegnare ai posteri una versione abbellita e nobilitata. La storia come viene tramandata è spesso tutta una enorme bugia. O una somma di bugie al cui interno diviene impossibile rintracciare la verità.”

2 risposte a "Diario di lettura – 2018"

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