“Green Book” regia di Peter Farrelly.

Green Book, Peter Farrelly

L’altra sera, su Sky, ho visto “Green Book” il film diretto da Peter Farrelly, uscito al cinema a gennaio 2019.

Un cast in cui spiccavano i nomi di  Viggo Mortensen e Mahershala Ali ma anche gli altri attori non son stati da meno in quanto a bravura (penso alla moglie di “Mortensen” o al maggiordomo di “Ali”, per esempio)

Ispirato alla storia vera di Tony Lip (pseudonimo di Frank Anthony Vallelonga; padre di uno degli sceneggiatori del film, Nick Vallelonga) il film racconta – detta stringata – l’amicizia tra un buttafuori italoamericano (molto stereotipato, volutamente) e un pianista afroamericano, nell’America negli anni ’60.

Bellissimo il punto di vista che saltella da un pregiudizio all’altro, si confondono i ruoli, si alternano i colori della pelle.

Ho letto che, quando “Green Book” ha debuttato nei cinema americani, alcuni critici l’hanno etichettato come summa del “bianco salvatore”.

“Purché se ne parli” a mio avviso qui non c’entra proprio nulla! Io, che sono nessuno, in questi commenti ci vedo solamente invidia e molta voglia di fare polemica (sarebbe più corretto scrivere: “voglia di far politica”? Che dite? Io non andrò a chiederlo a Trump!)

Comunque, accantonando i borbottii che sempre attorniano ciò che è meritevole di lode, io non ci ho trovato un “bianco” che salva “un nero”; non l’ho riscontrato poiché nemmeno ho capito bene chi interpretasse il bianco e chi il nero… due colori, dovevo affidarmi alle tonalità della pelle per capirlo? Non è detto che la risposta sia così scontata, credetemi.

Citando il titolo di un altro film: “L’apparenza inganna”!

Logicamente il film voleva tener vivo il ricordo – triste e orrendo – del razzismo e la scelta del titolo, di certo, non è stata casuale: The Negro Motorist Green Book – o The Negro Travelers’ Green Book – si chiamava la guida (aggiornata annualmente) ideata e pubblicata dall’impiegato delle poste newyorchese Victor Hugo Green nel ’36, per trent’anni è servita ai viaggiatori afroamericani per viaggiare negli Stati Uniti. Conteneva i luoghi in cui potevano entrare tranquillamente, auspicabilmente senza incorrere in pestaggi e rappresaglie. Poco dopo che è stato promulgato il Civil Rights Act la pubblicazione del libro è cessata.

Green Book, guida, storia afroamericana

Quando una copia di questa guida viene messa tra le mani di Tony Lip, il road movie ha inizio.

Poco più di due ore pregne che scorrono veloci.

Anziché proseguire parlando della trama – il film ve lo dovete vedere voi! – eccovi una carrellata di parole con cui provo a fare una sintesi: sorrisi, ilarità, sdegno, ingiustizia, scene tragicomiche e altre in cui trattenere la commozione è “cosa ardua”. Pioggia che scende confondendosi a lacrime, polizia, arresti, telefonate a amici, telefonate di amici, alette di pollo, cibo per neri, musica di neri, bicchieri di spesso vetro appoggiati sopra il pianoforte, pianoforte scadente, pianoforte di lusso, lettere d’amore, amicizia, lealtà, scontro, fiducia, assenza, famiglia, legame, comunicazione, istruzione, stereotipi che si “ribaltano”; guidare di notte, sfidando la candida neve, per ritornare a casa in tempo per il cenone della vigilia di Natale. Silenzio, confusione. Un legame forte che a volte ha bisogno – e a volte no – delle parole.

Bellissimo!

Nel video sotto, Don Shirley, il vero pianista interpretato nel film da Mahershala Ali :

L’amicizia tra un buttafuori e un pianista talentuoso che sta per partire per un tour in giro per l’America. Il film ha ottenuto 5 candidature e vinto 3 Premi Oscar, 5 candidature e vinto 3 Golden Globes, 4 candidature e vinto un premio ai BAFTA, 1 candidatura a Razzie Awards, 7 candidature e vinto un premio ai Critics Choice Award, 2 candidature e vinto un premio ai SAG Awards, 1 candidatura a Writers Guild Awards, 1 candidatura a Directors Guild, ha vinto un premio ai Producers Guild, In Italia al Box OfficeGreen Book ha incassato 10,1 milioni di euro . – Mymovies.it

2 risposte a "“Green Book” regia di Peter Farrelly."

Add yours

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Crea un sito o un blog gratuito su WordPress.com.

Su ↑

vibrisse, bollettino

di letture e scritture a cura di giulio mozzi

un blog malin-comico

ho detto sì all'amore ma non avevo capito la domanda

Manuel Chiacchiararelli

Scrittore, Fotografo, Guida Naturalistica, Girovago / Writer, Photographer, Naturalist Guide, Wanderer

friulimosaicodilingue

*più lingue conosci più vali*

Sindrome di Stendhal

"Tutte le arti si assomigliano - un tentativo per riempire gli spazi vuoti." Samuel Beckett

Libri vagabondi

Un viaggio infinito tra le pagine magiche dei libri

Amabililettureblog

" La Vita inizia dove finisce la Paura". cit. OSHO

THE SECRET BOOKREADER

Il Blog del Lettore Segreto

LA GAZZETTA DEL SOLE

Solo notizie positive

BiblioBuscate

Il blog della biblioteca di Buscate

Metis Magazine

NEWS IS ALL YOU NEED

Vally's Bookshelf

Non riesco a dormire se non sono circondata da libri

libreria La Vispa Teresa

libreria per ragazzi

Babe, Val Resia

Pratiche, saperi, credenze, rituali e folklore in Val Resia (Udine) Friuli Venezia Giulia

La poltrona gialla

Racconto storie di libri, cibi, luoghi, viaggi, persone, fantasia

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: