Al Dacia Arena, l’importanza di far squadra contro l’Alzheimer

Venerdì scorso, all’Auditorium Stadio Friuli della Dacia Arena si è svolta la 10^ Serata sull’Alzheimer, organizzata dall’Anap-Ancos di Udine.

Facendo registrare il sold out all’auditorium, l’altra sera eravamo in oltre 300 alla serata informativa sull’Alzheimer, organizzata da Anap/Ancos di Confartigianato Persone Udine, insieme all’associazione Alzheimer Udine.

Il giornalista Alberto Terasso ha condotto, brillantemente, questa serata sostenuta dal Comune di Udine e dalla Maico sordità.

Ho trascorso una serata tra attimi di musica, parole e slide informative.

Il tema focale della serata, Mr. Alzheimer, non ha monopolizzato la scena bensì l’ha divisa con il cantante Mal, con Dario Zampa e con lo scrittore Mauro Corona.

Insomma, inutile scrivere che l’età media non era la mia – la pensione per me è talmente lontana da sembrare quasi utopia – e quindi, contrariamente a quanto fatto dalle mie vicine di seduta, non ho cantato le due canzoni fatte dal cantante melodico britannico che ha ringallizzuto gli animi di quante ho udito dire “Al ere il me idolo! Ben ce biel che al è ancjemo, ancje se i tire le cjamese! Un pipin!”

E Dario Zampa? Beh, lui e la sua chitarra classica – bella, di legno chiaro – è sempre un uomo di classe, capace di stimolare la risata anche ai più ritrosi.

Dario Zampa, serata Alzheimer

E tra un frammento leggero e l’altro, Mr. Alzheimer entrava in azione a gamba tesa (eravamo pur sempre nell’Auditorium di uno stadio calcistico) con gli interessantissimi interventi del dottor Roberto Colle e del prof. Vincenzo Marigliano

La loro capacità espositiva mi ha totalmente avvinta; in modo forse leggermente diverso l’uno dall’altro, hanno fatto riflettere la platea sull’importanza della prevenzione e sulle ultime ricerche in corso; hanno spiegato, parlato, insegnato.

A esser chiamata in causa la Demenza in senso lato, non necessariamente solo quella di Alzheimer.

Il dottor Colle ha parlato dei vari Delirium che possono irrompere nel quotidiano di una persona; di quanto certi farmaci – seppur per certe cose salvifici – possano portare a una forma di demenza; ha parlato di disturbo neurocognitivo dovuto alla malattia di Alzheimer, di disturbo neurocognitivo vascolare e di disturbo neurocognitivo dovuto a malattia di Parkinson.

Vincenzo Marigliano, Alzheimer,

Il prof. Marigliano ha implementato la serata ponendo l’accento sull’importanza della stimolazione della corteccia prefrontale – non solo come riabilitazione ma anche come prevenzione. Ho trovato le sue slide decisamente interessanti e già dall’indomani ho iniziato a far contare da 100 a 0, all’indietro, i miei genitori!

Ché a prevenire – foss’anche l’imprevedibile – non si fa mai male!

Utile è anche allenare il potenziale latente dell’emisfero non specializzato (ovviamente gli ambidestri non sono stati chiamati in causa, ma mi risulta siano un esiguo 1% della popolazione); allenarci a svolgere delle mansioni con la parte che solitamente non usiamo, sembra possa essere una fonte di resilienza neurale… e, dopo tutto, cosa ci costa provare?

Quanto è necessaria una formazione sanitaria adeguata in un paese in cui la quota silver diventa sempre – e per fortuna, alla faccia dei costi della sanità! – importante?

Investire sui giovani, investire sugli anziani… sempre frasi tanto utili quanto scontate, ma se tutti noi non ci lasciassimo semplicemente fluire e scendessimo in campo a giocare la partita per il nostro futuro?

Punto in comune di tutte le persone che hanno parlato alla platea è stata l’importanza della qualità della vita del singolo individuo; l’importanza di avere una vita sociale attiva, di non lasciarsi scivolare nell’ozio, di non vivere la “super maggior età” con i remi tirati in barca.

Spiegare le ali, fare del movimento fisico (anche solo una passeggiata al giorno può sortire un effetto determinante); limitare al minimo l’utilizzo di medicinali, di benzodiazepine, di anestetici in senso lato; allontanare dalla vista lo zucchero, leggere, dipingere, chiacchierare, ridere, non pensare di aver terminato il tempo da dedicare alla curiosità: ma mantenersi vivi!

Fare attenzione ai segnali del corpo, cercare di mantenere una buona postura… insomma, la classica locuzione latina di Giovenale:

mens sana in corpore sana

Nei limiti del possibile:

Viverla questa vita anziché abbandonarsi a lei; esserne i registi, almeno finché ce n’è data facoltà!

Poi non voglio certo omettere di citare l’altro super ospite della serata: lo scrittore Mauro Corona. Ovviamente la sua presenza era legata alla promozione del suo ultimo romanzo, ma quasi non ne ha parlato… o se lo ha fatto, rispondendo alle domande del conduttore – e suo fidato amico – Alberto Terasso, non me ne sono accorta. Mi sono divertita, come spesso accade quando mi capita di ascoltarlo; ma come spesso mi capita, ascoltandolo, mi sono anche commossa… sì, perché ho letto – in altri suoi libri – qual è stata la sua infanzia, così arsa di belle cose e piena di sale che brucia le ferite. Ogni volta che lo sento parlare, sento rammarico, rabbia, dolore filiale… e altrettante volte sento il vento che gli muove i capelli che sfuggono dalla bandana, sento la libertà conquistata, sento la natura selvaggia che grida bisogno di presenza. Può non piacere come stile narrativo, il suo, così crudo e tagliente, così sfacciato davanti all’eleganza di parole arzigogolate ed eticamente corrette, può “tutto ciò che volete”, ma le sue sono parole che hanno attraversato età coriacee.

Mauro Corona

Durante tutti gli interventi, l’attenzione della platea era palpabile; mi sono divertita e mi sono interessata.

Queste serate hanno un format oramai collaudato, tutto era stato organizzato “a puntino” e la cosa ha avuto l’inevitabile conseguenza di una serata riuscitissima!

Riuscita perché la gente applaudiva, sorrideva; la gente, poi, si scambiava chiacchiere davanti a un buon calice di vino o a un eccellente piatto di risotto ai funghi e castagne.

Le persone hanno trascorso delle ore di intreccio intelligente: questo il segreto, a mio umile parere.
Per fare rete, lo dico sempre, basta la voglia di uscire di casa, partecipare agli eventi organizzati, stringere le mani di sconosciuti e offrire il rispetto dovuto a chi ce lo dona a sua volta!

P.s: penso che farò associare mia madre all’Anap, così potrà partecipare a queste serate fighe… e perdonatemi il termine, di certo poco silver!

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