Mario Brandolin, parole, sapere, filosofia, “Festival Mimesis 2019, Udine”.

Sul “Messaggero Veneto” di oggi, (16/10/19, sezione Cultura-Tempo libero) c’è un interessante articolo di Mario Brandolin.

Chi meglio di lui avrebbe potuto scrivere un articolo di presentazione del Festival “Mimesis”?

Brandolin, Messaggero Veneto, Mimesis, cultura, Udine, festival, filosofia

Brandolin ha una laurea in filosofia e, tra le altre cose, collabora, quale critico teatrale e letterario, con le pagine culturali del Messaggero Veneto di Udine.

Sabato passerò la giornata girovagando tra le belle strade udinesi, tra un incontro “Mimesis” e l’altro, ma di questo accennerò in fondo all’articolo…

La casa editrice Mimesis nasce come associazione culturale nel 1987, su iniziativa di Pierre Dalla Vigna, con lo scopo di raccogliere e diffondere le idee che animano la riflessione italiana ed europea. 

Quest’anno sarà la volta del Festival Mimesis 2019 – Sesta edizione – “LEONARDO ARTE SCIENZA FILOSOFIA”

Festival Mimesis, Leonardo, arte, scienza, filosofia, Udine
Ho letto con interesse l’articolo di Brandolin e non ho potuto non sottolineare un passaggio tanto semplice quanto potente:

“Oggi viviamo un tempo in cui è sempre più difficile avere uno sguardo critico di insieme. Sembra quasi impossibile tagliare trasversalmente diversi saperi. Eppure la filosofia prende forma da questo taglio trasversale sulla tela del sapere” Luca Taddio, filosofo udinese.

Mario Brandolin, messaggero veneto, Udine, filosofia, cultura, sapere

Io non ho mai capito come si possa provare, come unico diletto colloquiale, interesse e partecipazione in dialoghi con persone che la pensano allo stesso modo.

Io, che ancora non ho ben capito qual è la mia, di posizione… perché ho la mia opinione su quasi tutto – come ogni essere pensante che si interessi alle cose che gli gravitano attorno – ma non è mai netta, non è mai giudicante, non è mai solida come una roccia – benché anche le rocce vengano sgretolate dal tempo o erose dalla pioggia… bhè, eccomi che ci ricasco in queste riflessioni digressive, mantengo l’equilibrio in bilico sul piede incerto e riprendo le fila di quel che stavo scrivendo.

Io ho bisogno di infilare i miei pensieri tra i pensieri dell’altro, in special modo se “cozza” con il mio; solo così, confutando tesi e mettendole in discussione (io per prima mettendo in discussione le mie) ne posso uscire “implementata”, arricchita.

IO…

Attenzione: non significa che io mi senta – o che voglia apparire – una banderuola che si lascia influenzare dal vento; piuttosto, se bandiera devo essere, allora voglio che tutti i profumi dell’aria sfiorino la mia tela!

Ma quanto è bello uscire da una discussione con la propria posizione rafforzata? E quanto è bello, invece, uscire da una discussione che ha smosso i neuroni filosofali (concedetemi l’espressione) e che ci ha lasciato spunti su cui riflettere arrovellandosi?

Che noia sarebbe avere a che fare solo con ciò che conosciamo; chiacchierare, in modo professionale o conviviale, solo con persone che la pensano esattamente come me?

Che noia sarebbe e che beneficio ne avrei?

Io amo le contestazioni, quando sono intelligenti, quando sono, appunto, contestualizzate, quando non sono volte alla demolizione di un concetto o, peggio ancora, di un individuo.

Questo è uno dei motivi per cui amo sapere, amo interessarmi, amo aver perso delle passioni crescendo, averne rafforzate di altre e, ancor più, sapere di averne di nuove, ancora parzialmente celate, dietro l’angolo.

Sabato, con Sara – una mia amica – parteciperò a minimo un paio di eventi “Mimesis”; il primo sarà quello di cui riporto la locandina: “Cervello, corpo ed esperienza estetica / futuro e tecnologia.”

Vista l’ora, dopo il terzo caffè mattutino, la giornata inizierà in modo decisamente interessante essendo il tema trattato decisamente di mio interesse; nel pomeriggio toccherà all’incontro “La filosofia del running”, io non sono una sportiva (Sara è un’Osteopata) ma, come avrete capito, potrei appassionarmi anche a un seminario sulla “filosofia del cacciavite a stella”… e questo, lo so, potrebbe essere un problema!

Insomma, come ho scritto a lei via Whatsapp, quando leggo certi programmi mi sale l’embolo perché non ho il dono dell’ubiquità e vorrei andare a sentire tutti i relatori! Con un programma così, poi… http://mimesisfestival.it/eventi/2019-10/

Non credo mi limiterò a due soli eventi, questo è quasi certo!

Lo dico sempre, bisognerebbe insegnare filosofia sin dalle primarie, mica serve partire con i nomi dei bianchi barbuti o dei personaggi in tonaca vestiti…

è che è una disciplina che allena il pensiero e la costruzione dello stesso; é che è una disciplina che insegna a ragionare!
filosofia, imparare a ragionare, opinione propria

6 risposte a "Mario Brandolin, parole, sapere, filosofia, “Festival Mimesis 2019, Udine”."

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  1. è che è una disciplina che allena il pensiero e la costruzione dello stesso; é che è una disciplina che insegna a ragionare!

    Insegnare e imparare a ragionare sono pratiche molto pericolose.

    "Mi piace"

  2. Accipicchia, che programma interessante! Non ti nascondo che piacerebbe assistere anche a me… certo che con un programma così vasto, con più incontri a giorno, bisogna iniziare tutto molto presto!! A parte gli scherzi, amo la filosofia, e mi dispiace che allora non uscì come materia d’esame; l’avrei portata senz’altro!
    Grazie, cara Lisa. Ti auguro un fantastico pomeriggo! 😉

    "Mi piace"

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