Diario di lettura “2020”

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1: “Il dolore è una cosa con le piume” di Max Porter

In lettura. Partenza con ritmo narrativo geniale.

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Terminato. Brevemente scrivo che mi ha destabilizzata, resa incapace di decidere se mi sia piaciuto molto o meno… mi spiego meglio: durante la lettura quasi non vedevo l’ora che il libro terminasse. Troppo assurdo, irreale, caotico, onomatopeico. Troppo lontano dal mio amato verismo. Eppure ora che l’ho terminato, ora che il viaggio è terminato, ne conservo solo ricordi lodevoli; uno stile preciso, virtuoso, geniale. Giochi di parole assurdi, frasi messe vicine apparentemente senza un senso. Musica, non classica, non pop… ecco, se fosse musica sarebbe, di certo, Heavy metal!

Ne parlo un po’ di più qui, se avete piacere, voglia e tempo di leggermi.

2: La profezia della Curandera – Hernán Huarache Mamani 

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Finalmente l’ho terminato! Mi sento molto più rara di una mosca bianca, considerato il fatto che di questo libro fanno man bassa sugli scaffali delle librerie e il mondo intero pare osannarlo, beh, io sono quella nota che si sente uscire, stonata, dal coro. De gustibus

Forse se lo avessi letto anni fa, l’effetto sarebbe stato diverso… ma ora, ora non posso fare a meno di pensare che non si avvicina nemmeno di poco a “Donne che corrono coi lupi”. I paragoni non si fanno… lo so! Una storia carina ma poco sviluppata e poco descritta; tutto resta in superficie, nonostante di “carne al fuoco” ce ne fosse tantissima! Peccato, queste tematiche mi affascinano da sempre e forse sono io che mi aspettavo un altro tipo di narrazione. Mi aspettavo di sentire e vedere… non solamente di leggere. Tutto troppo lineare e, se devo proprio dirla tutta, l’amore per Juan mi ha proprio irritata.

Ecco uno dei pochi passaggi che ho sottolineato:

Il serpente è un animale di terra, con il ventre in contatto con la terra e la schiena rivolta verso il cielo, in grado così di muovere sia l’energia terrena che quella celeste.

Lo consiglio, tuttavia, a chi non ha mai letto nulla sull’argomento.

Ché poi piace a molti e quindi non prestatemi nemmeno troppa attenzione

3: Il mondo da quaggiù – di Holly Goldberg Sloan 

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Letteratura per ragazzi (a dirla proprio tutta, è indicato dai 10 anni in su).

L’ho iniziato ieri e credo di terminarlo stanotte, 312 pagine che stanno volando via spensierate, senza intoppi e senza tedi. Non sono solita leggere letteratura per ragazzi ma sono felice di saper scegliere quelli meritevoli anche se letti in età adulta; i meritevoli sono quelli capaci di generare un sorriso accondiscendente sulle labbra di un lettore adulto… e questo lo fa!

4: Morgana. Storie di ragazze che tua madre non approverebbe – di Michela Murgia e Chiara Tagliaferri

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Un libro interessante, ricco di aneddoti che non conoscevo. Le autrici parlano di Donne che hanno sfidato i limiti delle convenzioni, delle etichette moralmente corrette, del bon ton e delle regole cucite addosso – in epoche distanti tra loro – atte a garantire il ruolo di donne del focolare domestico. Un libro che descrive il potente grido di libertà di Donne che si sono garantite l’eternità di un nome legato alla disobbedienza civile ma non personale. Donne che Sante – tranne una – non lo erano di certo!

 Moana Pozzi, Santa Caterina, Grace Jones, le sorelle Brontë, Moira Orfei, Tonya Harding, Marina Abramovic, Shirley Temple, Vivienne Westwood, Zaha Hadid.

Recensione completa per il portale “Cultura al femminile“, qui

5: Un litro di lacrime – di Kito Aya

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Un romanzo autobiografico; un successo editoriale che ha scavallato la recinzione dei tabù culturali giapponesi. Uno strappo sulla tela giapponese del “tutto bello, tutto perfetto, tutto giusto”. Pagine in cui a scrivere della sua malattia, tremenda, è una bambina. Lacrime, sì, versate in modo sincero, cariche di ingiustizia e voglia di rivincita. Una lettura importante per vari motivi.

Ricordo una frase di un professore che insegnava giapponese moderno alla Higashi.
«Per scrivere un buon tema è fondamentale verificare di aver capito cosa ci chiede la traccia, e attenerci con onestà alla consegna. Quell’onestà nasce dal non avere pregiudizi, qualcosa cui si arriva attraverso la lettura. Più libri leggete, più i pregiudizi scompaiono.»
Ebbene, intendo leggere più libri possibile e provare a immedesimarmi nei differenti personaggi. Perché sono arrivata alla conclusione che l’abilità nel comprendere il cuore degli altri si può coltivare anche attraverso la lettura

Recensione completa qui.

6: Te lo giuro sul cielo – di Luigi Maieron

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Una lettura potente, come potente sa essere l’imprendibile acqua che erode la roccia. Azione costante, il ricordo. Ricordo di un tempo che fu, che è e che sarà… ricordo. Più di una autobiografia, più di un romanzo, più di “storia di un popolo” montano. Vite che si intrecciano, dolori, freddo, gelo, avversità, vento che sferza l’anima. Vite che si intrecciano, gioie, balli, passioni ardenti, musica, sole che scioglie la brina. Consigliatissimo.

Ero spaventato, circondato dalle terribili immagini frutto dei racconto delle donne, che spesso sostituivano le principesse e le fate con le streghe e i dannati. Mi feci addosso tutta la pipì di cui ero capace.

“C’era poca misura, troppo stacco rispetto alla norma, tra quelle mura echeggianti trovavano spazio le anime esagerate, i cuori malfermi.”

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7: Una vita apparentemente perfetta – di Michelle Hunziker

Michelle Hunziker, Una vita apparentemente perfetta, Mondadori, autobiografia, letteratura contemporanea, diario di lettura

E chi lo immaginava che, una volta iniziata la lettura di questo libro, non me ne sarei più staccata fino alla fine?

I lustrini sono talvolta ingannevoli, nascondono troppo bene il dolore del cuore. Queste sono pagine che si leggono d’un fiato, l’argomento è di quelli tosti: la manipolazione psicologica.

Recensione completa per il portale “Cultura al femminilequi.

8: Mantieni il bacio – Massimo Recalcati

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Avendo già letto – e adorato –  “A libro aperto. Una vita è i suoi libri” (trovate la mia recensione qui) ed essendo catturata dalla saggistica come i riflessi di miele che restano appiccicati sull’alveare, capite bene che questo suo “copione amoroso” non me lo potevo proprio perdere! Peccato sia stata una lettura troppo breve, in questo libro di pagine ne avrei lette ancora e ancora e ancora… anzi, certi temi li avrei proprio voluti sviscerare mooooolto di più!

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9: Parole in gioco – Stefano Bartezzaghi

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Stefano Bartezzaghi, docente di Semiotica e di Teorie della Creatività e direttore del master di giornalismo alla Iulm di Milano, saggista ed enigmista – tra i più importanti d’Italia – attraverso le pagine di questo saggio si propone l’obbiettivo iniziale di avvicinare il lettore rispettivamente al tema della parola e al tema dei suoi possibili giocatori per poi “affondare il coltello” con tecnicismi, termini e definizioni che in un saggio di semiotica non possono mancare. Sono pagine interessantissime, alcune dal tono easy, altre dal tono lectio ma tutte piacevolissime da leggere e ricche di aneddoti, storie, giochi, filosofia e pedagogia – certo, perché le Parole che giocano, giocano ovunque e a qualsiasi età! Sono bizzarre, le parole. Sono intelligenti, sagge e argute… impertinenti talvolta, alzano la testa e fanno le saccenti, chiamandosi con nomi astrusi, stranieri o arcaici. Si vestono di importanza, tutte, anche le più giovincelle… ma è giusto così!

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10: Frammenti di un discorso amoroso – Roland Barthes

In splendida lettura!

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In questo spazio, tendo a voler scrivere poche righe per libro… ma come si può riuscire a far stare questa lettura dentro un cappottino stretto? Questo libro è un must, una Bibbia (non me ne voglia nessuno per il paragone azzardato, viste certe tematiche e ehm, vista l’incerta natura dell’autore).

11: Le spose della luna – di Emma Fenu

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Terminato anche quest’ultimo romanzo, fresco di pubblicazione, della scrittrice sarda Emma Fenu. Come tutti i suoi precedenti libri, da me letti, lo stile è raffinato e capace di rapire il lettore in volute e arzigogoli narrativi. Un libro ancestrale, pregno di simbologia, di significati e significanti. Un forte potere evocativo, un romanzo corale bellissimo e io, beh, per le coralità ho sempre un debole 😉

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12: Io sono Ava – di Erin Stewart

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Io sono Ava” di Erin Stewart, è il romanzo con cui la Garzanti ha inaugurato la nuova collana di narrativa per ragazzi: Libri ribelli. Parto con lo scrivere che ho terminato di leggere questo libro ieri; le 336 pagine sono scivolate via in fretta, tra emozioni diverse, diversi colori e diverse intensità. Questo libro – ritenuto “Il miglior libro dell’anno” dai librai americani – cattura il lettore dentro la sua trama, dentro righe di inchiostro che avvampano e lacrime che lucidano lo sguardo. Sì, mi sono commossa, davvero e non per dire. Per me entrare in empatia con i personaggi di carta (o con le persone che realmente mi circondano) non è mai stato un problema – anzi! – eppure sentir affiorare le lacrime, leggendo un romanzo, non mi risulta abituale. Stavolta è una di quelle sporadiche volte, questo è un romanzo forte, potente; un romanzo che arde, scava, brucia, toglie e dona.

Una lettura potente sul mondo adolescenziale – ma non solo. Sulla diversità, sull’elaborazione del lutto, sulla solitudine, imposta, sul coraggio che serve per pronunciare la frase “Ho paura.”

Recensione integrale qui, sul portale di “Cultura al femminile”

«Sai che cosa diceva John Wayne?»
Scuoto la testa. «So a malapena chi è John Wayne.»
Glenn ride. «Be’, allora ecco la prima lezione: “Coraggio è essere spaventati a morte, ma montare comunque in sella”.»

13: La verità nel sangue – di Fabia Romano

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Romanzo di formazione di Fabia Romano, scrittrice esordiente.

Le 154 pagine si leggono senza intoppi, scorrono via veloci intrecciando una trama ben architettata e che non svela il finale sin da subito. Un giallo? Narrativa? Non lo so, a tratti ci sono anche ingredienti che vedrei bene nei fantasy (anche se non sono ferrata sul genere 😉 ) Ma quel puntino – ora verde, ora rosso – che si muove in modo autonomo sulla macchia strana che c’è alla parete… oppure quel ragno che comunica telepaticamente con i protagonisti… beh… tanto reali queste cose non sono di certo! Molto riuscite, comunque, le descrizioni ambientali e la caratterizzazione dei protagonisti. Buona la scelta lessicale.

Recensione sul portale Cultura al femminile, al link

Una lettura piacevole.

14: Narrazione ed esperienza. Intorno a una semiotica della vita quotidiana –  a cura di Gianfranco Marrone, Nicola Dusi, Giorgio Lo Feudo

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In non facile lettura, nel senso che le tematiche e le analisi sono interessantissime – ma questo già lo sapevo, essendo questo focus tra i miei interessi – ma è una lettura che, necessariamente, ha bisogno di concentrazione e attenzione “sul pezzo”. Mi sta piacendo moltissimo! Molti spunti su cui riflettere, molta carne al fuoco, molte analisi oculate… per esempio: quanto le strutture narrative contribuiscono all’articolazione semantica dei testi e dei discorsi, narrativi e non, ma anche alle pratiche sociali concrete e delle esperienze vissute? E le esperienze – benedette quanto ostiche – le vogliamo definire in modo puntiglioso? Quanto è salvifico uscire dal ruolo di soggetto per guardare il mondo da oggetto? Siete spettatori sentimentali o spettatori – lettori?

Bello, bello, bello! Mi ci sto perdendo e non credo di voler trovare il filo rosso 😉 Però devo confinare questo studio alle ore diurne, quelle che hanno una parvenza di maggior serietà!

Chiaramente questa è una lettura/studio impossibile, almeno per me, da farsi la sera/notte; è relegata alle ore diurne, quando con evidenziatore e post-it virtuali alla mano, posso paventare un po’ di concentrazione in più. Che dire? Lo sto adorando! Sono a pagina 90 su 168 circa e credo di aver evidenziato già un terzo di saggio. 😛

Ok, oramai credo mi manchi meno di mezz’ora di lettura e quindi, senza esitazione, posso dire che questo è uno dei saggi migliori letti in questo inizio 2020. Tra queste pagine, ragazzi, c’è davvero quasi di tutto: psicologia, letteratura, semiotica, analisi, riferimenti, immagini, spunti, arte… non so se voglio terminarlo!

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15: Sola a presidiare la fortezza – di Flannery O’Connor

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Ho iniziato la lettura dell’epistolario di Flannery O’Connor e già trovo meravigliosa la prefazione di Ottavio Fatica, che ha curato la traduzione del libro.

Posso dirlo? Lo sto trovando divertentissimo, pungente, attuale, moderno e classico al contempo. Sto letteralmente adorando questa scrittrice, anzi: questa Donna!

Le pagine vanno via, irriverenti, che è un diletto!

Finito, purtroppo! Bellissimo, irriverente, saggio, arguto, intenso.

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16: Il male. Storia naturale e sociale della sofferenza – di Edoardo Boncinelli

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Molto interessante. Scritto in modo scorrevole e chiaro; un’analisi ad ampio spettro incentrata sul concetto di “male” visto in modo filosofico, genetico, neurologico, spirituale. Un cerchio attorno a questa piccola, ma potentissima, parola.

Di questo grande genetista leggerò altri saggi, ne sono certa.

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17: Storia di due anime – di Matilde Serao

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Mi mancano una manciata di ore per terminarne la lettura. Bello, bello, bello! La Serao, anche in queste pagine, si riconferma una scrittrice che adoro. Colori in bianco e nero contrastano con le cromature decise all’interno del laboratorio in cui il “Pittore dei Santi” crea le sue statue. Foglie d’oro, camicie blu macchiate di gesso, odore stordente. Stanchezza, aiutanti claudicanti, gioielli finti e cappelli piumati. Povertà e ricchezza; palesata miseria Vs finto benessere. Ricordi di tempi che furono. Cuori puri e sentimenti un po’ meno mossi da nobili sentimenti. Avvincente.

Terminato, purtroppo.

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18: Armocromia – di Rossella Migliaccio

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Lettura carina; ho preso qualche appunto e andrò a cercare le varie tabelle online per approfondire ulteriormente questa “disciplina” che pensavo un po’ meno complicata. Ancora sto cercando di capire a che categoria cromatica io appartenga… mi sono un po’ persa, lo ammetto! Tra tono, sottotono e intensità… ecco, ho guardato che colore io avessi le veni sul braccio 😉

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19: Atlante sentimentale dei colori – di Kassia St Clair

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Ed eccolo qui il saggio capace di farmi pensare a lui quando me ne stacco! Meravigliosa partenza, super interessanti gli aneddoti in cui sto incappando!

Voi non potete capire la fatica che sto facendo nel trattenermi dallo scriverne! Non volendo tediarvi con aggiornamenti quasi monotematici (inerenti allo stesso libro) ho deciso di scriverne solamente alla fine ma, accidenti, è davvero una volontà ardua! Questo libro è una BOMBA! Assolutamente consigliato a chiunque, davvero: a chiunque!

E niente… sono purtroppo giunta alla fine di questo gran saggio! Una cosa è certa: ho già messo nella “lista desideri” di Amazon il suo libro “La trama del mondo”.

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20: Solo danni collaterali – di Pier Bruno Cosso

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Pier Bruno Cosso, attraverso una meticolosa scrittura, in “Solo danni collaterali“, Marlin Editore, mette in scena la tessitura narrativa di una storia vera. Se da una parte dipinge con l’immaginazione fervida che deve albergare nella mente creativa di un bravo scrittore – quale egli è – dall’altra, come scrivevo poc’anzi, dà voce a protagonisti che non si sono limitati a essere frutto d’immaginazione ma che, purtroppo, sono stati reali protagonisti della vicenda narrata in questo libro e questo, anche se non mi fa cadere dal pero, fa accapponare la pelle.

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21: La sinfonia del vivente: Come l’epigenetica cambierà la vostra vita – Joel De Rosnay

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In questo libro, dentro il quale ci sono numerosissimi spunti di dialogo e riflessione, il filo conduttore è, a mio umile parere, la plasticità fenotipica. Tra le pagine trovano respiro nomi come, appunto, LamarckDarwin WaddingtonDawkinsEdward O. Wilson e, ovviamente, Mendel ma anche la “nostra” Rita Levi Montalcini, una delle più grandi scienziate del XX secolo, orgoglio italiano. Interessante libro.

Impariamo a prendere consapevolezza di quanto ognuno di noi sia un universo in cui i dialoghi – e le specie che vi albergano – sono molteplici e questo universi, come monadi, sfiorano altri universi che sfiorano altri universi ancora. E qui si potrebbero aprire dibattiti filosofici molto interessanti…

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22: A proposito di niente – Woody Allen

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400 pagine… mica pizza e fichi mangiati in caciara! D’altra parte un personaggio di tale caratura di cose da scrivere ne ha ad oltranza. Attraverso le sue parole l’ho visto crescere; marinare la scuola, ricevere paghette fin troppo generose; l’ho visto approcciarsi alle prime donne – gran chiodo fisso! – innamorarsi, disinnamorarsi e, ancora, innamorarsi – non è detto cambiando donna ;-).

Ora sono arrivata al “periodo Mia” e dal momento che Allen nel libro scrive “spero non abbiate preso il libro solo per questo” scrivo: no, tranquillo, io sto leggendo la tua vita perché ho sempre amato i tuoi film, la tua intelligente ironia, il tuo essere te stesso fregandoti delle convenzioni. Sto leggendo il tuo libro per l’intelligenza che ti attribuisco nonostante tu asserisca – con convinzione? – di non essere per nulla un intellettuale.

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23: Il bisogno di pensare – di Vito Mancuso

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Ieri sera ho iniziato “Il bisogno di pensare” di Vito Mancuso, teologo e scrittore italiano.

Come scrivevo l’ho iniziato solo ieri sera ma le parti sottolineate sono già molte. Ci sono punti di vista in contrasto tra loro sul concetto del de-siderare e del con-siderare. Scritto in un modo scorrevole; le parole, le domande che l’autore mi pone, gli accenti su cui mette il focus per eventuali riflessioni, le molte citazioni autorevoli… insomma: ottima partenza!

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24: La chioma di Berenice – Amalia Frontali

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Sono i libri a chiamarci, si sa.

Almeno una volta all’anno (solitamente in estate) mi capita di aver voglia di leggere un buon romanzo vittoriano (ma anche Regency va più che bene) e solitamente mi leggo un “Romagnoli” perché so che, con i suoi libri, vado sul sicuro. Non sono mai Harmony, mai banali, mai troppo melensi e sempre scritti con un italiano impeccabile, raffinato ed elegante.

Ecco, dopo aver chiuso il saggio di Mancuso sul ‘Pensare’ – bellissimo! – non ci ho pensato su più di tanto, avevo voglia di una pausa dentro un romanzo che scorresse fluido e ‘liscio’, senza storie di vite traumatiche, turbe psicologiche, saggistica, et similia proseguendo con i vari generi che prediligo e che vi ho appena citato 😛 . Ecco: avevo voglia di beltà in leggerezza e quando un autore che colloca i suoi libri nell’800 sa scrivere bene, l’eleganza non può che trapelare da crinoline, corredi, batttiti di ciglia o gote arrossate.

L’e-reader ha fatto l’occhiolino mostrandomi “La chioma di Berenice” di Amalia Frontali.

Adesso sto per andare al Cairo, mi sento il cuore in una morsa e vorrei piangere da mattina a sera. Devo raggiungere, assieme a mia madre, mio zio che mi ha promessa sposa al suo socio. Sono nel libro. Mi chiamo Berenice e se non fosse per mio zio non potrei permettermi questo elegante vestito lilla con viole di seta sulle maniche…

Ebbene, mi pare siano circa 400 pagine ma, son certa, voleranno!

E volate, son volate! L’ho terminato con un misto di nostalgia e dolce amarezza… quasi che potessi percepire il lento distacco dei personaggi che, da me, scivolavano via dal mio sguardo, cullati dalle onde del Nilo. Si sono persi tra le onde del tempo, tra dune di sabbia e danzar di palme. Un refolo, un battito di cuore, una gemma preziosa, il brillare di una pietra sotto i raggi di un sole cocente. E intanto scivola in basso il sasso di Sisifo. E intanto l’araba fenice risorge dalle ceneri.

Un meraviglioso romanzo storico!

25: Le medicine dell’utile idiota: ai tempi della pandemia – Pietro Marini

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Ieri ho iniziato a leggere libro di Pietro Marini. Non si tratta di un manuale e non si tratta, nemmeno, di un saggio. Credo di poter scrivere che si tratta di una serie di riflessioni “a ruota libera” dell’autore. Leggendolo mi arriva il suo sdegno verso questa nostra società liquida – troppo, liquida? Diciamo che se da una parte, per ora, non posso che, tristemente, trovarmi in accordo con il suo pensiero dall’altra trovo l’Autore troppo categorico nel definire “l’utile idiota”. Non siamo forse tutti noi al servizio di qualcuno, checché se ne voglia scrivere? Non è forse anche l’autore stesso “al servizio” di qualche categoria che gli è appartenente? Se nella prima parte del libro ero titubante perché “utile idiota” era ridondante – e incasellare in modo “prepotente” le persone non mi piace granché in generale, nella vita – diciamo che la seconda parte del libro, invece, mi è piaciuta un sacco. Ho trovato i concetti esposti molto ben argomentati e interessanti gli appunti, le specifiche e le citazioni. Che si sia d’accordo o meno con il punto di vista dell’autore – che è scientifico, nulla da eccepire – ho apprezzato lo stile espositivo usato a discapito della scure che, temevo, all’origine volesse far scendere su tutta la comunità degli internauti.

26: Il mio giardino selvatico  – Meir Shalev

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La prosa di Shalev è delicata, le parole sono pennellate sopra petali fioriti; parole capaci di farsi conca sotto i minuscoli semini di papaveri. Parole come due mani intrecciate a volgere sensazioni, colori e vita di una natura selvatica in eterno divenire. Meraviglioso!

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27: La casa dei sette ponti – Mauro Corona

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(…) Il fatto, però, è che in questo libro io NON ho letto Mauro Corona! O meglio: l’ho ritrovato nei passaggi lirici in cui descriveva, per esempio, il cadere di una foglia o il muschio verde del bosco… ma il suo stile pregno di similitudini, dov’è? Dove sono le sberle in faccia al lettore? Attenzione: non sono mica masochista! Il fatto è che probabilmente, con lui, pecco io di “pregiudizio”! Frasi corte, asciutte, lineari, pulite. Niente vizi, niente voci dagli alti toni, niente pugni sul tavolo, niente temporali. No, qui sbaglio. Un temporale emotivo, il protagonista lo ha vissuto. Sette ponti per andar oltre i fulmini e cirri dimenticati, ora troppo carichi di pioggia.

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28: La casa del cedro – Monica Pais

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Grazie a Monica Pais – la veterinaria più famosa d’Italia – sono finita, scorrendo le pagine del suo libro, a Orisei, piccolo comune di Nuoro, in Sardegna.
Meravigliose, quasi bucoliche, le descrizioni di un mondo appartenente alle estati di ricordi fanciulli. Ilarità, dolcezza, miele, pollai, dita dalla pelle coriacea e gote paffute.
Esperienza e inesperienza.
Schiamazzi, tuffi, silenzi, oscurità di notti o di riverberi sulle creste delle onde.
Ricordi.
Ci sono luogo che diventano portali nel tempo.
Ci sono ricordi, talmente intensi, da volerli nascondere alla vista.
Ricordi, sia bellissimi sia laceranti, che dalla tanta vita che contengono li si nasconde dentro un baule in fondo al cuore.
Poi basta un viaggio.
E il Nabucco suona…

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29: Mia madre è un fiume – Donatella Di Pietrantonio

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Una lettura struggente, delicata, impattante.Il rapporto madre/figlia non è scontato sia sempre facile e prodigo di carezza; l’affetto – e la capacità di elargirlo – non sempre è compreso nel pacchetto al momento della nascita. In questo libro l’autrice l’autrice ne parla in un modo delicato e impattante al contempo. Siamo lì, con lei, tra le pieghe di memoria in confusione. Siamo lì, con il vento, gli alberi, e l’acqua del fiume.

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30: Il potere della luna – Johanna Paungger e Thomas Poppe

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Posso scrivere: ‘sì – no… NI”?

Ne scriverò, probabilmente già domani se riesco a gestire con questo tempo tiranno, in modo più dettagliato, usando qualche manciata di parole in più rispetto a questo parere flash, ma ora scrivo che, nonostante le informazioni siano davvero tante – anzi, tantissime – sono rimasta un po’ delusa da un paio di cosette. Ho letto tutte le molte pagine con la sensazione di lasciar scorrere davanti agli occhi un codice informatico che non riuscivo a fissare del tutto nel cervello. E chi se le ricorda tutte le cose lette? Impossibile! Si dovrebbe fare un calendario – manualmente, per agevolare l’ancoraggio tra i neuroni 😀 – riportando tutto ciò che si è letto. Ne verrebbe fuori un papiro lunghissimo da srotolare… credetemi! Ok, è mezzanotte passata, forse sto sragionando di mio. Buonanotte e che la luna mi illumini i sogni.

31: La magia della luna. Storia, leggende e rituali – Ippolita Douglas Scotti di Vigoleno

32: Miti e leggende del Giappone. Fiori, giardini e alberi – Frederick Hadland Davis

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33: Il dolce domani – Banana Yoshimoto

Il dolce domani, Banana Yoshimoto

Proprio come una fascio di luce bianca che entra dentro un prisma di cristallo, ogni volta che leggo un romanzo scritto, magistralmente, da “una penna giapponese” io mi sento quel fascio di luce che s’immerge nell’arcobaleno; mantengo me mentre, con interezza, mi implemento di sfumature.

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34: Maghi, guerrieri e guaritori. Gli archetipi della politica italiana – Fabrizio Luisi

34: Il ritiro sociale degli adolescenti. La solitudine di una generazione iperconnessa – di Matteo Lancini

Il ritiro sociale degli adolescenti, solitudine, generazione, iperconnessi, matteo Lancini, Raffaello Cortina Editore,

Un saggio d’estrema attualità; lo sto terminando e leggerlo è stato come entrare in un vortice di cavi e cavetti… connessioni di fili di rame che ormai nemmeno servono, quasi.

Credo di avere una capacità analitica sufficiente, guardandomi attorno da un bel po’ e leggendo ora questo libro, non sono caduta dal pero ma… lo ammetto, da più di un ramo sì, son scivolata sbalordita! Dati, citazioni, numeri, analisi, focus… a iosa! Ma immergervisi non è stato per nulla tedioso o ridondante, anzi! Scorrevolissimo, coinvolgente, stuzzicante riflessioni e diramazioni. Ottimo libro.

Recensione completa qui

35: Sognando Mr. Darcy – di Antonia Romagnoli

Non è il primo libro di Antonia Romagnoli che leggo e, anche stavolta, non ne sono rimasta affatto delusa! Ho letto questo romanzo in anteprima, sarà pubblicato il 10 di ottobre e ne consiglio l’acquisto perché la scrittura di Antonia è raffinata anche quando si discosta dalle sue amate ambientazioni Regency &Victorian… acc…. non posso fare alcun tipo di spoiler… però dai, qui con Austenland abbiamo comunque a che fare, anche se la libraia di Bathford “abita” i nostri anni. E poi… c’è Georgiana che mi ricorda tanto – ma proprio tanto! – Toby, il mio labrador cuordicane. E poi ci sono… stop!

Ve ne parlerò a pubblicazione avvenuta 😉

La pubblicazione è avvenuta e quindi la recensione completa potete leggerla

qui

36: Atlante delle emozioni umane: 156 emozioni che hai provato, che non sai di aver provato, che non proverai mai – di Tiffany Watt Smith

E niente… adoro gli Atlanti di questo tipo!!!

Iniziato da poco ma promette, decisamente, bene!

Terminato anche questo viaggio tra le emozioni e le parole – molte – impossibili da ricordare 😉

Lettura molto piacevole, mi piace il fatto di avere ancora “il mondo” da imparare.

37: Evaporata. Blog di una donna senza segreti – Nadia Mogni

Già recensire in pillole mi è difficile…. se poi dovessi pure recensire pensieri farei prima a chiudere il blog! La lettura di questo libro – che consiglio – è molto particolare perché particolare è la mente dell’autrice. Si salta da umore a umore, da opinione in opinione, da sentimento a sentimento. Giocando, spesso, con le parole in file scomposte.

Recensione completa qui

38: La direzione della coccinella – Davide Ceraso

L’ho iniziato l’altro giorno e, non ci fosse stato di mezzo il fine settimana, probabilmente lo avrei già terminato. Questo romanzo è di una delicatezza assurda! Leggendo si compone un puzzle fatto di persone, cuori, passioni, emozioni, paure… tristezze. Non so cosa possa riservarmi il finale del libro ma, per ora, è meraviglioso!

39: La Marchesa Colombi: Vita, romanzi e passioni della prima giornalista del Corriere della Sera – Maria Teresa Cometto

Adoro la scrittrice “Marchesa Colombi”, adoro il suo stile narrativo pungente, il suo “non tenere la testa bassa” con educazione e dignità di Donna. Adoro le sue battaglie, il suo volersi affermare in un mondo di maschi, senza per questo rinunciare ad infilare fra i capelli boccioli di rose o a indossare abiti eleganti, femminili, color cipria. Adoro chi vuol “essere” senza “perdersi”. Questa non è una biografia, non semplicemente. Bellissimo libro, grandissima competenza, grande studio, oculatezza nei dettagli… insomma, Cara Marchesa, hai trovato chi ti tratteggia meravigliosamente. Finito! si tratta di un libro pregno di anima, sentimento, lotta, tormenti. Le pagine scorrono via che è un piacere, anche se terminarne la lettura lascia un po’ di vuoto e – di già – nostalgia. Pare di abbandonarla, la Marchesa, poiché leggerne la vita è stato come incontrarla ogni giorni, vederne i tratti alterati dai sentimenti, ammirarne gli abiti, respirare il contesto storico – importante per l’Italia, ma non solo – leggerne i carteggi, ascoltarla mentre brandiva una penna sempre in modo accalorato. Accalorato dalla passione… dalle passioni. Una donna che per noi ha iniziato a spostare gli argini. Una donna mossa dal bisogno di affermazione personale.In questo libro c’è tanto di tutto. Importante da leggere.

Recensione ufficiale, per il portale “Cultura al femminile” qui.

40: Scusate il disturbo – di Patty Yumi Cottrell

Mi sento un po’ stranita, a dire la verità. Nonostante qualche cosa mi attragga molto (le persone problematiche hanno sempre questo effetto su di me) e il ritmo sia buono, a farmi arricciare il naso è la punteggiatura usata in modo non classico. I discorsi non sono definiti né dentro caporali né dentro virgolette (cosa che sarebbe scorretta ma almeno sarebbe consolante); le virgole seguono un percorso talmente personale da smarrirsi rendendosi “non pervenute”. La genialità di uno scrittore si vede anche quando scardina le regole, è vero, eppure in questo caso ancora non sono riuscita a mettere questi aspetti – voluti – in secondo piano. Ma non sono nemmeno a metà libro e la trama mi piace, quindi si va avanti sperando in un coinvolgimento totale, capace di ribaltarne il pensiero finale. Dopo tutto, pare sia piaciuto a tutti!

41: Ricordi d’infanzia e di scuola – Edmondo De Amicis

42: Kokoro. Il cuore delle cose – Natsume Soseki

43: Nel Giappone delle donne – di Antonietta Pastore

44: Il silenzio – Erling Kagge

45: Forme – di Rossella Migliaccio

46: Mestri di mont – Tito Maniacco

47: “La luce che c’è dentro le persone” – Banana Yoshimoto

(in lettura)”Tre lezioni sull’uomo. Linguaggio, conoscenza, bene comune” – Noam Chomsky

Tre lezioni sull'uomo- Noam Chomsky linguistica

(per ora abbandonato) Alla fonte delle parole. 99 etimologie che ci parlano di noi – Andrea Marcolongo

Alla fonte delle parole, Andrea Macondo, etimologia, realtà, origine, Mondadori

Diciamo che, per ora, mi aggancia poco… per non scrivere: “quasi nulla”. Forse aver letto, anni fa, il meraviglioso saggio di Gianrico Carofiglio “La manomissione delle parole” mi ha fatto iniziare questa lettura con troppe aspettative. **** Ehm, sto continuando – da quanto? un mese, forse due? 😦 – a tagliare e incollare questo libro in fondo a questo diario di lettura. Niente, non so nemmeno se prima della fine dell’anno lo riprenderò in mano… vedremo. **** Bah, i mesi adesso son diventati ben più di un paio e non vorrei che questo libro fosse finito nell’angolo buio del mio pregiudizio. Chissà… forse prima della fine dell’anno ci riproverò… nel frattempo continua a scivolare in fondo alla lista, scalzato da altri atlanti, altri saggi, altri romanzi, altri cruciverba! *** mi viene da ridere, oramai l’anno sta pure terminando… me lo porterò nello zainetto anche nel prossimo diario di lettura?

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