‘Qui’ di Richard McGuire – una graphic novel geniale!

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E chi l’avrebbe mai detto che una graphic novel sarebbe riuscita a tenermi attaccata alle pagine e a “catturare” il mio tempo come se fosse una calamita? Non io di certo… non io che ero convinta fosse un genere lontano dai miei gusti!

E invece…

Inizio con lo scrivere che questo libro mi è stato regalato. Forma traditrice, già prima di scartare il dono i miei occhi sbrilluccicavano: ricevere un libro è SEMPRE un’emozione particolare e tanto gradita quanto, purtroppo, inusuale. E poi, poi una volta tolta dal mistero la copertina del libro, passarci sopra, lentamente, il palmo della mano; ammirarne la palettte dei colori scelti per la copertina, immaginare…

Immaginare…

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Mai avrei immaginato di ritrovarmi all’interno di una graphic novel, giuro!

Ora che l’ho terminato – e che ho fatto qualche ricerca – ho scoperto che il tempo del libro che ho tra le mani, ha avuto genesi nel 1989, quando sul primo numero della seconda serie di Raw (per i non appassionati al genere, come me: Raw è una storica rivista statunitense dedicata al fumetto), è apparsa una breve storia, composta da 36 vignette in bianco e nero, intitolata “Here” con la firma di Richard McGuire, un illustratore americano, artista di fumetti , autore di libri per bambini e musicista. Le 36 vignette originali sono visibili qui

Dopo 25 anni dalla pubblicazione di Here, Richard McGuire ha pensato di riprendere in mano la storia, ampliandola e trasformandola: dal bianco e nero al colore e così nel 2014 per Pantheon Books, 300 pagine hanno ridato vita a Here e nel 2015 la Rizzoli Lizard ha pubblicato la chicca che ho adesso al fianco del mio pc: Qui.

Appena ho aperto il libro, mi sono ritrovata dentro un salotto vuoto, nemmeno una persona, solo sfumature che dal rosa pastello sfumavano al vinaccia. Dove sono? Tracce di passaggio umano, un biberon appoggiato al bracciolo del divano, una coperta, una pallina sul tappeto, una lampada, tende scostate. Dove sono? A casa di chi? Quando?

Quando…

Nell’angolo in alto a sinistra c’è un indizio: il quando. 1957. La pagina successiva mi “dice” 1942. La stanza è la stessa ma senza giocattoli e senza mobilia. Ora tutto sfuma sul tortora. Ora tutto è color senape ma siamo nel 2007 e la stanza, sì, è ancora sempre la stessa!

Inizio a capire e quindi inizio a perdermi nei dettagli.

Oltre 300 pagine (nel libro non c’è questa numerazione) in cui QUI diventa un luogo senza tempo ma che tempo ha conosciuto!

Dalla quarta di copertina:

“Here è qui, è ora, è sempre. È la storia di un luogo e di ciò che vi è accaduto nel corso di centinaia di migliaia di anni; è un unico racconto composto di attimi vicini e distanti, intrecciati, incastrati, sovrapposti; è la fitta trama della storia di questo mondo, che prende forma di fronte alla prospettiva fissa dell’angolo di un salotto. Pubblicato per la prima volta nel 1989 come ministoria di sole sei pagine sulla rivista “Raw”, Here si è imposto immediatamente come un’opera in grado di spalancare al fumetto nuove e prima di allora inimmaginate possibilità di espressione e destinata a ispirare intere generazioni di artisti. Oggi, a più di venticinque anni dalla sua prima pubblicazione, quest’opera fondamentale torna finalmente in una nuova veste: rivista, espansa, colorata, definitiva. Scopri l’edizione interattiva in ebook

Avete presente quando dovete creare un progetto grafico e vi ritrovate ad aggiungere immagini, spostarle, sovrapporle, rimpicciolirle, giocare con le dimensioni? Io sì e l’effetto grafico è esattamente questo! Una sensazione di movimento data dalla staticità di soggetti uniti su più piani e prospettive. Una profondità grafica che, unita alle didascalie temporali – nel libro di McGuire – fa in modo che il tempo sia un flusso incessante che attraversa non solo il ritmo circadiano appena vissuto o da vivere a breve, bensì attraversa le epoche sia all’indietro che in avanti. In un niente, pur stando fermi con i piedi incollati sugli stessi metaforici centimetri, ci ritroviamo nel 5000.000 AC, nel 1932. nel 1923 e nel 2008. Cambiano le assenze e le presenze, cambia la dimenticanza, la memoria, la storia.

Qui è ora. Ma prima di ora cosa c’era Qui?

Ogni singola pagina chiede – e merita per profondità comunicativa e bellezza grafica – attimi di contemplazione. Numerose le riflessioni che “finestra temporale” suscita, sia singolarmente sia nell’insieme esistenziale.

Noi uomini abbiamo il difetto di elevarci a soggetto attorno al quale l’universo ruota… ché ne sa il Sole, ché sarà mai l’eliocentrismo dinanzi al nostro protagonismo?! Dove siedo io, forse una volta si è rotto un carretto, forse un lupo si è sfamato, forse una casa si è incendiata, forse un albero è caduto, forse una pianta è germogliata. Forse non c’erano che elementi.

Pagine di storytelling relazionale veicolato da disegni a matita, da acquerelli, da immagini vettoriali, da poche parole, da suoni onomatopeici, da intercalare moderno, da lessico forbito, da suoni indigeni. Io e te, noi e il nostro divenire, noi e il nostro passato, noi e chi c’era prima di noi, chi c’era prima di noi con chi c’era prima di loro… e avanti e indietro così, sulla riga del tempo.

Stessi soggetti, diverso il tempo, diversa la reazione. Stesso luogo, diverso il tempo, diversa l’azione.

I sorrisi scemano con l’età, s’impoverisce il senso del bello. La natura gioca a nascondino.

Il tempo cancella i ricordi.

Forse.

Io che amo perdermi in riflessioni filosofiche, Qui mi sono smarrita!

Un libro consigliatissimo!

Ps: Personalmente non posso che ringraziare chi mi ha regalato questo libro e quindi chi mi ha donato emozioni senza limiti temporali!

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