Romano Battaglia in versi di speranza

Pensavo, come al solito. Pensavo, perché non sempre si riesce a non farlo! Questi sono giorni in cui le parole si sprecano come si sprecano le paure… o i sogni! Tutti parlano, tutti scrivono, tutti – e meno male – riflettono.

Si possono leggere saggi che analizzano la capacità odierna di porsi – o meno – in faccia alle difficoltà, schiena diritta o ginocchia a terra? Atteggiamento di sfida (ponderata e con cognizione di causa, non al singolo individuo ma verso un Virus che non è senza volto) o silenzio e sguardo basso, ché come fai fai, comunque sbagli e dai – a lui – fiato? Si possono leggere notizie e poi subito cercare le contronotizie, leggere interessanti testi argomentativi, quelli che sostengono le proprie posizioni smontando con dati alla mano quelle degli altri; si può tener allenato il proprio senso analitico, riflettendo sulle parole degli esperti, non prendendo per certezza Pinco Palla – povero, da ché son tempi… tutte lui le combina! – che, ok, ascoltiamolo pure ma mai senza concederci il beneficio del dubbio! Ragioniamo! Solo quello, noi che non siamo seduti sulle poltrone del potere, possiamo fare giacché, in teoria, ne dovremmo aver facoltà!

Tocca ascoltare gli esperti, attenersi alle regole e al buon senso e cercare, per quanto in alcuni casi possa essere difficile, di mantenere la calma… ché con il tarlo in testa, in continuo girar la ruota della paura, poi il panico diventa sociale e le conseguenze possono essere gravi quanto le pandemie sanitarie.

Ognuno di noi è chiamato a fare il proprio dovere e questo # che sta spopolando (#iorestoacasa) almeno rafforza un senso d’appartenenza importante, quello civico, quello umano.

#iorestoacasa ma appena posso esco a fare una passeggiata, respiro un po’ di aria primaverile (una primavera che non è mai iniziata in modo così silenzioso), mi immergo nel cielo, camminando in mezzo ai campi. Rubo un po’ di spazio, restando padrona di me stessa, non cedendo il potere a chi – mi auspico – presto sarò conosciuto meglio e quindi sconfitto. Ché conoscere bene il nemico è come avere l’asso di denari a scopa e io confido nella ricerca e nella scienza medica.

Io confido…

questa è la mia forza e questo il mio tallone di Achille. Questo non significa che io sia superficiale o che stia sottovalutando la situazione, anzi, significa solo che seguo le persone che hanno potere decisionale – ma se mi dicono di buttarmi dal ponte non mi butto – perché dobbiamo far nostri i loro ragionamenti, arrivandoci con la nostra testa nei limiti delle singole competenze e, appunto, confidando in chi, competenze, ne ha.

Ma ci si perde in queste riflessioni, come al solito!

Ecco perché delle volte serve la semplicità di versi leggeri che potrebbero sembrare banali e scontati come slogan inflazionati; fieno gettato ai cavalli per calmarne l’alzar di testa ma invece proprio nella semplicità, spesso, c’è l’iniezione dalla posologia giusta.

Perché la speranza deve nutrirsi di speranza e non è un gioco di parole o una ridondanza… la speranza è un atto!

“Nella vita ci sono giorni pieni di vento e pieni di rabbia,
ci sono giorni pieni di pioggia e pieni di dolore, ci sono giorni pieni di lacrime;
ma poi ci sono giorni pieni d’amore che ci danno il coraggio
di andare avanti per tutti gli altri giorni.”

Citazione tratta dal libro di poesie “Notte infinita” di Romano Battaglia, Bur.


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