Il 14 maggio se ne andarono altrove, ma il loro ricordo rimarrà nei tempi.

Il 14 maggio del 1998, era un giovedì, Frank Sinatra ha definitivamente spento la sua voce ed esattamente 17 anni dopo, sempre il 14 maggio, sempre di giovedì, ha salutato il mondo anche B.B. King, il Re del rhythm and blues.

Cambiano le forme, per chi ha fede… ma le note, le voci, le emozioni in circolo, quelle restano e resteranno. Hanno partorito attimi, ricordi, palpitazioni. Quanti gli amori, cullati dalle loro melodie, sono sbocciati? Quanti balli, mani attorcigliate, gomiti sfiorati, occhi lucidi?

Io sono “relativamente” giovane rispetto alle epoche che li hanno visti protagonisti. Quando ero poco più che adolescente il mio walkman nero mi faceva sentire Dirty Dancing, gli Articolo 31, i Sottotono (sottoeffetttostono 😀 ), Lorenzo Cherubini (in realtà dovrei scrivere ‘Jovanotti che mi invitava a fare un giro sulla sua moto 😉 ), Bob Marley e colleghi, UB40 (Red Red Wine l’ho ascoltata fino allo sfinimento), Lionel Richie, Technotronic… e via di questi generi.

Oh… io la musica la amo tutta!!!

Però non sempre, ovviamente, avevo le cuffie e grazie a mio padre e a mio fratello – a seconda di chi infilava il CD nello stereo ascoltavo Rock & Roll, Blues, Jazz, Steve Wonder, Concato, De Gregori, Bruce Springsteen, Gospel, Country , poca musica classica relegata ai concertoni televisivi canonici.

Molte di queste canzoni hanno i contorni delle emozioni, degli amori, degli ambienti vissuti ascoltandole, questo è comune a tutti, lo so!

Insomma, io sono sempre stata circondata dalla musica – buona o meno, che vogliate! – e i due colossi citati all’inizio di questo articolo, beh, per me come per tutti, sono legati a ricordi.

Frank, tanto per dire, è legato alla primissima uscita – serale tanto quanto amicale – che feci con quello che qualche anno dopo divenne mio marito. Io non stavo bene, dentro intendo. Ero disidratata, fragile come un bastoncino secco che lo spezzi con un battito di ciglia. Lui era, semplicemente e totalmente, un mio amico… di quelli veri che ti chiedono come stai e ascoltano la risposta anche se non proferisci parole. Siamo usciti a bere qualche cosa, forse un caffè o forse un traminer aromatico, questo non me lo ricordo. Ciò che mi ricordo, come fosse successo ieri sera, è che usciti dal locale mi ha detto: «Adesso ho una sorpresa per te», ha parcheggiato l’auto nel bel mezzo di un grande parcheggio vuoto, è sceso dicendomi di non fare altrettanto, ha fatto il giro della macchina, mi ha aperto la portiera, mi ha offerto la sua mano per scendere e, tenendomela, mi ha allontanata di un paio di metri lasciando entrambe le portiere aperte. Mi ha lasciata un frammento di secondo, lì, da sola, immobile e sbigottita mentre la fioca luce di un lampione illuminava un mio stupore fanciullesco. Mai ho temuto. Per metà figura è scomparso nell’abitacolo dell’auto, ha acceso la musica e ritornato da me, riporgendomi la mano mentre le sue parole sussurravano «Signorina, mi concede l’onore di questo ballo?» e le note di “I’ve got you under my skin” si diffondevano nell’aria di una notte indimenticabile. Io stavo male, l’ho detto prima. Vivevo anni in cui temevo di disturbare anche applaudendo, avevo paura di muovermi, di rompermi, di rompere, avevo paura di tutto, di mangiare, di respirare, di essere felice. Ho accettato la sua mano, ho mosso qualche passo, ma avevo paura… di sorridere. Amici eravamo prima di quella sera, amici siamo stati in quelle ore e amici per qualche tempo a venire, siamo stati poi. Tutto quello che mi voleva offrire, quella sera, era un attimo di pace. Non c’erano secondi fini, non c’era malizia (forse c’era l’intreccio del destino, dita abili che tessevano una tela divenuta con il tempo indelebile).

Io mi sono commossa mentre Frank cantava, dicendomi “Usa il cervello, torna alla realtà!”.

Attimi fuori dal tempo, attimi fuori dal mio contemporaneo vivere. Musica e note che ci hanno incapsulati, portati fuori dal mondo reale per qualche minuto. Attimi, i primi, di noi.

E B.B. King…

Beh, lui non è che sia coniato in me con qualche particolare moneta evocativa… lui è, in toto, ciò che evoca con la sua voce e il suo suonare. Lui è mia madre mentre sistema nella libreria “Il colore Viola” e poi mi porge “La capanna dello Zio Tom”, è mio padre che mi chiamava, talvolta, Lucilla (ho poi scoperto che Lucille era l’inseparabile chitarra di B.B.King, ma mio padre, probabilmente, pensava a Little Richard); è il rispetto verso il prossimo, i fiocchi bianchi, candidi, di cotone che cade nel grembo, bianco che si macchia con il sangue degli uomini; è schiena curva, sottomissione, dolore, sale, sudore… anche se so che B.B.King non è gospel, non è spiritual, non è jazz… ma tutto questo assieme! Lui è il cielo che piange. Lui è ritmo. Un ritmo che sa portare, tremendamente bene, la lentezza. Il suono di una chitarra che graffia le nuvole sopra la testa e l’animo inerme. Grida la sua chitarra, sì, grida la chitarra della leggenda del Blues.

Lisa.

13 risposte a "Il 14 maggio se ne andarono altrove, ma il loro ricordo rimarrà nei tempi."

Add yours

  1. Cara Lisa, sto morendo dalla curiosità, perchè voglio porti, certo me ne rendo conto, una dmanda molto delicata e assai indiscreta, però sei libera di non rispondere e lasciare tutto nel dimenticatoio e l’oblio, Mentre camminavo per strada ho sentito una canzone che si chiama Lisa … e allora ti chiedo con tutto il tatto possibile, ma tu, tu sei Lisa dagli occhi blu? https://youtu.be/IJwyUl5mq_Q

    "Mi piace"

  2. I due artistoni citati li conosco poco in realtà, ma che bei tempi quelli del walkman e, qualche annetto dopo, del lettore CD portatile! Ce l’ho ancora e funziona: pure l’antishock, che in treno era fondamentale!

    Un tuffo nella memoria il tuo articolo, ma in generale la musica mi fa quest’effetto. 🙂

    "Mi piace"

    1. sì, la musica fa questo effetto! Il lettore CD portatile… che ricordi ingombranti 😀 Il mio era grigio. Poi si è passati all’Mp3 (prima nero e poi, ovviamente, rosa shocking) e, non per fare pubblicità agggggratis ma sempre tutto della Sony.

      "Mi piace"

      1. Non te lo dico: non è il tuo genere. 🤣
        No, vabbeh, a parte un po’ di sano metal (ti invito a rivalutarlo) rock (Aerosmith) e anche qualcosa di più soft, tipo Travis o The Cardigan, ma anche i Nomadi… poi le custodie per i CD ne tenevano solo 4-5 o diventavano dei trolley, quindi si viaggiava leggeri (più o meno) 😀

        "Mi piace"

    1. A me la musica piace TUTTA – tranne il metal – si era capito? A casa dei miei, credo siano divisi in quantità equa: blues, jazz, rock&roll e country e spiritual; poi a casa mia c’è quello e il restante 😀
      Il tuo cantante blues preferito?

      "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

Su ↑

vibrisse, bollettino

di letture e scritture a cura di giulio mozzi

un blog malin-comico

ho detto sì all'amore ma non avevo capito la domanda

Manuel Chiacchiararelli

Scrittore, Fotografo, Guida Naturalistica, Girovago / Writer, Photographer, Naturalist Guide, Wanderer

friulimosaicodilingue

*più lingue conosci più vali*

Sindrome di Stendhal

"Tutte le arti si assomigliano - un tentativo per riempire gli spazi vuoti." Samuel Beckett

Libri vagabondi

Un viaggio infinito tra le pagine magiche dei libri

Amabililettureblog

" La Vita inizia dove finisce la Paura". cit. OSHO

THE SECRET BOOKREADER

Il Blog del Lettore Segreto

LA GAZZETTA DEL SOLE

Solo notizie positive

BiblioBuscate

Il blog della biblioteca di Buscate

Metis Magazine

NEWS IS ALL YOU NEED

Vally's Bookshelf

Non riesco a dormire se non sono circondata da libri

libreria La Vispa Teresa

libreria per ragazzi

Babe, Val Resia

Pratiche, saperi, credenze, rituali e folklore in Val Resia (Udine) Friuli Venezia Giulia

La poltrona gialla

Racconto storie di libri, cibi, luoghi, viaggi, persone, fantasia

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: