Storie di boschi antichi, di ghiri, coperte di neve e tavolozze di calore…

“Ai nostri giorni, di qualcuno che dorme profondamente, col respiro tranquillo e l’espressione beata, si usa dire che dorme come un ghiro. Ma all’inizio del mondo il ghiro dormiva poco. D’inverno viveva giorni agitati e notti di paura. Per chi non lo sapesse, la sua pelliccia era rossa con lunghe striature nere sulla schiena. Di che cosa aveva paura il ghiro? Aveva paura del freddo, del silenzio invernale, delle solitudini senza fine nei boschi pieni di neve. Non che gli mancasse di che scaldarsi, il suo pelo per questo bastava di gran lunga, erano invece l’ansia e l’angoscia a non farlo dormire. Il ghiro amava il sole, il caldo, le buone compagnie. Tutto questo nei mesi gelidi gli veniva a mancare di colpo facendolo precipitare nella più cupa afflizione. Molti animali andavano in letargo e dormivano beati, altri si muovevano poco, altri ancora non mettevano fuori il naso dalle tane. Solo volpi e martore battevano le notti invernali come dannati in cerca di cibo. Ma con quei vagabondi il ghiro non andava d’accordo. Era gente aggressiva e soprattutto solitaria. Animali che bastavano a se stessi, vivevano senza necessità di amici o d’incontrare alcuno. Esattamente all’opposto del ghiro che era bisognoso d’affetto e di compagnia. Venne un inverno rigido con metri di neve e un freddo che faceva scoppiare i faggi. Percosso dalle sue malinconie l’animaletto cadde in depressione e si lasciò andare. Non ce la fece a reggere tanta desolazione, crollò sulla neve indurita dal gelo e aspettò. Voleva morire e ci stava riuscendo. Il Signore ebbe pietà per la povera bestiola e mandò in suo aiuto gli animali del bosco. Ma neanche loro riuscirono a smuoverlo. Allora fece cadere una formidabile nevicata. I fiocchi lo coprirono per un metro come un caldo piumino. E là sotto, protetto dalla neve, il ghiro dormì pacifico per tutto l’inverno. Si svegliò al disgelo di primavera accorgendosi che la sua pelliccia, per il lungo sonno sotto la neve, era sbiancata diventando grigia. E tale restò. Da allora il ghiro non è più preda delle malinconie invernali perché s’addormenta ai primi freddi e si sveglia al canto del cuculo. – Tratto dal libro di Mauro CoronaStorie del bosco antico” Edizioni Mondadori, 2005

Mauro Corona, Storie del bosco antico, libro illustrato, junior Mondadori, Oscar Mondadori, ghiro, dormouse, una parola tira l'altra

E nel frattempo, seguendo cicli di stagioni confuse, ora un raggio di sole ora un brivido improvviso che tradisce l’avvicinarsi dell’inverno dietro un paio di querce… ebbene… immersi in un silenzio che rifugge la città, si iniziano a sentire scricchiolii di foglie, tonfi di piccole ghiande, scalpiccii anonimi di “esseri” silenziosi… e non son certo elfi o gnomi appartenenti a mondi d’oltrerealtà! Natura, è la viva natura che pregna ogni stagione, ogni mese, ogni giorno in cui abbiamo la fortuna di collocarci in essa!

Amo l’autunno e questo ormai lo scrivo ogni volta che ne ho l’occasione – a onor del vero, trovo che la specificità di ogni stagione sia piena di ipnotiche bellezze e sensazioni! – ma l’autunno è dipinto con i colori che mi scaldano il cuore, con le tavolozza di pittori romantici, con rosso tiziano, vermiglione, scarlatto, amaranto, color zafferano, color pepe, senape, ocra, sangue di drago e via proseguendo con nomi che paiono – ma son nomi veri di sfumature cromatiche! – ingredienti di magiche pozioni da immergere in un calderone fumante!

Autunno è calore, cura, coccola, lento scivolare lenitivo, preambolo di cambiamento. Messa a dimora attendendo l’inverno con le sue coperte di neve da cui spuntare germogliando.

Forme di vita, sempre e ovunque.

E anche se l’inverno deve ancora arrivare, donandoci luccichii mattutini di brina, io sorrido guardando il quadro con cui chiudo l’articolo perché perdermici in una bolla di tenerezza, è un attimo!


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Archibald Thorburn pittore e illustratore scozzese, (1860–1935).

P.s: lungi da voi pensare che, con questo articolo, io mi sia asciugata le mani nei confronti dell’Autunno!!!

Autunno, libri, storie, una parola tira l'altra, colori autunnali

7 risposte a "Storie di boschi antichi, di ghiri, coperte di neve e tavolozze di calore…"

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