“Evaporata. Blog di una donna senza segreti” di Nadia Mogni

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Scrivere questo articolo non mi è facile e non lo è perché, stavolta, non mi ritrovo a parlare di un romanzo o di un saggio bensì di una raccolta intima (ma al contempo pubblica) contenuta nel libro “Evaporata. Blog di una donna senza segreti” di Nadia Mogni, alias “Evaporata” per il popolo virtuale. Il mio pensiero è sempre stato chiaro: i pareri e le opinioni degli altri si possono discutere, ci si può ritrovare in accordo o in disaccordo, possono suggerire riflessioni, ampliamenti di vedute o, all’opposto, ancoraggio del proprio pensiero ma, MAI, possono essere recensiti. Questo è ovvio!

Ma seguo il blog di Evaporata da un po’, apprezzandone lo stile espositivo e gli spunti di creatività che mette in circolo e, durante il lockdown, questo libro mi è capitato sotto gli occhi, l’ho preso, l’ho letto e ora mi va di scrivere un due righe in merito.

Parto con la sinossi:

I pensieri femminili non sono incasellabili dentro schemi predefiniti, soprattutto se sono frutto di una mente bizzarra e geniale. Non so da dove provengo, scrive l’autrice, la mia natura è decisamente differente da quella squisitamente umana. Credo di essere stata scaricata come materiale difettoso da un’astronave, o qualcosa del genere, che si trovava a transitare casualmente sulla casa di mia madre. Mentre lei dormiva con la bocca aperta le sono finita nello stomaco, ma siccome trovavo l’ambiente poco gradevole ho preferito installarmi nell’utero e rimanerci come un qualunque feto, finché il suo corpo non ha deciso di espellermi partorendomi con sembianze umane che ho ricopiato rimanendo tanto tempo dentro quella pancia. Per questo motivo non ho mai saputo con precisione chi o che cosa sono. Scoprilo tu.

La copertina è opera di Lucia Marconcini titolare del blog iliveintuscanyistantidiluciamarconcini ; dopo una prefazione/bomba scritta da Stelio Vascotto – che mi è piaciuta un sacco per l’originalità e l’informalità con cui ha fatto da apriporta al libro – con un misto di timore giacché temevo di sentirmi una ficcanaso con gli occhi dentro un diario altrui (è la prima volta che leggo un libro di questo genere) ho iniziato la lettura di questa raccolta di articoli che l’autrice, tramite MySpace, ha pubblicato tra il 2008 e il 2010 (l’edizione che ho letto è stata aggiornata nel 2020).

Non vi nascondo un po’ di reticenza data da limiti personali: ho sempre davanti agli occhi un post-it con su scritto “Prossemica”, sono gelosa dei miei spazi e non voglio sentirmi invadente nei confronti di quelli altrui.

Esattamente come in un diario, ogni “capitolo” ha una data, un titolo e – cosa particolarissima – un umore.

Di argomenti, in questa raccolta, ce ne sono parecchi, tutti attuali e senza data di scadenza e gli umori associati ai pezzi di vita che l’Autrice narra, con la facilità apparente con cui si getta il mais nell’aia, sono i più svariati e inconsueti.

Pensieri che prendono il contorno dell’umore e umori che ingabbiano i pensieri.

Umore freddo, addolorato, menefreghista, piatto, a disagio, affettuoso, ammirato, jedi, commosso, cavalleresco, a disagio, colto, insubordinato, amaro, esanime, di cacca, eccentrico, intenso, annoiato, serenamente commosso, confuso, cinico, contemplativo, imbarazzato, apatico, blah, raffreddato, svuotato, gracchiante, affascinato, divertito, frustrato, afflitto, adirato, cotto, calmo, buono, superficiale, fiducioso, amato, affamato, determinato, fosco, donchisciottesco, riflessivo/riflettente, infantile, fremente, generoso, meditativo, disturbato, bello, schifato.

Pensieri a caso, legati, slegati, ingabbiati, liberati.

Pensieri che nascono da attimi di vita di una donna sensibile che non si nasconde dietro un velo rosa cipria ma che, con schietto coraggio, butta il raggio del sole nell’angolo in ombra.

Ci vuole coraggio a esporsi così, su una piazza virtuale – prima – e tra le pagine d’inchiostro, poi. Ci vuole coraggio a buttarsi nero su bianco. Certi passaggi sono fin troppo politically correct, altri – mamma mia! – non lo sono per nulla. Mi viene da sorridere perché certe cose, certe battute su quel tale politico dalla bassa statura e dal sorriso di ceramica – che l’autrice chiama direttamente “nano” o su quella tizia – o su quell’altra ancora – magari nell’intimità delle quattro mura domestiche a tutti scappano… ecco, dirlo pubblicamente all’interno di un diario pubblicato, richiede però una certa porzione di fegato in più! Prima ho citato angoli in ombra… anche in questo caso l’Autrice ha avuto fegato facendo outing di episodi, non proprio idialliaci, che l’hanno vista fautrice – o parte lesa – durante una fanciullezza non proprio all’acqua di rose.

Una cosa è certa: in questo libro maschere o edulcorazioni non ce ne sono. Evaporata, sul piatto della bilancia, ci ha messo il cuore, in spot, in post, in pillole… anche di Prozac.

Essere ipersensibili è un gran casino, ne so qualche cosa.

(…) Quindi sputo i giorni come fossero noccioli di ciliegia, sperando che quello successivo porti sollievo a questa mia esistenza forzata. Non so quanti noccioli dovrò sputare ancora, e non so nemmeno se basteranno per arrivare a un’ipotetica meta.

Per fortuna le ciliegie mi piacciono.

Sentire il bisogno di metabolizzare “il percepito” attraverso la scrittura è terapeutico e, spesso, consigliato in psicologia.

I sassi – o i noccioli – tenuti dentro, diventano montagne e non mi sembra il caso, in questo contesto, di divagare troppo scrivendo di epigenetica.

Comunque i temi sono svariati come svariata è la loro intensità. Ci sono passaggi che toccano davvero le corde del cuore! C’è emozione, passione, sconforto… molto, molto sconforto. Sconforto per un mondo che, troppo spesso, non va come dovrebbe andare.

Un post, un messaggio, un commento, un click di lettura. Un cuore scrivente.

Ed ecco che diviene chiaro perché sentire il bisogno di raccogliere i testi pubblicati nel proprio diario: per ancorare le emozioni, attaccarle con una puntina alla parete di sughero per poterle guardare dritte in faccia!

Bisogna ridere di tutto“, diceva Voltaire, già… ma non sempre ci si riesce e quando non se ne ha la forza ci si sente come il Viandante sul mare di nebbia dipinto da Caspar David Friedrich (1818):

soli dinanzi a un mondo annebbiato, anche, dai troppi pensieri.

All’inizio del libro Evaporata ha scritto:

Parliamo, spieghiamo, diciamo quello che sentiamo senza vergogna senza ansia. Lasciamo battere il nostro cuore, lasciamolo parlare.
Non chiudiamoci in marmorei mutismi che si stratificano e diventano montagne di silenzio.

Ho voglia di amare e di essere amata senza angoscia né sgomento.

Voglio sentire parole d’amore.

La chiusa la faccio riportando parole non mie, le stesse con cui Stelio Vascotto ha chiuso la sua prefazione:

” (…) Ecco, finalmente considero esaurito il mio compito, quello di portare fuori strada il lettore. Ora sta a lui smarrirsi definitivamente in questo labirinto di storie, seguendo la traccia del filo di Evaporata che, contrariamente a quello di Arianna, non conduce all’uscita, una noiosa, prevedibile e banalissima uscita, bensì ci trattiene all’interno di questo enigmatico percorso dove “L’inevitabile non accade mai, l’inatteso sempre”. – Stelio Vascotto

8 risposte a "“Evaporata. Blog di una donna senza segreti” di Nadia Mogni"

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