“Scusate il disturbo” dubbi in corso di lettura.

Scusate il disturbo, romanzo contemporaneo, Patty Yumi Cottrell, mi piace o non mi piace?, Una parola tira l'altra

Solitamente quando scrivo dei libri che leggo, i toni dentro cui intingo il pennino sono positivi e, più di qualche volta, entusiastici. Ma credetemi se vi scrivo che MAI il pennino è figlio di uno scambio amicale. Le mie recensioni non sono sempre profumate di peonie e dolcetti al miele… chi sono, un Unicorno che legge solamente libri di Unicorlandia? la verità è molto più semplice: non amo scrivere recensioni negative perché ho molto rispetto per il lavoro altrui e quindi, se di un libro salvo poco o nulla, non ne scrivo. Ecco perché, quando “mi leggete”, pare che del borotalco scenda lieve sulle parole nere. Inoltre, siccome non sono più una adolescente, diciamo che conosco “i miei gusti” e quando cado, cado sempre con eleganza 😉

Peeeerò… se non sto leggendo un libro scritto da una esordiente o da chi mi ha fatto richiesta per una recensione (in qual caso, ripeto, se non mi piace non ne scrivo o ne scrivo evidenziandone gli aspetti che mi son piaciuti), dicevo, se il libro è “famoso” e di quattro mie righe di dubbio – in attuale “forse”, peraltro – l’autore non se ne fa una pippa perché nemmeno inciampa sul granellino di sabbia che sta su un altro granellino di sabbia che sta su un altro gran – ok, avete capito! – allora ne scrivo… sì, perché questo loft è il mio angolino sconosciuto e i pareri (con voi) in intreccio mi piacciono da matti!

Quindi:

“Scusate il disturbo” di Patty Yumi Cottrell

Mi sento un po’ stranita, a dire la verità. Nonostante qualche cosa mi attragga molto (le persone problematiche hanno sempre questo effetto su di me) e il ritmo sia buono, a farmi arricciare il naso è la punteggiatura usata in modo non classico. I discorsi non sono definiti né dentro caporali né dentro virgolette (cosa che sarebbe scorretta ma, almeno, sarebbe consolante e lenitiva); le virgole seguono un percorso talmente personale da smarrirsi rendendosi “non pervenute“. La genialità di uno scrittore si vede anche quando scardina le regole, è vero, eppure in questo caso ancora non sono riuscita a mettere questi aspetti – voluti – in secondo piano. Ma non sono nemmeno a metà libro e la trama mi piace, quindi si va avanti sperando in un coinvolgimento totale, capace di ribaltarne il pensiero finale. Anche stanotte, leggendo, mi sentivo infastidita da un contrasto di opinione personale… possibile? Possibile, mi chiedevo, ci siano tratti bellissimi e altri che cancellerei con un evidenziatore nero? Nelle pagine che ho letto stanotte, per esempio, la punteggiatura era usata in modo perfetto – i caporali no, quelli erano ancora altrove a far festa! – mi sono ritrovata a sottolineare la bellezza – o la potenza – di un paio di frasi; la trama è forte, l’argomento focale difficile – il fratello della protagonista si è ritirato dalla vita volontariamente – insomma… questo libro mi sta spiazzando perché non riesco a smettere di leggerlo anche se molte cose mi infastidiscono. Talvolta è poetico, talvolta è scurrile a “livello spazzatura”. le formule volgarotte mi piacciono solamente se usate con maestria atta a collocare un determinato personaggio in un determinato contesto. La protagonista è sboccata nei pensieri? Ok, per ora questo è un aspetto che non mi piace perché stona con altri aspetti del romanzo… però può essere figlio di una scelta oculata volta al farmi capire quanto questa ragazza sia problematica! Il parlare spesso di “cacca e culo” per esempio, mi stona con un romanzo che della “ricerca motivazionale al suicidio di un fratello adottivo” dovrebbe aver fatto fulcro. Devo pensare alla psicanalisi fruediana mentre leggo il quotidiano di Helen? Ci sta, in effetti la figura genitoriale, i blocchi emotivi, la non accettazione, la fase anale freudiana, bla bla bla…

Ok, chiudo l’articolo e vado avanti a leggere il libro… ché adesso che sto scrivendo di psicanalisi mi sto pure convincendo che il libro mi piacerà di sicuro!
Foto di cottonbro da Pexels

I libri mica possono piacere tutti sempre e subito! Ci sono quelli che partono con il botto e poi si arenano, quelli che partono come una lambretta e terminano come una Kawasaki Ninja e quelli, ahimè, che partono come un motorino con due gocce di benzina nel serbatoio e a metà salita sbuffano e ti lasciano a piedi.

Capirò – ho capito – alla fine che motore ha, per me, questo libro!

3 risposte a "“Scusate il disturbo” dubbi in corso di lettura."

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