Giocando con Monet, durante “La Colazione”.

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Possiamo ammirare questo Selfie di famiglia, grazie all’abilità di quel gran pittore che era Claude Monet.

In casa mia, adesso, filtra dalla finestra questa stessa luce autunnale, quella che si si posa tiepida, sfumando anziché accecare. Una luce in risveglio, quella mattutina.

Per gran parte del 1868, Claude, Camille e il piccolo Jean viaggiarono lungo le coste della Normandia e proprio durante questo viaggio venne dipinto questo quadro. Niente Colazioni sull’erba, stavolta! Niente en plain air… bensì attimo, frammento, d’interno domestico e luce di raggi filtrati da tende d’organza.

Amo leggere, amo scrivere e amo, oramai lo avrete capito, ammirare l’arte su tela. Bhè, dopotutto guardare un bel quadro è come leggervi parole non scritte, soggetti suggeriti, luci e ombre a far da trama, assieme alle espressioni, alle fisicità e ai dettagli.

Un quadro si dipinge.

Un quadro si legge.

Un quadro si scrive.

Guardo !La colazione” di Monet e l’occhio scivola sotto alla sedia di vimini non ancora sformato. Vi è, lì a terra, un bambolotto dalle gote troppo truccate, senza arti, triste e abbandonato come un clown.

Lady dagli abiti fruscianti, veletta a pois, raffinatissima, morbidi guanti tono su tono col vestito, se ne sta appoggiata alla finestra. Forse ruba ancora qualche minuto al sonno, oppure chiude gli occhi in disaccordo con ciò che ha di fronte.

Ehi tu, ragazzina lì dietro? La pagnotta l’hai già messa sul tavolo e anche l’uovo, il vino rosso e l’acqua vicini – santo e diavolo – l’uva per la prosperità e il tovagliolo ben presentato. Ma che fai? Vuoi entrare dentro la credenza? Stai cercando, a tastoni, qualche cosa… oppure cerchi di infilartici perché si sta per scatenare un inferno in stanza?

Il piccolo Jean forse non vuol mangiare, forse sta facendo i capricci. Guarda che sguardo gli ha dipinto Claude… la dice lunga! Chi gli sta in fronte sembra spossato e un pizzico stizzito. Lo sguardo di lei non è fermo, in un attimo di secondo, dipinto col pennello!

Ecco perché amo guardare i guardare: 😀 perché amo leggere, amo scrivere e amo immaginare!

Al prossimo quadro, al prossimo libro, alle prossime parole, insomma, che si tiran le une con l’altre,

Lisa.

3 risposte a "Giocando con Monet, durante “La Colazione”."

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