Diario di lettura: 2021

Altro anno, altro diario di letture e recensioni in partenza! Ma stavolta ho deciso: in questa stanza del mio loft, stavolta, vigerà l’informalità, potrete entrare rimettendovi gli anfibi che avevate tolto entrando – li ritoglierete poi 😉 uscendo), potrete sedervi per terra bevendo una birra direttamente dalla bottiglia, tenervi le cuffiette per ascoltare musica leggendo… insomma, fate quello che volete. Io ve lo dico: qui scriverò pochissime parole per libro, rimandandovi alla recensione ufficiale – nel caso ce ne fosse – e mi preoccuperò un po’ meno della formalità e della cortesia. Puro pane al pane e vino al vino, ché poi In medio stat virtus ma se In vino veritas l’acqua è una bugiarda? Va beh, questo con il mio diario centra come il cioccolato col branzino.

01: “La vespa che fece il lavaggio del cervello al bruco: Le più bizzarre soluzioni evolutive ai problemi della vita” – di Matt Simon

"La vespa che fece il lavaggio del cervello al bruci" - Matt Simon saggistica

Sono a metà e credetemi se vi scrivo che non si tratta né di un saggio complicato da leggere né di un libricino easy, all’acqua di rose e amore in nuvole incipriate! Amore c’è, giacché la specie deve sopravvivere in qualche modo qualche cosa s’ha da fare insomma, ma diciamo che le soluzioni talvolta trovate, beh, lasciano più che basiti e ringrazio il cielo di non essere nata cetriolo di mare! Decisamente particolare lo stile colloquiale con cui l’Autore mi parla di creature (esistenti) assurde e, spesso, schifose! Ho bisogno di intervallare questa lettura, però, con altro… altrimenti la notte mi vengono gli incubi (esagero eh!)

02: “La rivincita dell’ape regina” – di Diego Zappaterra

"La rivincita dell'ape regina" Diego Zappaterra, narrativa contemporanea

Una lettura veloce veloce; moderna, easy, amicale. Il libro è un self che ha visto la genesi durante il primo lockdown ma che nulla ha a che vedere con questo triste – e lungo – periodo. Molto carina la storia e ben caratterizzati i personaggi; i punti di vista si alternano e i protagonisti fanno parte, quasi tutti, di un unico alveare. Storia di amicizia, di famiglia, di fiducia, di primi amori adolescenziali, di abbandoni all’altare… ma anche storie di bullismo, di vendette da consumarsi, di rivincite e biscotti all’anice.

03: “Angelitos” – di Martina Dei Cas

"Angelitos" Martina Dei Cais  reportage

Un libro importante, patrocinato da Amnesty International Italia e dal Centro per la cooperazione internazionale di Trento. Una storia vera, difficile, scomoda, ingiusta, forte. Una storia che stringe il cuore a chi non vuol chiudere gli occhi. Con uno stile espositivo perfetto e un ritmo incalzante quando serve, l’Autrice porta il lettore lì, lì dove lei stessa è andata per raccogliere testimonianze e ridar voce a chi voce non ha più.

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04: “Cosmo più servizi: Divagazioni su artisti, diorami, cimiteri e vecchie zie rimaste signorine” – di Antonio Riccardi

"Cosmo più servizi" Antonio Riccardi, saggistica

Un saggio breve ma intenso, ricco di Storia e di storie… generate da antichi oggetti (libri in primis) di famiglia.
Uno stile espositivo colto, a tratti ironico, erudito ma fluido e molto scorrevole.
Un saggio pregno di cultura, di arte, di letteratura orale e scritta.
Leggendo si viaggia, attraverso il tempo e l’arte figurata.
Realtà e rappresentazione.
Antropologie antiche e gallerie moderne. “In fondo, chi ama i libri cerca sempre di accendere il fuoco in una regione profonda e segreta della propria vita” Riccardi.

“Per alcuni i libri sono tutto, per altri semplicemente non ci sono. Ai primi i libri servono come l’aria perché sono strumenti per capire le cose della vita e le altre persone, le ragioni più luminose e le paure più nere delle loro esistenze. Per questi lettori ogni libro è una mappa e insieme un dizionario. Per tutti gli altri i libri sono soltanto oggetti inanimati. È difficile intenderci.” Riccardi.

👉 E voi avete oggetti che si tramandano di generazione in generazione, custodi di storia familiare?

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05: “Manuale di copywriting e scrittura per i social. Come scrivere per Facebook, Instagram e LinkedIn” – di Alfonso Cannavacciuolo 

"Manuale di copywriting e scrittura per i social" Alfonso Cannavacciuolo, manuale

Finalmente un manuale che mi è risultato interessante dall’inizio alla fine, senza stufarmi, raccontarmi “quella e sempre quella”, ribadirmi cose trite e ritrite… ché se mi metto a leggere libri come questi non è perché si è spezzato il ramo del pero facendomi cadere a terra e svegliandomi per via della botta o del bacio del ranocchio che passava lì vicino!

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06: “Cambiare l’acqua ai fiori” di Valérie Perrin

"Cambiare l'acqua ai fiori" Valerie Perrin, romanzo contemporaneo

Che si tratti di un super romanzo è evidente dalla marea di recensioni positive e quindi, io, ✒📓Cosa posso aggiungere? Beh… che prima di iniziare ero scivolata nello stereotipo della guardiana di cimitero dall’età avanzata (gonna al ginocchio, bigodini, ciabatte, harmony). Mi sbagliavo e scoprirlo è stato bello. E poi… poi adoro gli elenchi, se sono scritti con stile, ed è questo il caso 👏👏 trovo siano un mezzo potente per aumentare l’empatia con il lettore. Questo libro è fatto di storie. Storie di schiaffi in faccia, di resilienza, di abbandono, di lacrime e risate, di piscine di plastica, treni, moto e Panda rosse, di salinità marina, aliti sulla nuca, baci rubati o donati; storie di fede e agnosticismo, musiche in testa e libro sul comodino.
Storie di dolore e rinascita. Di cose belle e cose brutte. Storie di metamorfosi, di bachi in bozzolo, di ali da formare, proteggere e poi liberare. 👉Ché la verità, prima o poi, le ali le spiega!

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07: “Le necessità del bene” di Massimo Trifirò

"La necessità del bene" Massimo Trifirò, racconto storico

👉 “Se la Storia fosse stata insegnata sotto forma di racconti, forse non sarebbe stata mai dimenticata” Rudyard Kipling.

Leggere questo lungo racconto, equivale a zoomare, all’indietro, dentro la Storia. Ritrovandosi così lì, in quelle torrette, a quelle finestre, con quella tremenda vista su quella ignobile piazza. Prima, durante e dopo uno spargimento di sangue emblema d’ignoranza. Con uno stile espositivo fluido, un ritmo narrativo che mai s’inciampa e una generosità di dettagli che porta il lettore nella scena, le pagine scorrono infervorando gli animi, sbucciando le ginocchia, congiungendo mani a testa china. Ciò che non si capisce si teme. Ciò che si teme va represso. 👉 La decapitazione delle suore del monastero di Compiègne durante il periodo del Terrore della Rivoluzione Francese e il dialogo (bellissimo da leggere) tra la Priora e il Grande Inquisitore Fouquier-Tinville. Un esempio del fanatismo ideologico che ha imperversato e imperversa nel mondo, del Male che transita attraverso l’ambiguo esercizio (arbitrario, ahimè) del Bene. 👉 Cit: “In quel momento la marea umana si sgravò la coscienza e, inneggiando fanaticamente ai trionfi della nuova Repubblica, dei rinnovati tempi, delle magnifiche sorti e progressive della Dea Ragione illuminista, si precipitò verso il palco per celebrare invece un antico rito superstizioso e oscurantista, immergendo i propri fazzoletti nel sangue dell’assassinato, per conservarli poi come una preziosa reliquia taumaturgica. La supposta facoltà di guarire che risaliva ai re merovingi.”

08: “Gli ansiosi si addormentano contando le apocalissi zombie” di Alec Bogdanovic

"Gli ansiosi si addormentano contando le apocalissi zombie" Alec Bogdanovic libro contemporaneo

Mi viene l’ansia, conto fino a 10 e inizio.
Per buona parte iniziale, ho letto col sorriso in faccia: Bruf e Gnarf sono una “genialata” riuscitissima!
Bella l’empatia ansiogena che si stava creando, originale la struttura (ma questa è rimasta originale sino alla fine!), interessanti i vari sbalzi che si disallineavano dai vari piani. Cosa mi ha disturbato? Il lessico eccessivamente “di strada”, tanto troppo di molto! Mi resta il dubbio – che però penso sia certezza – che l’autore abbia fatto una determinata scelta stilistica di proposito, consapevole di dare uno schiaffo in faccia a chi nei libri cerca il perbenismo, l’eticamente corretto e l’eleganza terminologica. Mi è capitato di leggere libri d’esordio scritti male, questo non lo è per niente. È lo stile scelto che va “tanto oltre le righe” e, proprio per questo, penso che l’effetto sia quello voluto dall’autore. Se volete mettere alla prova la vostra etica tolleranza, questo libro non ve lo dovete perdere… perché vi disturberà, statene certi!

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09: “Le piante sono brutte bestie” di Renato Bruni

"Le piante son brutte bestie" Renato Bruni, saggistica

🌿Quando un saggio di divulgazione scientifica riesce a insegnarti, con leggerezza, termini nuovi che speri tanto possano ancorarsi nel tuo dizionario personale per farti fare bella figura quando sei in mezzo a qualche convivio “di quelli giusti”. 🌱Quando la passione di chi scrive trapela da ogni capitolo e ti aggancia come le gomene radicali dell’edera sui muretti (beh, però, al di là del suo potere manipolatore… quanto bella è l’edera quando si tinge di rosso😍?) 🌵Quando (da infallibile anosmatica dalla nascita 😅) leggere certi capitoli risulta esperienziale, facendomi “vedere” ciò che il “naso” non può 🤷‍♀️. 🌱Quando entri nei giardini di Linneo con la stessa ammirazione di quando entri in fiori Temporary Shop… 🌾🌵🌱Quando “tuttoquestoemoltoaltro“, la lettura non puoi che straconsigliarla! 🔝

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10: “Dormi stanotte sul mio cuore” di Enrico Galiano

"Dormi stanotte sul mio cuore" libro di Enrico Galiano, Recensione

📚Da questa lettura si emerge con un “wow”! 🔝
📚”Dormi stanotte sul mio cuore” di Enrico Galiano, @garzantilibri 2020.
Tutti vorrebbero aver avuto l’autore come insegnante… io, visto che ha la mia età, mi accontenterei di averlo come amico e, per insegnante, nominerei “LA MARGHERITA” del romanzo, un personaggio 🔝caratterizzato talmente bene da farmelo credere Vivo! L’ho adorata, come tutti i lettori che l’hanno conosciuta, del resto 🤷‍♀️.

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11: “Shinsetsu. Il potere della gentilezza. Per migliorare te stesso e il rapporto con gli altri ” di Clóvis De Barros

"Shinsetsu. Il potere della gentilezza. Per migliorare te stesso e il rapporto con gli altri" di Clóvis De Barros. Recensione libro

Ma tu, la signorina Shinsetsu la conosci? Ti dirò, io e la Miss siamo in confidenza da sempre… anzi, delle volte vorrei pure non mi stesse sempre appiccicata addosso e mi lasciasse far amicizia con Mr. Sano Egoismo! Magari così quell’acida della signora Gastrite se ne andrebbe in ferie con Mr. Minias et familia 😅😂 Io scherzo ma una delle cose che più ho trovato originali in questo libro sono le impersonificazioni che l’Autore connota a Shinsetsu, a Morale, a Etica, a Mr. Fun o a Mrs. Utility senza tralasciare Crono, Urano o Gaia e senza riportare tutte le citazioni anedottiche generosamente incontrate durante questa lettura. ⭐Amato mio Socrate, sempre sorrido quando incontro il tuo nome. 📖 👉 Non lasciatevi ingannare dal sottotitolo… NON si tratta di un manualino self-help ma di un viaggio, in aereo, durante il quale chi ti sta seduto davanti si gira per chiederti se reclinando il sedile ti arrecherebbe disturbo. leggere questo libro significa fare un’immersione dentro una piscina di acqua calda al punto giusto!
Una lettura a tratti ilare, sempre scorrevole, interessante, fluida e benefica.
Beh, sì, una lettura gentile attraverso la quale l’Autore mi ha shinsetsemente accarezzato l’animo. Accidenti, facciamola girare questa Signorina Gentilezza, che diventi “scontata” ovunque e non solo in Oriente!

P.s: attenti, se leggerete il libro, assieme a Mida, allo sciamano, a Kant, a Platone, a Urano, a Rilke o a Eutifrone (e non li cito tutti) verrà a farvi visita anche il bel Rosseau, of course, parlerà dell’amour de soi 😉

12: Balkan Circus – di Angelo Floramo

Balkan Circus - libro di Angelo Floramo, Bottega Errante editore. Diario di lettura 2021

Dunque, ho deciso di partire così: adoro ascoltare Angelo Floramo parlare e, ogni volta, il suo ritmo narrativo mi affascina – capita sempre a tutti coloro che lo ascoltano, non esagero! – la sua voce ha un colore gentile, profondo, educato e rispettoso e ciò rende il suono artistico; una voce che è Espressione senza ombra e non solo quando si ritrova seduto al centro di un palco con un microfono timidamente tenuto in mano, no, la sua timbrica risulta ipnotica, delicata eppure potente al contempo, anche mentre si trova in situazioni di convivio. Trovo che questo suo modo di dare vita alle parole, facendole scivolare l’una vicino all’altra, senza vestirle di pomposità eppure rendendole radici di querce secolari, ecco, io questo penso sia uno dei veri indicatori di saggezza senza tempo. Continua a leggere qui:👉recensione completa con TEDxTalk e video intervista 😉 Se lo avessi letto sul Kindle, avrei sottolineato un terzo del #libro… ma, stavolta, le pagine sono della Biblioteca!

13: “Il cammino delle trentuno pietre”- di Luigi Giudice

"Il cammino delle trentuno pietre" di Luigi Giudice. Silloge poetica. Recensione veloce

Un cammino verso che luogo? Qual è la meta? Dinanzi, verso l’orizzonte? Oppure all’inverso, senza movimento articolare, dritto al centro del proprio universo… quello nascosto allo sguardo d’altri? * Scorrono le pagine, scivola davanti agli occhi uno stile espressivo, modernismo diretto e pulito, ricco, prodigo di stimoli sensoriali lasciati “correre” liberi, senza redini, calpestando pietre simbolo di resistente eternità, di materializzazione del “sentire”, di tangibilità, di sostegno per case, “quelle nell’anima”, da costruirci sopra. Pietre come fondamenta. Spesso, i libri moderni di poesia, prediligono uno stile ermetico, spopolano i componimenti Haiku (poesie nate in Giappone nel 1700, tre versi 5/7/5) ché spesso mi vien da dire: lasciamo fare le cose a chi le sa fare😉 e chi mi ha capito, mi ha capito!). Poi tra le mani ti capitano sillogi come questa, composte da poesie che, seppur non strabordando, non peccano di scremature eccessive. Tutto è percepibile, permettendo al lettore di ASSISTERE al DIVENIRE dell’autore. Poesie non pudiche, non profumate con miele e borotalco, non petali di ciliegio al chiaror di luna.

👉Per esempio, aprendo il libro a caso: 👇

“(…) Giallo come olio, lacrime d’oro.
Rosso come sangue, sputato su pietra.
Verde come le foglie, architrave d’ombra.
Nero come le mani sporche, santini senza chiese.
Viola come la tua danza, violenza di riti antichi.
Bianca come il tuo ventre, nido del mondo.
Tu sei come la mia terra / che è calda e fresca, / come te dura e fragile / bella e glaciale.
(…)”

14: “Il cangiante mondo di Elia” – di Marta Bolognesi

"Il cangiante mondo di Elia" Marta Bolognesi, favola
Review Party, in collaborazione con NeptUranus Editore.

Vi sentite troppo grandi per fare un viaggio planetario? ⭐ 📚”Il cangiante mondo di Elia” è la fiaba scritta da Marta Bolognesi, magnificamente illustrata da Valentina Livi, freschissima d’uscita con nepturanus_editore.
Il mio blog, camminando al fianco d’altri, ha partecipato al  reviewparty organizzato dalla casa editrice. Un pezzo, tratto dal libro, però, voglio riportarlo pure qui! Prima dovete sapere che il coraggioso Elia si ritrova a esprimere un desiderio proprio mentre una stella cadente passa dalle sue parti… e poi, poi viaggia di pianeta in pianeta, tra mitologia, astrologia, filosofia e archetipi da usare come ancore. Sentite, per esempio, cosa gli ha detto Pianeta: ☀️:

《Tu sei un punto unico nello spazio!》 Con queste parole Sole riportò Elia a contatto con quella realtà. 《Sei speciale, come te non c’è nessun altro al mondo! E contemporaneamente sei anche tutto l’universo! L’ hai sentito?È attraverso di te che tutto l’universo si esprime. Capire ciò che piace a te, e a te solo, permette all’ anima del mondo di pulsare.》

Una cosa è certa: io farò leggere questo libro ai miei nipoti!

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16: “Scusate la polvere. Cimiteri, sospiri e piccoli miracoli.” – di Paolo Patui

"Scusate la polvere" di Paolo Patui. Recensione

Non ho letto questo romanzo perché mossa da Tanphophilia o da Tombstone Tourism (assurdo, scopro ora che, durante la pandemia, c’è stato un boom di questo turismo motivato da passeggiate senza rischio assembramento… !) * Ho letto questo libro perché Paolo Patui è una firma importante del territorio friulano e non solo; perché è una persona colta; perché i libri della Bottega Errante sono sempre una garanzia e ultimo ma non ultimo motivo: perché senza subirne – né volerne, del resto – dipendenza, senza animo gotico (seppur amandone lo stile calligrafico) sono affascinata, da sempre, dalla Vita che pregna i luoghi in cui – volendo scriverla “alla greca” – si va per riposare. 📚 Si tratta di una lettura molto soffice, delicata come bianca piuma che si lascia trasportare, leggera, in un luogo confinato eppur senza confini. Spazio infinito, a partire dal centro. I cimiteri sono luoghi abitati da storie che hanno fatto la Storia. Storie che la Storia l’hanno attraversata abbassando la testa o facendo la voce grossa.
In questo romanzo la narrazione, i fatti, i ricordi, la pioggia, i fruscii, le certezze e i pregiudizi, le paure e le sicurezze, la luce del sole, l’umidità del bosco o l’inchiostro della notte… tutto, tutto è delicato e al contempo incidente. Con uno stile narrativo che aggancia empaticamente il lettore, Paolo Patui offre attraverso queste pagine, al lettore, viaggi di memorie, d’arte, di architettura, di Storia, di letteratura e filosofia.

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17: “Il fiume a bordo” – di Angelo Floramo, Mauro Daltin, Alessandro Venier

"Il fiume a bordo" Angelo Floramo, Mauro Daltin, Alessandro Venier Bottega Errante Editore, diario di lettura

Sono scesa dal Balkan Caravan, come lo ha battezzato Angelo Floramo (eterno spirito errante); mi sono sgranchita le gambe, ché io certe irte scalette di ferro arrugginito, appoggiate in segno di sfida (o diffida?) alla parete rocciosa, mica le ho salite! Ho preso una buona boccata d’ossigeno – ché su Molly, la furgoncina mia contemporanea, mica si respirava più di tanto… ma dico io: proprio nei giorni più caldi degli ultimi anni dovevano fare questo viaggio, questi? Che poi “Questi” son mica tre che passavano di lì per caso! Sapevo che “ne sapevano” e per questo mi sono nascosta su “Furgoncina acciaccata” e ho fatto questo viaggio con loro, ascoltandoli parlare, preoccuparsi, sbuffare, cantare, cercare, russare, palleggiare con le parole… ecco… proprio così: palleggiare con parole, storia, storie, immagini, sensi, percezioni, tangibilità, fluire, defluire, risalire, scendere, inciampare, nascondersi, perdersi. Trovarsi. Ritrovarsi.

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18: “Tre vedove (quasi) inconsolabili” – di Paolo Mosanghini

"Tre vedove inconsolabili" Paolo Mosanghini, diario di lettura

L’autore di questo libricino è il giornalista e vicedirettore del Messaggero Veneto, Paolo Mosanghini. Probabilmente mi sono un tantino fatta ingannare dal forte potere comunicativo della illustrazione di copertina, oppure dalle evidenti competenze dell’Autore… o dal titolo che mi prometteva una lettura spensierata e piena di risate suggerite… boh… non lo so cosa, però, poi non mi abbia convinta del tutto! Il libro, ovviamente, è scritto bene, fluido e scorrevole… ma i vari capitolini sono, per i miei gusti, troppo ini, quasi frettolosi. Sì, simpatici ma niente di entusiasmante. Poi sono arrivata alla seconda parte del libro, quello in cui c’erano dati, statistiche e approfondimenti socio-culturali sul lavoro domestico, sulle badate e sulle badanti, sulla specificità di un argomento che ingloba molte più persone di quel che si creda. Ed ecco che ho iniziato a capire il senso di questo libro il quale, probabilmente, non voleva catturarmi nella trama in sé bensì sensibilizzare il lettore su una tematica importante, stimolandone la riflessione.

19: “A cercar nidi. Storie di “minori discoli” 1914-1920. Tutti i documenti contenuti nel volume, sono le Carte dell’Archivio di Udine” – a cura di Marcella Zampieri

"A cercar nidi. Storie di minori discoli 1914-1920 dalle Carte dell'Archivio di Stato di Udine, raccolta di testimonianze storiche

Amo le storie raccontate attorno ai focolari; amo la letteratura orale che si pregna di giorni andati, di aneddoti, di singolarità individuale che, unendosi, forma “la collettiva”. Questo libro, ovviamente, non è “letteratura orale” ma è Storia narrata attraverso storie documentate in modo certosino. Storie, spesso, degli ultimi… che mai son diventati primi.
Storie di “minori discoli” 1914-1920. Tutti i documenti contenuti nel volume, sono le Carte dell’Archivio di Udine. Il passato riscoperto direttamente attingendo alle fonti; dai faldoni sono emerse moltissime storie – lettere scritte direttamente dai protagonisti, spesso – di cui 27 sono di “minori discoli”. Bambini o poco più che adolescenti vissuti durante il misero periodo della Grande guerra; bambini destinati spesso alle Case di correzione (anelate dai familiari come auspicata possibilità di futuro). Un libro istruttivo, delicato, duro, tremendo, dettagliato, meraviglioso! Il passato messo su carta affinché la memoria storica non si perda dietro troppi inceder d’anni.
Ché le storie di cui è composta la Storia di un popolo, non devono conoscere gomma…

478 pagine, circa, che si leggono con il cuore in mano!

20: “La donna degli alberi” di Lorenzo Marone

"La donna degli alberi" di Lorenzo Marone, narrativa contemporanea

“A chi ha il fiato corto, ai calpestati, alle loro piccole o grandi ribellioni.” A loro Lorenzo Marone dedica il #romanzo “La donna degli alberi” Narratori Feltrinelli editore. 📚 I sentori che avevo avuto, sin dalla dedica iniziale, si sono rivelati essere corretti. Con uno stile narrativo delicato ed elegante, Marone mi ha presentato una Donna di cui non ho, in seguito, conosciuto né nome né il passato da cui stava fuggendo. Non è, forse, importante il Cosa ma il Come😉. Lei, fuggendo è ritornata, come attratta da un magnete ancestrale, nella baita montana in cui ha trascorso bellissimi, lontani, giorni d’infanzia. 👉… e la montagna l’ha accolta, come una madre che abbraccia una figlia che fa ritorno al fogolare domestico. L’ha accolta, abbracciata, sfidata, rimessa in ventre, rigenerata. 📚 Lorenzo Marone, grazie a minuziose, attente e sensibili descrizioni ambientali – e non solo – mi ha narrato un percorso di Donna, rendendomi partecipe delle foglie che scricchiolano sotto la pelle, nuda, di altre fragilità d’uomo.

Si fugge o si ritorna? La risposta non è scontata 😉

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21: “Evoluzione culturale” di Luigi Luca Cavalli-Sforza

A me, questa benedetta – e da molti criticata – “interdisciplinarità” affascina un sacco, che ci posso fare 🤷‍♀️?
📖 “Evoluzione culturale”, con un #saggio conclusivo di Telmo Pievani, scritto da uno dei maggiori nomi della Scienza del Novecento, Luigi Luca Cavalli-Sforza, è uno di quei libri in cui il numero delle pagine poco conta!
136 sono infatti le pagine ma di “carne” sul fuoco ce n’è parecchia.
A partire da un titolo, composto da due parole, Evoluzione Culturale, si toccano sfere, specie, riflessioni, formule algebriche (e qui, ahimè, mi si eclissavano le sinapsi 😅 ma mi sono fidata ciecamente dell’Autore e ho seguito comunque il filo del discorso 😏), con un approccio, appunto, interdisciplinare, Cavalli-Sforza ma anche Pievani, parlano di derivazioni genetiche, culturali, linguistiche. Sì, linguistiche, perché mica dobbiamo ancora chiederci se l’origine del linguaggio sia un problema linguistico!
Ci si evolve… o no?
È vero che, citando la logica aristotelica, inseguire la verità è come inseguire uno stormo di uccelli… ma la scienza, la genetica, la filosofia, l’antropologia, le ricerche tutte, intrecciate, aiutano di molto a non perdere di vista i volatili cari ad Aristotele!

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22: “L’effetto Lucifero. Cattivi si diventa?” – di Philip Zimbardo

Probabilmente questa immagine non sarà in mood con i colori pastello della Pasqua imminente… ma, non me ne vogliano lassù, questo è il saggio che ho terminato di leggere ieri 🤷‍♀️
L’ulivo benedetto pare sorridermi, paziente. Ci sono eventi, accadimenti, turbinii che spaventano. Situazioni, dolori, manipolazioni, notiziari, violenze. Il Male. Il Male fa paura, specialmente quello perpetuato per mano umana. Specialmente quando pare lontanissimo dal proprio quotidiano.
👉 Quando una cosa fa paura va studiata, analizzata, eviscerata, rivolta, guardata da prospettive diverse. Sì, perché è ovvio che il male resti tale per chi ha capacità analitica; questo saggio certo non giustifica, non ribalta gli assunti etici o quelli civilmente scorretti bensì accende un faro sulle zone d’ombra dell’animo umano portando chi legge a riflettere su diversi punti focali della  psicologia sociale. Porta a riflettere sulle mele marce e sui cesti che le contengono… sugli incroci, a volte estremamente fragili, del vimini intrecciato. 📚”L’effetto Lucifero. Cattivi si diventa?” Philip Zimbardo (psicologo statunitense noto per l’esperimento carcerario di Stanford,  esperimento a lungo analizzato in questo interessantissimo  saggio di 710 pagine)  E, anche per stavolta, questa casa editrice si riconferma 🔝🔝🔝

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23: “Perché il bambino cuoce nella polenta” – di Aglaja Veteranyi

“Mi immagino il cielo. È così grande che, per calmarmi, mi addormento subito. Quando mi sveglio, so che Dio è un po’ più piccolo del cielo. Altrimenti pregando ci addormenteremmo continuamente per la paura. Dio parla le lingue straniere? Capisce anche gli stranieri? O forse gli angeli stanno in piccole cabine di vetro e traducono?
E davvero esiste un circo in cielo?
Mamma dice di sì.
Papà ride, lui ha avuto brutte esperienze con Dio.
Se Dio fosse Dio, dice, scenderebbe giù e ci aiuterebbe. Ma perché dovrebbe scendere, se comunque noi più tardi saliamo da Lui?”

👉 Dicono sia una favola, questo piccolo libro. Io non lo credo. Le favole hanno sempre un lieto fine.
Senza fare spoiler, ché non è mia intenzione, scrivo che ci sono fragilità in divenire all’interno di una mondo sito in un mondo contenuto in un mondo altro.
Eppure siamo tutti umani, tutto locati sullo stesso pianeta.
Con uno stile narrativo molto coinvolgente, l’Autrice mi ha fatto respirare gli odori, gli accadimenti, le paure e le speranze del suo reale vissuto (in che quantità “reale” non lo so). Una vita di graffi sull’anima, di coraggio, di “fantasia bambina” per edulcorare una vita di radici aggrappate al vento.

Un libro dolce, a tratti onirico.
Un libro forte, sempre

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24: “Il mandala femminile” – di Tsultrim Allione:

📚Tra le prime monache buddiste occidentali, Tsultrim Allione, ha rinunciato ai voti per crearsi una famiglia e avere dei figli. In queste pagine ho letto parte del suo percorso di vita, molto intenso e non privo di dolore. Proprio la perdita, in culla, di suo figlio l’ha ricondotta sul cammino buddhista – mai in realtà abbandonato – alla ricerca di un metodo – da lei poi congegnato – che potesse unire elementi diversi volti alla trasformazione del dolore e del trauma.
Tra queste  pagine ci sono attimi di vita lieve e greve, ci sono nuvole e sassi. Ci sono graffi e fiori di loto che sbocciano.
Ci sono  archetipi più resistenti delle tempeste e più profumati della primavera; inconscio collettivo e importanza della centratura.
Creare un  mandala, al di là dei potenti  simboli che può racchiudere in sé – e che, di alcuni, ampio respiro vi è nel  libro – è efficace proprio perché ristabilisce un  senso di ordine, trasmettendo al cervello uno schema regolato di pensiero che facilita il recupero psicologico. 🌟io AMO disegnarli, creandoli proprio a partire da un foglio bianco, un compasso e una penna punta fine! Mi piace la calma che esce come inchiostro dalla penna. Esce e penetra nell’animo, al contempo. E ascolto il  silenzio pieno di parole che non necessitano suono. 📚Tra queste pagine ci sono suggerimenti, meditazioni guidate, suoni, respiri. Uno, due, tre… fino a nove. Caratteristiche di “case” speciali, famiglie, unioni, intrecci e infiltrazioni. Intrecci di consapevole permeabilità con l’universo che ci circonda. Sbloccare e fluire. 👉 Questo? Questo è un libro di quelli che “fanno bene a prescindere”! 📚”Il mandala femminile. Come praticare la saggezza con le divinità del buddhismo tantrico”

25: “L’Orso” – di Claire Cameron

"L'Orso" di Claire Cameron

Leggere questo libro è stato come lasciarsi stritolare, lentamente, il cuore.
Sin dall’incipit il livello emotivo è palese, sin da subito, infatti, Claire Cameron ci porta DENTRO la scena.
… e che scena! 😥😟😭 La voce narrante è quella di una bambina normale… normale con le sue gelosie fraterne, la convinzione di credersi grande, il bisogno delle coccole dei genitori, la voglia di biscotti con le gocce di cioccolato… anche se, però, i biscotti vanno bene tutti, purché non siano quelli integrali! Non era che una bambina, prima. Uno zoom dentro la scena… quella SCENA, quella da cui scappare o in cui lasciarsi annegare.
Inghiottire la paura, farla diventare massa ringhiante dentro di sé. Temerla, fuggirla, accarezzarla, permetterle di toglierci la voce.
Metabolizzare.
No, forse dopo.
Ora ci salvo.
Istinto, gocce di pioggia, artigli di un diavolo ignoto, sangue, bacche, edera velenosa, ghiacciolo, cacca, acqua e fango, acqua e cacao.
Promesse, segreti, rigugi, ricordi, ancore.
Rossetto rosso, disegni, mano da stringere, fratellanza, nucleo, omino di sassi. 📚Questo #libro è tremendamente ben scritto! Staccarsi dalle pagine? Impossibile…

26: “Un’eredità per due”- di Scarlett Douglas Scott

"Un'eredità per due" libro di Scarlett Douglas Scott

Delle volte si legge per crearsi bolle di leggerezza, come intervalli di vita trasformati in pagine lievi. Quante se ne son dette sui romanzi rosa 🤔… troppe… quasi siamo a “livello bullismo” 😅.
Personalmente, lo ammetto, non è il genere che prediligo ma non senza una spiegazione: purtroppo se ne scrivono troppi e con troppa fretta, spesso hanno un lessico troppo moderno e una struttura che cammina su zeppe troppo alte – ci siamo capiti, no?
Come al solito, però, non si deve fare di tutta l’erba un fascio e i pregiudizi starebbero meglio nel baule della nonna.
👉Infatti👇
Questo ultimo #libro di Scarlett Douglas Scott @astro_edizioni è un romanzo molto piacevole da leggere, scritto in modo curato e attento!
L’autrice ci porta lontano, in una Norvegia ricca di passato, presente e futuro… specialmente per Veronika, la protagonista.
Ci sono legami forti, avviluppanti come edera su sbilenca parete; legami che dissolvono i limiti del tempo e – in modo impercettibile all’occhio umano – creano percorsi nuovi e nuovi “avvenire”.
Tradizioni, ricette tipiche, abiti tradizionali, porti, lettere, rivalutazioni, abbandoni, famiglia, ricchezza, baci urgenti, fughe, incendi, atmosfere magiche, nordiche.
Un gatto particolare, dal pelo fulvo, che… no, non vi posso scrivere mica tutto😅, posso scrivere che in questa storia ci metterà più di uno zampino😅
Insomma sì: questo romanzo rosa si legge in fretta, come una dolce tazza di tè, caldo e mistico al punto giusto.

27: “”Come analizzare le persone: Tecniche di psicologia comportamentale per leggere l’anima delle persone attraverso il linguaggio del corpo e capire cosa si nasconde dietro le parole di tutti i giorni” – di Eric Castellani.

"Come analizzare le persone" - di Eric Castellani

È che io, se trovo parole tipo “metafisica” “psicologia applicata” “psicologia comportamentale” “analisi olistiche” “epigenetica” e via scorrendo, mi trasformo in una delle decine di api che ogni giorno vengono a fare la spesa nel mio glicine 😅🤷‍♀️ A novembre dell’anno scorso ho preso questo ebook su amazon – ora è gratuito, probabilmente lo sarà stato anche allora😅 Di solito prediligo la saggistica un po’ meno “manuale self help”. Quindi non ho “scoperto” nessuna tecnica nuova, non ho aggiunto bacchette magiche al mio sacco, ahimè 😅 C’è da dire, però, che se vi attira l’argomento e non vi siete ancora approcciati a queste tematiche, allora sì, questo libro può risultare interessante. È di lettura veloce, fluido e comprensibile; a parte un breve spot introduttivo sulle aree cerebrali – richiamando in causa la parte rettiliana che è in noi 😅 – si addentra, poi, nei meandri delle varie posture capaci di lasciare indizi come pollicino le briciole di pane… solo che Pollicino sapeva quel che faceva, noi non sempre sappiamo cosa comunichiamo al prossimo. 👉 Lo consiglio? Sì, senza dubbio, a chi non sta cercando un saggio e non è già “addentro” a queste tematiche. 👉Ogni libro, comunque, insegna qualcosa, perché nessuno “nasce imparato”😆?
Non sapevo che nel Medioevo i barbieri chirurghi si distinguessero dai chirurghi veri anche attraverso la lunghezza dei loro cappotti! Un po’ come le maniche dei kimono giapponesi – ho pensato poi – la lunghezza era indicativa dello status sociale e ai barbieri era vietato indossare cappotti che superassero le ginocchia!
Lo sapevate? Io no.

28: “La pianta del mondo” – di Stefano Mancuso

"La pianta del mondo" di Stefano Mancuso

📚🌳Alberi, potere, politica, resilienza, amicizia, condivisione intellettuale, mercatini delle pulci, abeti rossi, alberi della libertà, longevità, villaggi sperduti, dendrocronologia, piazze, biblioteche, ricerche serie e semi-serie, competizione, interessi comuni, fluorescenza, cadute non da cavallo ma per colpa di scivolose bucce di banana… 🤔Sapete, a proposito di 🍌, perché questo frutto è stato convenzionato come “il più scivoloso”? E Roosevelt cosa potrà mai centrare con le banane??? Lo si scopre in queste pagine, in un capitolo che mi ha pure fatto fare qualche piccola risata. Mancuso è un botanico, accademico e  saggista italiano – con un team di ricercatori anche in  Giappone – e per motore ha una curiosità sempre fresca e verdeggiante. Sono molte, ovviamente, le cose che ho appreso leggendo queste sue pagine, tra cui anche una parola che mi era totalmente sconosciuta: Tribologia, ossia la scienza che studia l’attrito tra superfici tra loro interagenti. 📚🌳”La pianta del mondo” di Stefano Mancuso, pubblicato da @editorilaterza nel 2020 è uno di quei libri che amo definire “tondi” perché, senza spigoli, tra le pagine le parole si diramano – intrecciandosi come le radici o i rami delle piante – tra loro, di argomento in argomento, di emozione in emozione, di curiosità in curiosità.

29: “Manuale malincomico di soccorso alla quotidianità” – di Odette Copat

Manuale malincomico, Odette Copat

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30: “Sette riti di bellezzza giapponese” – di Elodie Joy Jaubert

"Sette Riti di bellezza giapponese" Elodie- Joy  Jaubert 
Libro bellezza trucchi giappone

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31: “La timidezza delle chiome”- di Pietro Maroè

La timidezza delle chiome, libro di Pietro Maroè

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32: “Il giardino dalle mille voci” di Ewald Arenz

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33: “”L’eredità delle dee” Katerina Tuckova

"L'eredità delle dee" Katerina Tuckova, diario di lettura, recensione veloce

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3435:: “Il cjant des Aganis – Il canto delle Aganis” di Claudio Aita

Il-cjant-des-aganis - Il-canto-delle-Aganis - libro-Claudio-Aita

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35: “La natura giapponese è un’altra cosa” – di Banana Yoshimoto

"La Natura giapponese è un'altra cosa" libro di Banana Yoshimoto

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36: “Il trucco c’è e si vede. Inganni e bugie sui cosmetici. E i consigli per difendersi” – di Beatrice Mautino

Beatrice Mautino - libro - divulgazione scientifica - Il trucco c'è e si vede

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37: “La scienza nascosta dei cosmetici. Cosa c’è dentro i prodotti che compriamo. Per un make-up consapevole” di Beatrice Mautino

"La scienza nascosta dei cosmetici" di Beatrice Mautino, libro di divulgazione scientifica, cosmetica, recensione

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38: “La guerra di Lia” di Silva Ganzitti

"La guerra di Lia" romanzo storico di Silva Ganzitti, recensione

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39 “Mastica e sputa” di Pino Roveredo

"Mastica e sputa" raccolta di racconti di Pino Roveredo, recensione libro, Trieste

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40: “L’atlante delle parole. Piccola guida per esploratori del linguaggio” di Diego Fontana

L'atlante delle parole. Piccola guida per esploratori del linguaggio - Diego Fontana - recensione - linguaggio - parole

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In lettura: “Il cibo della saggezza” di Franco Berrino, Marco Montagnani

In lettura: “I segreti della durata della vita” di Jonathan Silvertown

"I segreti ddella durata della vita" libro di Jonathan Silvertown, recensione

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