“Il trucco c’è e si vede” – di Beatrice Mautino

Il trucco c’è e si vede. Inganni e bugie sui cosmetici. E i consigli per difendersi” è un interessantissimo libro di divulgazione scientifica, scritto da Beatrice Mautino ed edito da Chiarelettere (18 gennaio 2018).

So di non essere professionale scrivendolo, ma: questo libro è “WOW”!

No: non si tratta di un libro di armocromia, di make-up, di ricette e ricettine più o meno eco-friendly… anzi! E no: non si tratta nemmeno di un libro che si rivolge solamente a un pubblico femminile… ché, per caso, radersi non è ANCHE faccenda da maschi? Mi è capitato di leggere un articolo in cui, calcoli alla mano – non ho visto i calcoli ma mi basta guardarmi attorno quando esco da casa, per non aver motivo di dubitarne – i maschi italici pare brillino nelle prime posizioni in Europa nella classifica dei frequentatori dei centri estetici e negli acquisti di prodotti per la cura del corpo. Lontani i tempi dell’omo ha da puzzà e dell “Omo di panzaomo di sostanza” è indubbio che vedo più sopracciglia ad ali di gabbiano sui volti maschili che su quelli femminili. Questa digressione iniziale l’ho fatta solo per chiarire perché questo libro non è un libro solo per “femmine”!

Chi è Beatrice Mautino? Laureata in Biotecnologie industriali, ha fatto ricerca nel campo delle Neuroscienze all’Università di Torino e oggi è divulgatrice e giornalista scientifica. È anche autrice con Dario Bressanini di “Contro natura” (Rizzoli) e curatrice di una rubrica di successo  su “Le Scienze”, “La ceretta di Occam”. Collabora con giornali e riviste e cura mostre ed eventi scientifici di rilievo internazionale.

Siamo sommersi da ogni tipo di informazione sui cosmetici. La televisione ci bombarda di pubblicità, le riviste reclamizzano le ultime novità in fatto di mascara e di miracolosi shampoo riparatori e, in particolar modo su internet, ci imbattiamo di continuo in articoli che ci mettono in allarme su prodotti e ingredienti che ci possono causare disturbi e malattie. Siamo frastornati. Di quello che ci spalmiamo addosso sappiamo solo ciò che il marketing vuole farci sapere, ovvero poco e, soprattutto, non sempre qualcosa che sia in grado di aiutarci a scegliere in maniera consapevole. La triste realtà è che un’informazione attendibile e critica sui cosmetici nel nostro paese praticamente non esiste. Beatrice Mautino, biotecnologa e divulgatrice scientifica, ha provato a ovviare a questa grave lacuna mettendosi dalla parte di chi entra in un negozio e vuole acquistare prodotti efficaci e non dannosi per migliorare il proprio aspetto e il proprio benessere, senza essere ingannato dalla pubblicità. Così fra le pagine di questo libro troverete molte risposte alle tante domande che ci facciamo ogni giorno sui prodotti contro le rughe e la cellulite, sulle creme solari, gli shampoo, le cerette e tanto altro. Non troverete pubblicità, ma solo i trucchi, quelli veri, per difendersi da truffe e false promesse

L’Autrice, nella prefazione, ha scritto i motivi che l’hanno spinta a scrivere questo libro, descrivendoci l’esatto momento in cui – parole sue – “mi sono sentita come Indiana Jones di fronte al Santo Graal. L’avevo trovato! Quel non sapone era lo stimolo e la chiave per scrivere questo libro e provare a raccontare quello che le etichette non dicono.”

Lo stile espositivo di Beatrice Mautino è coinvolgente, chiarissimo, mai astruso, mai pesante… è… è… sì: è fresco come un’acqua micellare alla menta!

Ops, ho detto “Acqua micellare”?

Da amante di prodotti e prodottini cosmetici, da – dichiarata ma consapevole – vittima del packaging – ché se mi metti pois fucsia su sfondo rosa cipria, io ovvio che i prodotti per capelli della Adorn, li prenda! – insomma, io solo di Acque micellari sul mobiletto del bagno ne ho attualmente quattro: quella della La Roche-Posey con acqua termale; quella della Naobay, natural & organic, detox, agua micelar iluminadora; quella della Garnier Bio al fiordaliso, lenitiva, di orzo biologico e, per finire, uno dei miei must da anni: l’acqua distillata alle Rose della Roberts, anche se questa nell’etichetta, per la verità, non “si chiama” acqua micellare ma tonico rinfrescante.

Flaconi di acque di qua, flaconi di acqua di là… ma prima di leggere questo libro mica lo sapevo che di acqua mica si tratta!

Sono moltissime le informazioni che ho letto in questo libro e molte mi hanno lasciata proprio di stucco! Tutti i focus vengono via via messi al centro del palco, con il fascio di luce puntato addosso; si potrebbe dire che i vari prodotti qui vengono denudati dalla loro etichetta, privati dai claim che, come variopinti foulard, svolazzano loro attorno.

Il verbo “Contestualizzare” a me è sempre piaciuto un sacco e in questo libro è ciò che accade dall’inizio alla fine!

L’ho sempre sostenuto e, in questo, Beatrice Mautino non è per me che una conferma: la gente che ne sa davvero, non ha bisogno di scientifichese e pomposità per agganciare l’attenzione. La “gente che ne sa davvero” non ti tiene lectio magistralis parlando in modo assolutistico e tonante, con il dito puntato a mo’ di Puffo quattrocchi e la saccenteria che pregna l’aria incutendo soggezione e senso di inferiorità. Quella gente lì, quella che ne sa davvero – e ridondo di proposito – insegna narrando e ti ritrovi a seguirne le lezioni o a leggerne gli articoli con passione e interesse perché sa far sembrare tutto facile, limpido, comprensibile. Con la stessa facilità – quasi! – di quattro chiacchiere davanti a un cappuccino, ho letto di nanoparticelle, di parabeni, di meccanismi molecolari, di dati statistici, analisi di mercato, di salute, di pseudoscienze, di ricerche mediche interessantissime (una fra tutte quella che vede i deodoranti incidenti nel tumore al seno). Dei semi di pompelmo già avevo letto molto in precedenza e ritrovarmeli lì, protagonisti di un capitolo, mi ha fatta sorridere, come pure sorridere mi ha fatto leggere che il chimico botanico di fiducia della Mautino sia Renato Bruni, altro divulgatore scientifico che apprezzo moltissimo e di cui ho letto “La piante son brutte bestie” (trovate la recensione qui) ho sorriso perché la simpatia è la stessa, con la battuta dietro l’angolo a smorzare con oculatezza argomenti che potrebbero sembrare chimicamente ostici. Stessa grande competenza evidente e stessa leggiadria nel divulgarla.

Ho letto di grandi prodotti di marketing, di verità e inganni, di prezzi, di scivoloni senza sapone di Marsiglia e cellulite nascosta sotto strati di cellophane e caffè profumato; del latte del fico selvatico (che in giardino mio marito ha estirpato perché si ustionava ogni volta che tagliava l’erba sotto il sole cocente) e di abbronzatura; di spingitori e fibroblasti, di rughe inevitabili e di altre evitabili, ho scoperto che la ceretta non contiene cera, ho capito cosa c’entra il caramello con la depilazione, ho letto di leggende metropolitane nate di bocca in bocca, di social in social, di claim in claim! Ho messo la punta del naso dentro Sci Hub, la più grande biblioteca scientifica virtuale e ho “visto” coloranti talmente ubiquitari da arrivare ad accumularsi nelle nostre cellule con troppa facilità.

Ma ho incontrato anche grandi nomi, Mildred Trotter per esempio, una grandissima donna, ricercatrice tra le più grandi antropologhe forensi che la storia abbia conosciuto.

Nata nel 1899, Mildred, detta Trott, risolveva misteri a partire da crani, ossa e denti. Avete presente la serie televisiva Bones? Ecco, proprio come la protagonista, ma per davvero. Nel 1948, poco dopo aver conquistato una cattedra alla Washington University School of Medicine, ha chiesto un anno sabbatico per andare alle Hawaii a identificare le migliaia di soldati americani caduti nella Seconda guerra mondiale nelle battaglie del Pacifico contro il Giappone.
«È sempre stata orgogliosa del fatto che il suo laboratorio fosse riuscito a identificare il 94 per cento dei resti umani analizzati», riconsegnandoli alle famiglie, scrive Robert C. Williams nel libro che le dedica, The Forensic Historian. 1 Trott misurava tutto ciò che poteva tornare utile per identificare i corpi. Da quel lungo anno passato nella fossa comune delle Hawaii sono nati sistemi che permettono di stabilire l’altezza di una persona a partire dalla misura di femore e tibia o il peso, il genere e l’etnia di provenienza osservando altre ossa. Sistemi che sono in uso ancora oggi ogni qual volta ci si trova di fronte a resti di corpi difficili da identificare.

“Il trucco c’è e si vede” – Beatrice Mautino

Sentite: io potrei proseguire con questi “Ho letto di” “Ho letto che” “Ho letto che invece” “Ho letto che è vero che” ma sto meno a riportarvi l’indice del libro così, da soli, potrete farvi un’idea della vastità degli argomenti trattati, tutti di grande utilità:

Credo sia chiarissimo: se siete persone che amano essere consapevoli, che vogliono tenersi informate, che vogliono districarsi – o almeno provarci – in questo enorme mare magnum pubblicitario, beh, c’è poco da aggiungere:

questo è un libro da leggere!

Io? Io ho già iniziato, sempre della Mautino: “La scienza nascosta dei cosmetici: Cosa c’è dentro i prodotti che compriamo. Per un make up consapevole” di cui, a questo punto ne sono certa, vi scriverò la prossima settimana e entro la fine dell’estate mi sarò letta pure “Contro natura: Dagli OGM al “bio”, falsi allarmi e verità nascoste del cibo che portiamo in tavola”.

Ora concludo lasciandovi due dei molti video che si trovano in rete:

Beatrice Mautino è molto presente sui canali social:

Pagina facebook, sito web scientifico: “La ceretta di Occam

Instagram: @divagatrice

Come sempre: grazie per avermi letta e… alla prossima!

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