“La scienza nascosta dei cosmetici” di Beatrice Mautino

"La scienza dei cosmetici. Cosa c'è dentro ai prodotti che compriamo. Per un make-up consapevole - Beatrice Mautino - Libro - cosmetica - trucchi

Stavolta, una parola tira l’altra sul libro di divulgazione scientifica: “La scienza nascosta dei cosmetici. Cosa c’è dentro i prodotti che compriamo. Per un make-up consapevole” di Beatrice Mautino, Chiarelettere editore.

L’autrice è laureata in Biotecnologie Industriali, ha un dottorato in Neuroscienze all’Università di Torino e un master in Comunicazione della Scienza. Firma la rubrica di successo «La ceretta di Occam» su «Le Scienze» ed è autrice di “Contro natura” (con Dario Bressanini, Rizzoli 2015) e di “Il trucco c’è e si vede. Inganni e bugie sui cosmetici. E i consigli per difendersi” (Chiarelettere 2018) – di cui ho, recentemente, scritto qui. Con Frame – divagazioni scientifiche, di cui è cofondatrice – cura mostre ed eventi scientifici di rilievo internazionale. Sui social è @divagatrice e vi consiglio di seguirla perché pubblica sempre molte cosette interessanti. Attraverso le sue attività social si occupa di diffondere informazioni sui cosmetici visti attraverso gli occhi della scienza, con una buona dose di costruttivo spirito critico, scorrevolezza espositiva e più di qualche battuta ilare – che non può non far sorridere il lettoreBeatrice Mautino sa far sembrare comprensibile l’alchemico mondo delle codifiche, delle applicazioni, delle interazioni, della scienza e della chimica… il tutto ruotante attorno agli svariati flaconi e flaconcini che tutti – e se scrivo “tutti” intendo proprio “tutti” – abbiamo in casa!

Al di là dell’argomento specifico – i cosmetici – , quanto adori i libri di divulgazione scientifica, lo so solamente io!

Il libro: No al marketing della paura. No ai titoloni allarmistici che generano psicosi. E basta guru.
Per sapere veramente se un cosmetico fa bene o male bisogna informarsi, partendo da fonti attendibili e verificate.
Perché la paura passi serve trasparenza, che vuol dire appurare cosa c’è davvero dentro il prodotto di una grande marca, da chi e come viene fatto.
È il lavoro che Beatrice Mautino porta avanti da anni, per mettere il consumatore nella condizione di scegliere in modo consapevole. Quali sono i test per garantire la sicurezza di un prodotto? Quali sono le differenze fra le varie tinture sul mercato? Posso tingere i capelli quando sono incinta? Com’è possibile che ci sia il piombo nei rossetti? Davvero le creme solari penetrano nel sangue? Che cosa significa “ecobio”? E i siliconi? A essi si attribuiscono tutte le possibili nefandezze, e se si cercano informazioni sul loro conto si trova di tutto tranne quello che serve davvero. L’autrice non propone soluzioni semplici a problemi complessi, nessuna scorciatoia, né consigli di comportamento. Il contrario di “fa male” non è “fa bene”, ma “non fa male”.
Scopriremo come arrivare da sole e da soli a scegliere i cosmetici migliori per le nostre esigenze.

Durante la lettura di questo libro, sono molti i passaggi che ho sottolineato. La Mautino offre al lettore un insieme di strumenti affinché sia egli stesso invogliato a porsi domande e cercarsi risposte, stimolando così il senso critico di ogni consumatore che non voglia sentirsi una zattera in balia delle correnti pubblicitarie.

“La scienza nascosta dei cosmetici” è “tante cose”: aneddoti, cenni storici, curiosità, ricerca, dati statistici, analisi e divulgazione; è un viaggio nel mondo e nelle industrie della bellezza a 360°.

Il primo a tentare di risolvere questo insieme di problemi fu il francese Eugène Schueller. Figlio di panettieri di origine alsaziana, iniziò a lavorare molto presto per mantenersi agli studi. Il talento e la tenacia lo portarono alla facoltà di Chimica della Sorbona, dove si trovò di fronte a un problema curioso posto da una parrucchiera: colorare in maniera permanente i capelli bianchi. Dopo qualche tentativo a vuoto, Schueller riuscì a trovare la formula giusta sfruttando una molecola tuttora molto discussa ma fondamentale, per l’appunto la parafenilendiamina o Ppd, di cui abbiamo già fatto conoscenza tramite il professor Von Hofmann. Era il 1907 e a breve sul mercato sarebbe uscita la tintura per capelli Auréole, diventata poi nel 1910 L’Oréal, «il miglior prodotto attualmente conosciuto», in vendita per 2 franchi e 50 centesimi.
Com’è accaduto alla maggior parte dei pionieri che in quegli anni in Europa e negli Stati Uniti stavano creando quelli che poi, col tempo, sarebbero diventati i colossi dell’industria della bellezza, il successo di Schueller è da attribuire a due fattori principali: il lavoro incessante in laboratorio, fino a tarda notte, per produrre campioni e quello di promozione di giorno, in giro per saloni di bellezza, per farli provare e venderli. Il brillante Eugène aveva capito, da autodidatta, quello che molte aziende cosmetiche sembrano non aver compreso ancora oggi: la pubblicità fine a sé stessa è senz’altro utile, ma se vuoi modificare sensibilmente i comportamenti delle persone devi puntare sui contenuti.

“La scienza nascosta dei cosmetici” – di Beatrice Mautino, capitolo “Il figlio del fornaio”

Molti i nomi in maiuscolo e in minuscolo, ingredienti, sfumature e cervelli. Pezzettini di plastica da sminuzzare e “perle che danno tridimensionalità al colore sfruttando da un lato la composizione e dall’altro il variare delle dimensioni, a cui seguono effetti anche al tatto molto diversi andando dalla coprenza totale, quasi fosse una seconda pelle, delle perle che hanno come base l’alluminio, ai punti luce dei glitter”; tassonomia delle tinture per capelli, henné, colore, colorante e insetti. Bianco, miniere, talco, ombretti e ruote delle macchine. Mondi che si intersecano, contaminazioni. Assoluti inesistenti. Scienza e catene di Sant’Antonio, tweet, fake, fiducia mal risposta, creduloneria, sicurezza, tutela, consapevolezza, fabbriche di cosmetici, figure mitologiche, unicorni, polveri pastello o baci al veleno; evoluzione, chimica, sfide, carminio, traccie, bianco sporco e candide lenzuola, l’universo del «senza» ma mantenendo lo spirito natalizio pieno di stelle, stelline e perle brillanti addosso e7o sui rami dei pini, ipocrisia, consapevolezza

Scelte di più – o meno – coerenza.

Ecobio, eco friendly, nichel free, senza conservanti, senza additivi chimici, senza parabeni, senza siliconi, 100% naturale…

Ne sei certo? Conosci davvero tutti tutti tutti gli ingredienti presenti in tutte le etichette di tutti i prodotti che hai in casa?

In queste pagine, prodotti che tutti utilizziamo in modo quotidiano – non solo ombretti, rossetti e tinte per capelli… ma anche sapone, crema solare etc… – passano sotto il getto dello struccante denudandosi da claim e slogan pubblicitari. No, Beatrice Mautino non istiga a non comperare prodotti iper-pubblicizzati né inculca nella testa del lettore il diktat “se non prendi i prodotti in erboristeria sei una brutta persona!”, come scrivevo prima, semplicemente – per modo di dire: “semplicemente” – accende delle lampadine su angoli in ombra, offre strumenti su cui riflettere, dati, casistiche, esperimenti, ricerche, analisi, letteratura scientifica, test, bibliografie, citazioni.

Leggendo questo libro, sono persino entrata in una delle più importanti miniere di talco!

Per capire come questo sia possibile dovete seguirmi nel mio viaggio dentro una vecchia miniera piemontese, un chilometro all’interno della montagna e 300 metri sotto la superficie dell’imboccatura, che si apre a 1265 metri di altezza. È lì che sono andata a rintracciare la storia di quello che nelle aule dei tribunali statunitensi significa morte, ma che per questa valle è la vita.

(…)

Vi porterò con me dentro una miniera di talco, il bianco per eccellenza, per conoscerne le caratteristiche, la produzione e gli utilizzi, cercando di sviscerarne anche gli aspetti più controversi legati alle possibili contaminazioni da amianto e alle decine di migliaia di processi in corso negli Stati Uniti. Parleremo, come già anticipato, di microplastiche; sono trasparenti, ma sempre più visibili per il loro crescente impatto sull’ambiente. Anche in questo caso, se avete sempre pensato che si parlasse solo di glitter o delle microsfere presenti nei prodotti esfolianti, dovrete ricredervi.

“La scienza dei cosmetici” di Beatrice Mautino, capitoli “Polveri di menzogne?” e “A partire dai colori”
Immagine presa dal sito Ecomuseominiere.it

Ogni volta che ci trucchiamo, che indossiamo un rossetto, un ombretto o spalmiamo un fondotinta stiamo utilizzando questo minerale come base neutra per materie prime coloratissime. Inoltre, «se ne trovano fino a venticinque chili in un’automobile» mi spiega la mia guida, «nelle plastiche dei paraurti e dei cruscotti, ma anche nelle parti in gomma e negli pneumatici». Lo ingeriamo come eccipiente nei medicinali, è talco molta della polvere che ricopre le gomme da masticare ed è talco quello che accarezzate quando sfogliate le pagine patinate di una rivista. Capite bene che con una presenza così importante, anche se invisibile, ogni dubbio sulla sua sicurezza va preso molto seriamente.

“La scienza nascosta dei cosmetici” Beatrice Mautino, capitolo “Il talco è onnipresente”

Non posso, in questo articolo, citare l’intero libro! Non posso!

Vi tocca credermi sulla fiducia: è una lettura molto interessante!

Per esempio, tra le altre cose:

👩‍💻Lo sapevate che il Kajal, chiamato anche khol, in alcune popolazioni viene usato come cicatrizzante per il cordone ombelicale?

👩‍💻E che l’ocra macinata, prima di essere un pigmento per il trucco, era funzionale per la disinfestazione e per la concia delle pelli?

👩‍💻Avete mai sentito dire (!?!) che i glitter ci piacciono perché sarebbero quasi un archetipo… tipo che risvegliano nel nostro incoscio, in completa nostra ignoranza, il ricordo dei nostri antenati che riconoscevano gli specchi d’acqua dallo scintillio e quindi ciò fa sì che noi ne saremmo attratte per questo motivo! 🙈

In sintesi:

A chi è rivolto questo libro❔

🌟A chi non si accontenta dei Claim
🌟A chi simpatizza per San Tommaso
🌟A chi ha paura dell’Henné
🌟A chi “Vade retro parabeni!” e a chi “La vaselina è il grande Satana della cosmesi!”
🌟A chi non trova perché non cerca ma se cerca, trova
🌟Ai curiosi
🌟Ai coloristi che vivono in mezzo agli unicorni e beccano al primo colpo la sfumatura “color magia” e ai parrucchieri che sbagliano nel fare la tinta… ma anche ai daltonici va là😅
🌟Ai polemici, ai creduloni, ai fake-attari, a chi fa le catene di Sant’Antonio – che, se Sant’Antonio (💖) potesse, vi denuncerebbe tutti per stalking!
🌟A chi ama “Com’è fatto”
🌟A chi è diventato grande ma non ha smesso di chiedere “Perché?”
🌟A chi le foglie non le mangia “a prescindere”!

Qui puoi leggere l’estratto del libro

Ora sto leggendo un libro di Jonathan Silvertown, altro divulgatore scientifico che seguo con interesse e di cui, con molto diletto, ho già letto ““La vita segreta dei semi” – di cui, quasi tre anni esatti fa, ho scritto QUI – Silvertown è, tra le altre cose, insegnante di ecologia evoluzionistica presso l’Institute of Evolutionary Biology dell’Università di Edimburgo. Il libro che sto leggendo adesso è: “I segreti della durata della vita”, potete leggerne l’estratto QUI, ma, di sicuro, ne scriverò a brevissimo!

2 risposte a "“La scienza nascosta dei cosmetici” di Beatrice Mautino"

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