“Il cibo della saggezza” di Franco Berrino e Marco Montagnani

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Il cibo della saggezza. Che cosa ci nutre davvero“, edito con la Mondadori nel 2020, è il frutto della passeggiata che Franco Berrino e Marco Montagnani hanno fatto, immersi nel ritmo circadiano e nelle foreste e sorgenti del Casentino, nello speciale tempio costruito da Montagnani.

“Molti di noi sembrano non amare se stessi. Trascuriamo il corpo fisico, lo nutriamo di cibo spazzatura, silenziamo con farmaci le sue proteste. Trascuriamo anche il nostro corpo emozionale: ci nutriamo di sensi di colpa, rancori, delusioni, addirittura odio, e le frustrazioni ci portano a ingurgitare ancor più cibo spazzatura. Trascuriamo il nostro corpo mentale, con pensieri superficiali, egoisti, arroganti, divorati dall’invidia, oppure con pensieri ossessivi, pesanti, cattivi. Trascuriamo il nostro corpo spirituale, che desidera essere riconosciuto e connesso con il corpo fisico, libero, in gioia. Scuotiamoci, togliamoci di dosso i chili di troppo e i pensieri pesanti. È possibile!”

Limitandosi a leggere solamente il curriculum dei due autori, parrebbero provenienti da tecnicità agli antipodi: scienza contro spirito; medicina contro taoismo.

Franco Berrino è medico epidemiologo; è stato direttore del Dipartimento di Medicina Preventiva e Predittiva dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. Nella sua attività quarantennale di ricerca e prevenzione ha promosso lo sviluppo dei registri tumori in Italia e coordinato i registri tumori europei per lo studio della sopravvivenza dei malati (Progetto EUROCARE). Ha coinvolto decine di migliaia di persone in studi sulle cause delle malattie croniche (Progetti ORDET e EPIC). I risultati gli hanno consentito di promuovere sperimentazioni per modificare lo stile di vita allo scopo di prevenire le malattie degenerative (progetti DIANA e MeMeMe).

Marco Montagnani è Maestro taoista, docente di Medicina tradizionale cinese e Filosofia taoista presso la Scuola di agopuntura di Firenze e tecnico di Qigong terapeutico e MTC. È autore del libro La Medicina Energetica (ed. Ambrosiana, 2005). Nel 2012 fonda, in una remota valle delle foreste casentinesi, il Tempio delle Sei Armonie, con lo scopo di avvicinare le persone allo studio della filosofia taoista.

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Foto presa dal libro “Il cibo della saggezza”

Oriente contro Occidente? Culture allo scontro? Cozzare di teorie, pratiche e omissioni?

Per nulla!

Il libro: Durante i suoi frequenti viaggi in Oriente, Berrino è rimasto più volte colpito dalla straordinaria coincidenza tra i risultati degli studi scientifici più aggiornati in ambito di alimentazione e stile di vita e gli insegnamenti millenari dei testi orientali. “Il libro che avete fra le mani racconta il mio incontro con un maestro taoista, Marco Montagnani, in merito alla conoscenza del cibo, alla sua influenza sulla salute e sulla malattia.” In queste pagine scienza e sapienza, le parole di Berrino e quelle di Montagnani, si fanno eco, poi si avvolgono, si compenetrano, proprio come lo Yin e lo Yang nel simbolo del Tao. Questo dialogo insolito e profondo offre a Berrino l’opportunità di raccontare per la prima volta di sé e della sua vita e di riproporre il suo punto di vista critico e coraggioso sull’industria alimentare e su quella farmaceutica. Per trasmetterci con chiarezza ed efficacia cosa ci nutre davvero, nel corpo e nello spirito, e cosa, invece, ci fa ammalare. Un messaggio portato con una forza, una franchezza e una poesia forse mai lette nei suoi libri precedenti.

Questo libro è circolare; piedi che, fianco a fianco, hanno poggiato la pelle sull’humus del bene, mentre le parole e i silenzi si intrecciavano tra loro, pregnandosi gli uni dagli altri, entrando in contatto profondo con la natura, con l’anima, con la percezione tattile, con l’ascolto anche, ma non solo, dell’assenza di suono.

Sono pagine di statistiche mediche, consigli preventivi e assoluti quasi sbattuti in faccia senza tanta delicatezza… si muore di questo e si muore di quello… e di sconti Berrino non è che ne faccia, la realtà in cui è stato immerso per anni e anni dedicandosi alla ricerca preventiva dei tumori non può fargli indorare la pillola. La consapevolezza è giusto vada cibata dalla sapienza di persone competenti! Franco Berrino, comunque, nulla sconta nemmeno alla medicina, al sistema sanitario, alla generosità con cui piovono ricette mediche come gocce di pioggia durante i temporali.

Volete sapere di cosa hanno parlato un epidemiologo e un taosta a spasso dall’alba al tramonto, fra piante, sorgenti e animali?
Immagine presa dal sito Il tempio delle sei armonie

1. Alba al tempio
2. Il giardino taoista
3. Un’unica madre
4. La bellezza dei fiori di loto
5. Salita verso la libertà
6. Riposo all’ombra del gigante
7. Devozione verso la terra
8. Il nutrimento migliore
9. Respirare nel vento
10. La natura dell’amore
11. Consapevolezza di fecondità
12. Le forme della paura
13. La sacra perfezione del cosmo
14. Quel buon senso che genera pace
15. La stella della longevità
16. La gioia dell’unione
17. Frammenti di stelle

Due mondi – monadi di Bruno o atomi di Democrito? – che entrano in contatto scoprendosi – senza sorpresa, in questa specifica passeggiata conviviale – molto più simili di quanto potesse parere.

Prima ho usato il termine giusto: “convivio”. Questo libro tale è, un convivio circolare pur senza esser sostenuto da un tavolo rotondo; un brainstorming di concetti e dati, un briefing di quelli che tanto piacciono a me: quelli non istituzionali, non gerarchici, non militari, non seduti alla scrivania ma in convivio con la natura, con il rispetto delle idee generate da scintille cadute in terreni fertili ma diversi tra loro, scintille che anziché provare a spegnersi a vicenda, a vicenda si alimentano nutrendo quel fuoco simbolo non solo di distruzione ma anche di pulsione, di vita, di calore.

Mi viene in mente, scrivendo, un proverbio arabo che recita così: “La vita ha, come un fuoco, fiamme, fumo e cenere.”

E Montagnano e Berrino ci parlano di nascita e morte, di un soffio, di una manciata di minuti, di una vita intera, di un giorno o di una vita. Nascere e morire, quasi incessantemente, al fine di concedersi pagine bianche sempre da riempire con inchiostro pulito.

Ogni volta che inspiriamo aria nuova permettiamo a noi stessi di unirci con la dimensione sconosciuta che ci circonda: è un vero e proprio atto di unione con il tutto.
Questo momento è magico e si ripete ciclicamente a ogni respiro.
Se imparassimo a “morire” a ogni espirazione per “rinascere” a ogni inspirazione, saremmo in grado di abbandonare i problemi che affliggono la nostra esistenza.
Terminata la fase inspiratoria, il corpo rimane in pausa per qualche secondo, trattenendo l’aria appena inspirata. È un momento di fondamentale introspettività e di ascolto personale. In questa pausa, sarebbe naturale porsi in uno stato di isolamento dal resto del mondo per poter individuare il miglior modo di rispondere alla vita.
“Rinascere a ogni respiro” prima di agire nella vita significa dimenticare il passato e affrontare l’esistenza con totale apertura e libertà, abbandonando rancori e vendette e sorridendo al nuovo attimo come un bambino che per la prima volta apre gli occhi sul mondo.»

Marco Montamagno, “Il cibo della saggezza” capitolo “Respirare nel vento”
donna, respiro, meditazione

A proposito delle espirazioni, una frase del capitolo “La natura dell’amore” mi ha particolarmente colpito: “Ogni essere vivente è, in qualche modo, immerso nelle “espirazioni” di tutti gli altri.“… non è che io sia caduta dal pero, queste filosofie non mi sono ignote, ma trovo che la scelta lessicale del verbo “immersione” sia stata incisiva al punto tale da farmi “vedere” la portata di questo concetto, come se avessi “toccato con mano” quanto io sono negli altri e gli altri siano in me… attraverso il respiro.

Come scrivevo prima, queste sono pagine che suggeriscono riflessioni volte a una consapevolezza che da singola poi ha il desiderio di ritrovarsi collettiva. Statistiche e dati medici ma anche simboli e meditazione.

Ogni grande cammino ha inizio dal primo passo, e io amo camminare. Un passo dietro l’altro, in silenzio, da sola, con mio marito, con le mie amiche, con il mio cane, con il cellulare pronto a fotografare quel bocciolo che sta per sbocciare, quel sasso a forma di cuore, quella piuma cerulea rimasta impigliata ai rami del sambuco; il candore sferico del fiore dell’aglio selvatico, le zolle di terra grossa appena arata nel campo, le alghe verde smeraldo dentro cui si impigliano i riflessi del raggio di sole, il cappello minuscolo di un timido funghetto bianco che ha paura di farsi spazio tra gli steli, alti, dell’erba; sopra di me un cielo che talvolta mi fa sentire a testa in giù, sofficità densa entro cui pensi potresti infilare la mano come dentro zucchero filato; cielo color lapislazzuli o blu scarabeo egiziano. Tinte piene, tinte forti, sfumature, implementazioni, acquerelli, quadri di vita vera, parole, le mie, in circolo aperto.

Partire da un punto, ascoltare, pensare, ascoltare, percepire. Lasciarsi fluire fuori, senza argini, e sentire il fuori fluirci dentro.

Questo libro, di tutto questo narra. Di tutto questo SENSO.

Consapevolezza

consapevolezza, relax, silenzio, meditazione

Amando, di mio, la camminata quale forma meditativa, in questo libro mi sono sentita immersa in modo armonioso. Cullata o sconvolta, a tratti… a seconda degli argomenti trattati; il capitolo sulla fertilità mi ha provocato degli scossoni emotivi… ma davvero oggi ci sono bambine di 7-8 anni trattate con gli analoghi degli ormoni gonadotropi (cioè con pillole che inducono, in questi casi, la menopausa) affinché il corpo possa concedersi il giusto tempo, i giusti anni, di maturazione fisica??? La mia non è una domanda vera, non dubito della veridicità delle parole di Berrino… solo ne resto allibita! 7-8 anni??? Seconda, terza elementare??? Menopausa???

Divagazione rispetto al libro: Sono andata a cercare ulteriori informazioni in Internet e ho appreso che secondo uno studio pubblicato sulla rivista Pediatrics, fatto su 1.239 ragazze, circa il 15 per cento delle ragazzine ha il menarca, ovvero la prima mestruazione, all’età di 7 anni. I medici non si spiegano questo abbassamento dell’età dello sviluppo. Sono allora andata direttamente sul sito della rivista Pediatrics e, dentro un articolo, ho trovato questo: “La pubertà precoce è un evento simile alla pubertà fisiologica ma avviene in anticipo rispetto alla media dei coetanei, cioè prima degli 8 anni nella femmina e dei 9 nel maschio. (…) Circa il 10% delle bambine che presentano un telarca prematuro va incontro a pubertà precoce. La pubertà precoce ha una bassa incidenza (0.1-0.6% della popolazione generale) per cui viene inquadrata nelle malattie rare. È più frequente nella femmina nella quale prevale la forma idiopatica (cioè non riconducibile a una causa identificata), mentre nei maschi è maggiore la probabilità che lo sviluppo precoce sia secondario ad una patologia organica. I cambiamenti che si verificano in corso di pubertà sono legati alla produzione di ormoni prodotti dall’ipofisi, noti come gonadotropine, che stimolano la funzione dei testicoli e delle ovaie”. Questa condizione di sviluppo prematuro viene denominata “thelarche variant” e deve essere monitorata accuratamente poiché, se progredisce rapidamente verso una pubertà precoce, deve essere sottoposta a trattamento frenante.

Ma riprendendo in mano il filo del discorso: “Il cibo della saggezza”

nello slideshow che segue, potrete trovare alcune delle molte evidenziazioni che ho fatto durate la lettura.

Di certo proverò a spargere semi di malva selvatica, magari con i miei nipoti, rendendo diverso un frammento di vita e potenzialmente creando un ricordo dal profumo magico… ché le magie non le sa fare solamente Harry Potter, Natura docet!

Prima di chiosare lasciandovi qualche Ted talk – sapete quanto io ami condividerli con voi! – e qualche ulteriore informazione, chiudo questo articolo consigliandovi la lettura di questo libro perché… perché è balsamico e stimola riflessioni da fare in silenzio o ad alta voce!

Volendo, Qui potete leggerne l’estratto.

Il Dott. Franco Berrino, e la giornalista Enrica Bortolazzi, allo scopo di favorire iniziative volte a promuovere la salute, il benessere e la longevità in salute, prevenire le malattie croniche, l’invecchiamento precoce e aiutare a ristabilire lo stato di salute nelle persone colpite da patologie croniche associate a scorretti stili di vita, hanno fondato l’Associazione “La grande via

Il Maestro Marco Montagnani ha fondato il Tempio delle sei armonie. Il Tempio delle Sei Armonie è una comunità laico-monastica situata nel cuore dell’Appennino Tosco-Emiliano, al confine con il Parco delle Foreste Casentinesi. Un luogo in cui le tre piccole armonie – Corpo, Qi e Spirito – si evolvono armonizzandosi con le restanti tre: quella con tutti gli esseri viventi, con tutte le manifestazioni della natura e con il Tao, in un raggiunto finale di consapevole gratitudine e rispetto.

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