“Greenlights. L’arte di correre in discesa” di MatthewMcConaughey

"Greenlights. L'arte di correre in discesa" libro di Matthew McConaughey

No, non ho letto questo libro perché in copertina c’è un esemplare bello di natura umana e, ancora, no, non è la solita biografia furba del personaggio famoso “di turno“. La verità è che io nel Panificio di Erik ero entrata solamente a prendere un pezzo di quella buonissima focaccia che non è ancora riuscita a entrarmi in casa perché, tra un semaforo rosso e l’altro, io non so proprio come faccia a scomparire – vabbè, questo è un altro discorso – e invece sono uscita con la focaccia e con un ottimo consiglio di lettura: Greenlights. L’arte di correre in discesa Baldini + Castoldi , 2021.

“C’è una differenza tra l’arte e l’espressione di sé. Tutta l’arte è espressione di sé Non tutta l’espressione di sé è arte.”

“Greenlights” è un diario? Un memoir? Un insieme di aneddoti e riflessioni filosofiche? Un libro motivazionale? Tutte queste cose insieme!

L’attore, in questo libro, mette in scena se stesso narrando il proprio percorso di crescita nella consapevolezza.

320 pagine che scorrono via senza nemmeno accorgersi; ci sono parole, foto, slogan, citazioni, bigliettini, appunti a penna.

foto presa dal libro “Greenlights. L’arte di correre in discesa” di Matthew McConaughey


Sinossi: Sono in questa vita da cinquant’anni, ne scruto l’enigma da quarantadue, e da trentacinque tengo un diario pieno di idee su come risolverlo. Appunti su successi e fallimenti, gioie e dolori, cose che mi hanno stupito o che mi hanno fatto ridere di cuore. Appunti su come essere sereno. Come stressarmi di meno. Come godermela. Come fare meno male agli altri. Come fare meno male a me stesso. Come diventare un brav’uomo. Come dare un significato alla mia vita. Come essere più io. Solo di recente ho trovato il coraggio di riprendere in mano i miei diari: vi ho trovato storie del mio passato, lezioni apprese e dimenticate, poesie, preghiere, rimedi, convinzioni, alcune fotografie molto belle e un mucchio di adesividaparaurti (nel libro vi spiego cosa intendo). Ho trovato anche un filo conduttore, un approccio alla vita che mi ha dato soddisfazione allora e che funziona anche oggi: se sai come, e quando, affrontare le sfide, puoi sperimentare quello stato glorioso che io chiamo “greenlight”, semaforo verde. Così ho preso un biglietto di sola andata per il deserto, ed è nato questo libro: un album, una testimonianza, una storia della mia vita finora. Qui sono racchiusi cinquant’anni di cose che ho sperimentato, sognato, inseguito, dato e ricevuto; alcune valide, altre vergognose. Le volte in cui l’ho fatta franca, quelle in cui mi hanno beccato, e quelle in cui mi sono bagnato ballando sotto la pioggia. Spero che sia come una medicina con un buon sapore, come un paio di aspirine invece del pronto soccorso, come un’astronave verso Marte senza bisogno di avere la patente e come le risate tra le lacrime. È una lettera d’amore. Alla vita. (È anche un manuale per trovare più “greenlight” e su come imparare a gestire le delusioni. Buona fortuna.)

Attimi semaforici di un uomo che si è autodefinito “antropologo da divano, filosofo pop in cerca della verità

Di case sugli alberi, costruite di notte, segretamente, senza paura di reti spinate o schiaffi. Di rivolte, ribellioni, commedie romantiche e decisioni. Di frequenze, distorsioni, bicchieri e ammirazioni. Di fughe e rifugi, di “tana casalinga” e deserto aperto. Di percorsi, su strada sterrata o dentro spirituali orme sulla sabbia.

Mai involuzione, sempre evoluzione.

Contestualizzazione, ottimizzazione, analisi, consapevolezza di ciò che si è e, quindi, di ciò che non si vuole essere.

Dell’anticonformismo. Dell’importanza della forma scelta, della sostanza, del significante e del significato. Della metafora di vita, delle punte degli stivali pieni di polvere, della risata, della leggerezza, dei piedi scalzi e del papillon. Degli amici, delle moto, della fiducia, del rispetto, delle conferme. Delle roulotte doppie alle periferie delle città. Della famiglia, delle famiglie, degli alberi e delle radici. E del cielo.

Del concedersi la possibilità di stupore…

In modo assolutamente informale, con un linguaggio per lo più colloquiale, l’attore premio Oscar Matthew McConaughey, ci narra di come i suoi semafori rossi si siano trasformati in verdi, anche, ma non solo, “col senno di poi“, i suoi, non quelli di tutti. Tra queste pagine c’è umiltà non presunzione o saccenteria.

☝️”Quando sei nel vortice della tempesta, prega che ti vada bene e fai del tuo meglio. Siamo tutti pieni di cicatrici, e ce ne faremo altre. Quindi, invece di lottare contro il tempo, e perderlo, cambiamo con esso e sfruttiamolo, perché se ci limitiamo a cercare di non morire non vivremo più a lungo: viviamo più a lungo quando siamo impegnati a vivere”

Puoi leggere un estratto del libro QUI

Matthew McConaughey e la moglie, Camila, hanno fondato la La Just Keep Livin Foundation, un’organizzazione senza scopo di lucro che implementa programmi di fitness doposcuola in 40 scuole/siti superiori del centro città. Con i loro programmi, incoraggiano gli studenti a fare scelte di vita positive che migliorano la loro salute fisica e mentale attraverso l’esercizio, il lavoro di squadra, la gratitudine, l’alimentazione e il servizio alla comunità.

5 risposte a "“Greenlights. L’arte di correre in discesa” di MatthewMcConaughey"

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