Non per tutti, “viaggare all’incontrario” è semplice:

“Viaggiare all’incontrario” è viaggiare anziché verso l’altra parte del pianeta, verso il centro di sé. In teoria dovrebbe essere molto più semplice mentre invece è la cosa più complicata e ardua del mondo! Non abbisogna di soldi, di forza e prestanza fisica, di scarpe adatte a tutti i terreni o di mappe geografiche infinite… no,

richiede ascolto, rispetto, forza e sincerità verso sé stessi. Richiede infinita pazienza e costante ascolto delle proprie emozioni. L’altra sera mi è arrivato un messaggio nella posta privata, il mittente è un caro amico che ha letto il mio libro e che preferisce rimanere anonimo vista l’intensità della sua recensione. Intensità, spesso, va a braccetto con “delicatezza”! Vi riporto qui, dopo suo consenso, uno stralcio del bellissimo pezzo che mi ha scritto:

 

 

“Un secondo lungo una vita” ti darò un giudizio onesto, come mi hai chiesto: non è stato facile leggerlo, perché è emotivamente troppo denso per le mia capacità di gestire temi così complessi.
Il tuo talento con le parole ha l’effetto di portare in profondità dentro il testo il lettore e – per paradosso – questo può essere un problema per chi non è abituato, come me, a fare “viaggi” di questo tipo.
Il mio giudizio è da una parte molto positivo e dall’altra negativo, ma è una questione del tutto personale, appunto. Ci sono dei punti troppo struggenti per me, come quando verso la fine passi dalla voce narrante di Bea a quella del fratello.
Vedo la struttura narrativa e la cura che hai messo nello svelare a piccole dosi la storia e questo mi piace molto; mi piace anche la complessità filosofica che hai introdotto con il testo in corsivo (un fantasma? un concetto fuori dal tempo? un pezzo di anima di Bea? una farfalla reincarnata? o mille altre interpretazioni aperte…) ma allo stesso tempo ho sentito emotivamente molto pesante il confronto con il concetto di morte, di abbandono, di mancanza, di malattia mentale quasi…
Alla fine è una storia di rinascita, ricostruzione e speranza. Il finale mi ha riportato a galla a livello emotivo, per cui ho chiuso il libro con un sospiro di sollievo e leggerezza. Ma non credo lo avrei letto se non mi fosse stato consigliato, perché sono un lettore di saggistica e al massimo bazzico un po’ di fantascienza…
La letteratura è come la musica, le note son sempre quelle, ma i generi e tipi di ascoltatori sono tanti e ben diversi tra loro. In conclusione, è stato per me un viaggio narrativo emotivamente complesso, in parte faticoso perché mi ha obbligato a confrontarmi con temi esistenzialmente profondissimi, ma sono decisamente felice di averlo fatto. Non tutti i viaggi si devono far in solitudine e in questo caso son felice tu mi abbai accompagnato lungo un percorso che non avrei mai iniziato da solo.

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Caro amico,

Premetti nel tuo commento, che il parere finale non è totalmente positivo… perché? Io, dopo aver letto le tue delicate parole, non trovo traccia di negatività.

Uno dei più bei complimenti che può ricevere uno scrittore è quello di essere riuscito a smuovere sassi lungo il cammino della lettura di ciò che ha scritto. Il fatto che tu non sia stato bene, mentre mi leggevi, significa che i sassolini hanno iniziato a rotolare verso la base della collina: hanno fatto forse confusione, hanno creato smottamento, hanno rallentato o accelerato il ritmo della corsa… ma si sono comunque mossi!

Che bella la frase che scrivi: “Non tutti i viaggi si devono fare da soli”.

Che bello il potere della letteratura: ti permette di lasciarti prendere per mano dallo scrittore, senza che lui fisicamente se ne accorga. Unisce i pensieri, creando connessioni tra anime e vissuto, tra concretezza e trasparenza: tra cielo e terra.

In molti mi dicono di aver pianto molto mentre leggevano il  libro, confesso una cosa: anche io ho pianto un bel po’ mentre lo scrivevo.

Grazie per queste tue parole, grazie per “la vita” con cui le hai scritte!

Lisa.

 

copertina social

 https://www.amazon.it/secondo-lungo-una-vita-ebook/dp/B019YSEZFY?ie=UTF8&keywords=un%20secondo%20lungo%20una%20vita&qid=1464124182&ref_=sr_1_1&s=digital-text&sr=1-1
pagina fb:

4 risposte a "Non per tutti, “viaggare all’incontrario” è semplice:"

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  1. Avrei potuto essere più delicata e non chiedere di pubblicarlo, ma ritengo sia importante far capire che il mio libro non è un romanzo rosa e che può essere letto in vari modi: qualcuno sorride, qualcuno piange, qualcuno soffre proprio! Dovevo avvertire…

    "Mi piace"

  2. Bellissime parole; sia quelle del tuo fantomatico amico, sia le tue… Man mano che ti leggo, capisco sempre di più che sei una Donna con una forte dose di Sensibilità! Grazie per tutte le volte che mi dai l’opportunità di leggerti; mi piace molto il tuo modo di scrivere! Buona giornata! 🙂

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    1. Il mio amico non è fantomatico ma completamente reale, mi ha scritto questo messaggio in forma privata e giustamente va rispettata la privacy di chi, magari persona pubblica, ha timore e non è abituato a parlare delle cose personali. Ti ringrazio per i complimenti che sempre mi rinnovi. Parlare di ciò che non si tocca, non è facile ma ritengo sia fondamentale 😉 😀

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      1. Scusami Lisa, ho sbagliato termine io: al posto di “fantomatico” volevo dire “innominato”… Comunque sì, sul fatto della privacy condivido quelo che hai scritto. E per quanto riguarda i complimenti, sono tutti meritati! 😉 😀

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