Diario di lettura – 2019

Diario di lettura, Lisa Molaro, Una parola tira l'altra

1: Le sorelle Mitford. Biografia di una famiglia straordinaria – Mary S. Lovell

https://www.culturalfemminile.com/2019/01/09/le-sorelle-mitford-biografia-di-una-famiglia-straordinaria-di-mary-s-lovell/


2: Come farfalle sull’acqua – Monica Tedeschi

Quanta forza ci serve per affrontare una diagnosi di Bipolarismo ciclotimico? Quanta consapevolezza e quanto coraggio servono per denudarsi dinanzi al lettore, esponendo il fianco alla sensibilità altrui? 
Un libro che trasuda rispetto e sensibilità.
Il libro fa parte della collana “Storie di Donne” di Letteratura Alternativa Edizioni.

https://www.culturalfemminile.com/2019/01/21/come-farfalle-sullacqua-di-monica-tedeschi/


3: Dormire bene. Il programma completo corpo-mente per vincere l’insonnia – Deepak Chopra

Di Chopra avevo letto, nel 2018, “Super geni” e penso di averne parlato tanto a tutti. Con l’entusiasmo che il saggio mi aveva lasciato – sono assolutamente affascinata dall’epigenetica – e con la mia difficile conciliazione con il sonno, a tenermi per mano, ho letto anche questo libro – saggio, manuale, help-self, trattato? – di questo medico indiano che, tra le altre cose, ha pure vinto un IgNobel. Lo stile espositivo è forse più easy rispetto a “Super geni”, incentrando tutto sulla spiritualità e sull’ayurvedica. Inglobandoci però, ovviamente, pure l’energia quantica, la levità era forse obbligatoria.

  https://lisamolaro.wordpress.com/2019/04/20/dormire-bene-di-deepak-chopra/


4: Pizza. Quanto ne sai veramente?- Marco Celeschi

“Pizza. Quanto ne sai veramente?” di Marco Celeschi, edito da Bonfirraro Editore è un saggio-denuncia scritto da un insider della ristorazione. 
Un libro ben argomentato, in cui vengono analizzati miti e falsi miti che ruotano attorno a questa tipicità culinaria tutta italiana! Pagine ricche di spunti di approfondimento, di contestualizzazione, di identità… tutti ingredienti che mi piacciono, a prescindere. 
Vi lascio una domanda, rubandola al libro:
“In realtà, cosa significa naturale in una società tecnologica in cui la stessa natura è ormai un avatar?”

https://lisamolaro.wordpress.com/2019/03/11/pizza-quanto-ne-sai-veramente-di-marco-celeschi/


5: Nessuno può volare – Agnello Hornby

Si tratta di un romanzo, pubblicato dalla Feltrinelli, nel 2017, autobiografico, attraverso il quale l’Autrice, Simonetta Agnello Hornby -scrittrice italiana di adozione britannica – ci immerge dentro la sua Vita, tappa dopo dopo. Lo fa con uno stile narrativo fluido, schietto e diretto.
Una famiglia tipicamente atipica, la sua; un contesto familiare dentro il quale le “imperfezioni” venivano vissute con una dignità tale da venir rese “normali”. Così è cresciuta e, sempre così, ha affrontato l’infausta diagnosi data al suo primogenito: sclerosi multipla progressiva senza possibilità di regresso alcuno. 
Pagine piene di rispetto, di emozioni in contrasto, di discese e di salite… tutto senza vittimismo. Lo dice il titolo: “Nessuno può volare”, ma tutti possiamo imparare a volare sopra i pregiudizi.

https://www.culturalfemminile.com/2019/02/22/nessuno-puo-volare-di-simonetta-agnello-hornby/


6: Camminare. Un gesto sovversivo – Erling Kagge

Un libro autobiografico che si legge d’un fiato, sottolineando tanti passaggi. , Come è giusto che sia, ti fa mettere le scarpe da ginnastica e uscire a camminare all’aria aperta. Molte le riflessioni suggerite dall’autore, molte le polemiche su questo nostro stile di vita frenetico che ci fa prendere la macchina anche per andare a “buttare le immondizie” o quasi. Io ho sempre amato camminare, con la musica nelle orecchie, nonostante così facendo, lo so Kagge, io mi perda il frinire delle cicale e il cinguettio degli uccellini. (suoni a cui, per mia fortuna, presto comunque sempre orecchio!).

Camminare potrebbe anche aiutarci a limitare le benzodiazepine!

In queste pagine: bagni di bosco, scarpe logore, smarrimenti voluti, passanti sconosciuti ammirati camminando, sorrisi fatti o mancati, palazzo di Scientology, farmaci, colesterolo, lavoro da editore, stress, insonnia, alimentazione, cibo spazzatura, dati statistici e molto, molto altro. Consigliatissimo!

“Mettere un piede davanti all’altro, esplorare e spingersi oltre sono cose insite nella nostra natura. I viaggi di scoperta non sono un inizio; sono punti d’arrivo.”

“I piedi sono in comunicazione con gli occhi, le orecchie, il naso, le braccia, il busto e le sensazioni, in un dialogo spesso troppo rapido perché la mente riesca ad afferrarlo.”

“Quando il filoso greco Diogene fu messo di fronte al paradosso che il movimento non esiste, rispose solvitur ambulando, ovvero: «Si risolve camminando».


7: Cosa rende felice il tuo cervello (e perché devi fare il contrario) – David DiSalvo

“Ma cosa viene prima, la gallina della biochimica o l’uovo del comportamento?

“Uno studio condotta dalla psicologa di Stanford indica che la grammatica che interiorizziamo fin dalla più tenera età condiziona fertemente il nostro modo di vedere il mondo.”

“Il nostro cervello è la più evoluta delle imperfette meraviglie della natura, e la perfezione non è compresa, a nessun livello, nel pacchetto evoluzionistico.”

https://lisamolaro.wordpress.com/2019/04/27/cosa-rende-felice-il-tuo-cervello-di-david-disalvo/


8: La magia delle erbe – T. F. Thiselton-Dyer

Ecco un altro viaggio che ho adorato grazie alle pagine di un libro. Immersa, nella natura più piccola o all’ombra di grandi sequoie. Mentre la notte scendeva e la pallida Luna accarezzava i fiori del sambuco, io “ascoltavo” letteratura orale tramandata da generazione in generazione, senza colore di pelle, senza confini mappali, senza distinzione di genere. Folklore allo stato puro… e questo, chèchè ne possiate voi, è Storia.

Folklore, con la “k” o meno, storie popolari, letteratura orale… anche se questa definizione suona come ossimoro è ciò di cui si tratta. Profumo di erbe selvatiche, di fiori da giardino, di erbe e alberi. Verghe d’oro che proteggono o che servono a rabdomanti talvolta ciarlatani. Simboli, poesia, citazioni, grandi scrittori, spiriti che vagano la notte tra i campi del grano. Semine da fare la notte di Giovedì Grasso. Artigli del diavolo e occhi della Madonna. Cielo e Terra… e storie che hanno attraversato popoli, confini e generazioni. Questa è la vera magia.

https://www.culturalfemminile.com/2019/05/08/la-magia-delle-erbe-storia-folklore-incantesimi-t-f-thiselton-dyer/


9: La biologia delle emozioni: Dalle leggi di Hamer alla Medicina Biologica Emozionale – Daniela Carini, Fabrizio Camilletti, Vito Amelio

E qui invece, anziché camminare con le scarpe da ginnastica ai piedi, mi sono fatta infinitamente piccola (ché il panetto di Alice nel Paese delle meraviglie è roba da dilettanti!) e mi sono immersa dentro il mio corpo. Ho nuotato stando attenta a evitare scosse elettriche, microtuboli, cristalli e sali. Tutto molto ben esposto e scorrevole da leggere.

C’è da dire che gli autori del libro si sono conosciuti ai convegni del Dottor (ormai non più Dottore) Hamer e quindi il pensiero di base potrebbe essere, senza condizionale, discusso.

Il potere della mente non sempre riesce a fare auto-guarigione, la medicina è importante tanto quanti sono gli anni di ricerca medica intercorsi tra noi e i nostri primitivi!

Comunque un libro interessante, molto.

Mentre leggevo questo libro, per esempio, sono andata a un “bagno di Gong” e l’immaginarmi immersa in onde prodotte dai miei microtuboli che “comunicavano” con quelli delle altre persone presenti in sala, è stata una bella sensazione.

“Siamo così intenti a cercare di cambiare quello che non ci piace che finiamo per andare a sbattere contro la vita come in stato di sonnambulismo. Non ci viene in mente che potrebbe esserci un modo migliore di vivere: quello di vivere! Imparando ad ascoltarci e rispettarci. ” Fabrizio Cmilletti.


10 La Dama in Verde – Antonia Romagnoli

La Dama in Verde” è l’ultimo romanzo scritto da Antonia Romagnoli e costituisce il terzo volume (indipendente e autoconclusivo) della serie delle “Ghost Ladies“, preceduto da “La Dama in Grigio” e da “La Dama in Bianco”. Antonia Romagnoli mi ha romanzato sentimenti rimasti intrappolati nel vetro di una clessidra che nessuno ha mai rovesciato. Il passato inghiottiva, dentro il suo vortice, anime che non potevano uscire.Quanto pesa l’educazione ricevuta? Quanto è importante l’obbligo di fare sempre le cose giuste? Quanto può essere salvifico, o deleterio, seguire il proprio cuore e non la propria razionalità?
Quali sono i fantasmi che vanno più temuti? Quelli che fluttuano nell’aria o quelli che, per assurdo, custodiamo, gelosamente, arpionati al nostro cuore?

“Era attesa, qualcuno, qualcuno la stava aspettando e per lei c’era un posto, un letto, un camino acceso: quel fuoco, quel solo, remoto focolare, aveva costituito per lei un motivo sufficiente per continuare, un respiro dopo l’altro, un passo dietro l’altro.”

“(…) Visibile e invisibile sono solo due aspetti del vero. Come se ci fosse un velo davanti alle cose, e questo velo ti impedisse di vedere bene quello che c’è dietro: ma se lo scosti? Quali meraviglie puoi scoprire? Lo stesso panorama lo vediamo tutti, ma solo alcuni occhi ne colgono appieno la bellezza, gli aspetti, anche andando oltre ciò che appare.”

“Non sono i fantasmi da temere, ma il male che alberga nel cuore umano.”

Recensione completa:

https://www.culturalfemminile.com/2019/07/01/la-dama-in-verde-di-antonia-romagnoli


11: Eravamo bambini abbastanza – Carola Susani

Chi è “Il Raptor”? Chi sono tutti quei lerci bambini che lo attorniano? Perché non fuggono? Perché non cercano di farsi riconoscere per strada? Tutti scansano il loro fetore, eppure la loro foto è li… lì appesa ai muri. 
L’autrice ci porta nel fulcro sacro di un branco di bambini rapiti. Un romanzo contemporaneo dalla trama – e dallo spunto riflessivo che offre – molto originale e particolare, difficile, dura, estremamente cruda a tratti.

“Alex aveva detto che dopo ogni rapimento il Raptor piange come un coccodrillo sazio. Non credo che se lo fosse inventato Alex, magari aveva esagerato e non era proprio un pianto, ma qualcosa di sicuro aveva visto, o l’aveva saputo da uno dei bambini. Io pensavo che il Raptor fosse abbattuto per il pestaggio e per il falò del capo dei barboni. Si doveva riprendere. Era come il rinculo di una pistola. Dopo aver commesso una violenza, doveva digerirla. Non gli era facile. Non gli era facile fare del male. E allora perché lo faceva?”

https://lisamolaro.wordpress.com/2019/07/09/eravamo-bambini-abbastanza-di-carola-susani/


12: L’educazione – di Tara Westover

Quanto incide l’educazione sulla capacità di strappare i limiti inflitti da una manipolazione mentale? 
Quanto può essere difficile accettare il fatto che i libri vadano letti per imparare a pensare con la propria testa?
Tara Westover ha firmato questo – drammatico e incredibilmente contemporaneo – memoir dal titolo “L’educazione” ed edito dalla Feltrinelli nel 2018.
Sono pagine difficili, che scorrono veloci non senza però avvinghiare il lettore in morse di ghiaccio. Pagine che sembrano appartenere a epoche lontane, eppure sono ambientate ai giorni nostri. 
Quanto può il fanatismo religioso inquinare un’intera famiglia? 
Come riuscire a purificare il cuore?

https://www.culturalfemminile.com/2019/08/05/leducazione-di-tara-westover/


13: Panta rei – Luciano De Crescenzo

Non servono grandi presentazioni, o perlomeno non ne servono di mie ché io, sono nessuno. Scrivo solo che ho sorriso davanti all’Oscuro, ho sorriso davanti alle parole di un grande narratore dipartito da poco, ho sorriso leggendo disquisizioni su tutti e tutto. Ho sorriso. 
D’altra parte, se mi inviti ad assistere ad un talk show in cui, seduti sul palco, ci sono “quello del fuoco, quello dell’acqua, quello dell’infinito, quello dell’aria, quello dell’armonia numerica e quello degli atomi e del fuoco”… insomma, come faccio a non divertirmi?

https://lisamolaro.wordpress.com/2019/08/01/recensione-panta-rei-di-luciano-de-crescenzo/


14: Lettera a Meneceo sulla felicità – Epicuro

Dopo aver letto “Panta rei” non potevo non leggere d’un fiato – anche perché è davvero breve purtroppo – questa lettera di Epicuro.

“Come il saggio non sceglie il cibo più abbondante ma il più gustoso, così non vuol vivere più a lungo, ma il più piacevole”

“La vera felicità costa poco: se è cara, non è di buona qualità.” Francois – Renè de Chateaubriand


15: Un certo grado di disordine – Enrico Aldobradi

Un romanzo “partorito” dalla “sensibile penna” di un autore contemporaneo.

Un romanzo scomodo, scorretto, impietoso. 
Un romanzo che infila le dita dentro le piaghe del dolore e del senso di colpa.
Come si può continuare a vivere quando ci si sente immeritevoli di essere sopravvissuti? 
Un libro scomodo, dicevo, ma non solo. Queste sono pagine di speranza, di generosità, di ascolto del prossimo, di solidarietà.
Sicuramente un libro da leggere.

Recensione completa qui.


16: Nubi in transito. Si può vivere anche con l’ansia, il panico e l’agorafobia – Marcello Mazzoleni

Conoscendo l’ansia – e gli attacchi di panico – ho letto questo libro perché, oltre a non saperne mai abbastanza, volevo cercare similitudini e tecniche diverse di approccio.
In “Nubi in transitoMarcello Mazzolini si mette “a nudo” raccontando quanto ha inciso un solo attacco di panico nella sua vita, quanta angoscia e senso di invalidità gli abbia arrecato e quanto il Dio Pan abbia provato a minare la sua stabilità amorosa.

Molto interessanti i capitoli scritti dalla sua compagnia; di chi sta vicino non se ne parla mai abbastanza eppure sono vittime anch’esse di condizioni e limiti altrui.

“Le nubi in transito, nel cielo della mia mente, stavano lasciando qualche piccolo pertugio: da un cervello totalmente coperto dall’ansia, ero passato ad una mente molto nuvolosa, tecnicamente sette ottavi. Il segreto stava ora nel cullare e nel proteggere quell’ottavo di cielo sgombro da nubi, dove filtrava uno spiraglio di luce che si stava facendo strada in me, con l’obbiettivo precipuo di far risplendere completamente o, comunque prevalentemente, il sole, lungo quel non certo agevole percorso interiore (…)”

Recensione completa qui.

17: Mia nonna saluta e chiede scusa – di Fredrik Backman

Oh, che bel libro ragazzi! Un concentrato di tenerezza e tristezza al contempo; pagine di quelle toste, in cui le tematiche si appoggiavano le une alle altre in modo talmente fluido e armonico da sembrare fatte di bolle di sapone variopinte, nonostante consistessero in dolori di cemento. Levità contro dolore più nero, cupo e tenebroso. Giri di anime, dentro un unico palazzo. Palazzo che, grazie a una nonna super speciale, si trasforma in un paese di fantasia in cui ogni persona – o animale, o cosa – interpreta un luogo o un personaggio di fantasia. Una metafora si appoggia all’altra, per affrontare la vita, quella vera, quella che parrebbe senza spiegazioni.

Strepitoso e super consigliato!

Recensione qui.

18: La trama e l’ordito – di Angela Parise

Un romanzo che si lascia leggere in un paio di giorni, senza scossoni e senza intoppi… l’importante è ricordarsi di mescolare il cibo che bolle in pentola altrimenti una delle protagoniste (la nonna) unirà la sua voce a quella di un altro protagonista (il nonno, ma non suo marito) e vi brontoleranno brandendo mestoli di legno in mano. Insomma, si legge così, con spensieratezza sebbene vengano toccati anche argomenti delicati.
Ringrazio l’autrice per le molte ricette che mi ha “regalato” in queste pagine! Il bonet devo, assolutamente, provare a farlo!

Recensione completa:

https://www.culturalfemminile.com/2019/08/24/la-trama-e-lordito-di-angela-parise

19: Il mondo delle cose senza nome – di Daniela Rossi

Terminato oggi il libro di Daniela Rossi, psicologa, giornalista e pittrice.

Le pagine da cui sono appena affiorata erano un pezzo di cuore grondande determinazione e amore filiale. Una lunga lettera intima, una denuncia sociale, una richiesta di sensibilità verso l’ipoacusia del figlio. Da molti giudicato, ripeto giudicato, con superficialità “Sordo profondo” senza possibilità di recupero alcuno. Invece…

Invece l’amore smuove le montagne e la voce che la madre ascolta è quella che unisce Andrea – protagonista assoluto del libro – a lei, una voce che non ha bisogno di fonemi e sillabe per essere udita poiché è quella del cuore.

Una Donna, Daniela, che come una tigre ha lottato contro il mondo, controvento, fendendo ogni cosa le capitasse innanzi pur di permettere a suo figlio di riuscire a comunicare – con dignità e rispetto verso se stesso – in modo autonomo.

20: Questione di virgole. Punteggiare rapido e accorto – di Leonardo G. Luccone

“Punteggiatura e ortografia sono l’abito che fa il monaco, sono il condimento che fa il primo piatto, sono una vasta parte dell’essenziale. Se la sintassi è quella porzione della lingua che incatena il contenuto al pensiero e lo rende organicamente espresso, la punteggiatura rappresenta il segno del comando; e l’ortografia è la capacità di stare al mondo. Il contenuto deve fluire liscio, senza rumore, senza subire disturbi. Una cattiva punteggiatura rende un testo come una strada accidentata. Certo che la si può percorrere, specie se si ha un fuoristrada, ma perché sobbalzare a ogni buca? Perché procedere con il rischio di rimanere in panne?”

21: La metafisica degli stati d’animo – Samadhi Provvidenza Mattaliano

“Proprio qui, dentro il grembo, e in particolare durante i primi tre mesi di gravidanza, una miriade di esperienze emozionali vissute dal feto darà luogo a decisioni che verranno registrate nella memoria emozionale del cervello limbico.”

“Mentre si forma e cresce, il feto registrerà e assorbirà emotivamente e mentalmente modelli ed esperienze della vita quotidiana della madre; guarderà e leggerà la vita così come la madre la interpreta e persino conoscerà suo padre in base alla visione che la mamma ha del suo compagno. La madre e il padre vedono il mondo esterno attraverso il loro filtro e proprio attraverso questo filtro lui inizierà a vivere i loro modelli.”

“Nella matrice dell’ego è impresso tutto ciò che non è stato consapevolmente ed emozionalmente risolto da noi, dai nostri genitori e dai nostri avi.”

In “La metafisica degli stati d’animo” Samadhi Provvidenza Mattaliano analizza un assioma per lei (ma non solo per lei)

fondamentale: la nostra emozionalità amalgamata al nostro passato, alla permanenza nel grembo materno, al proprio vissuto e non solo. Parla di metafisica degli stati d’animo, di blocchi emotivi, della matrice di un Ego di cui non dobbiamo essere prigionieri. Parla di respiro consapevole e del respiro circolare che è alla base del Rebirthing. Parla di tante cose, sposta tanti specchi e offre spunti di riflessioni per le persone che, come me, non hanno mai le tasche piene di risposte!

Recensione qui

22: Britt Marie è stata qui – Fredrik Backman

Con un linguaggio semplice che caratterizza una prosa limpida e lineare, per nulla ampollosa, Backman, grazie all’utilizzo di un idioma colloquiale che fa sembrare tutto leggero quasi fosse il frutto di una fiction televisiva, ci porta a Borg, un piccolo paesino costruito attorno a una strada.

Recensione completa qui.

23: Trattato delle malattie degli artefici – Bernardino Ramazzini

In questo Trattato ho letto (e imparato) tante cose.
Ho letto di vetrai e pentolai, di cava-pietre e cava-macchie, delle malattie de’ Giudei e delle malattie di quelli che corrono, ho letto di milze bruciate, delle malattie dei letterati e dei confettieri, di nutrici, di levatrici e di suore vergini.
Ho letto che nelle miniere di mercurio friulane (storia della mia terra, dunque) c’è testimonianza di un operaio (e badate che niun operaio poteva reggere per più di sei ore di fila) si era impregnato di talmente tanto mercurio che se si metteva in bocca un pezzo di rame, ma se anche solo si limitasse a maneggiarlo con le dita, lo faceva bianco.
Ho letto di isterismi e di turgori, di veleni e di metalli, di alchimie e di salassi. Ho letto di ogni professione…

Recensione qui

24: Il ventre di Napoli – Matilde Serao

Recensione completa qui.

“Il ventre di Napoli” era stato concepito come un reportage giornalistico a puntate e, da abile esponente del verismo italiano, la Serao, aveva l’intento di descrivere la sua Napoli senza edulcorazioni e vezzi eleganti.

“Io sono donna e non posso dirvi che siano queste strade, poiché ivi l’abbiezione diventa così profonda, così miseranda, la natura umana si degrada talmente, che vengono alla faccia le fiamme della vergogna.”

“Questo popolo ama i colori allegri, esso che adorna di nappe e nappine i cavalli dei carri, che s’impiuma di pennacchietti multicolori nei giorni di festa, che porta i fazzoletti scarlatti al collo, che mette un pomidoro sopra un sacco di farina per ottenere un effetto pittorico e che ha creato un monumento di ottoni scintillanti, di legni dipinti, di limoni fragranti, di bicchieri e di bottiglie, un monumentino che è una festa degli occhi: il bianco dell’acquaiuolo.”

“Una donna dà un pugno a un’altra, e le rompe la faccia; davanti al giudice si scolpa dicendo: m’ha chiamata sittantotto; il giudice deve prendere la smorfia e vedere che corrisponde di oltraggioso quel numero.”

25: Guardarsi dentro rende ciechi: Scritti scelti con cinque saggi inediti – di Paul Watzlawick

“Tuttavia, già Aristotele nella sua Retorica scrisse che occorreva mandare a vuoto la resistenza, suggerendone l’accettazione e l’utilizzo per la sua stessa risoluzione. Questa tecnica rispecchia la filosofia che è alla base del judo: invece di opporsi alla spinta del rivale, il lottatore di judo non solo vi cede ma addirittura la incrementa e il risultato è che l’energia si esaurisce nel vuoto e sbilancia l’avversario.”

Recensione qui

26: Il metodo Ikigai – Héctor Garcia e Francesc Miralles

27: Il tempo di un soffio – di Donato Di Capua

“Il tempo di un soffio” narra la storia di un seme che ha superato le intemperie più rigide; un seme che, spinto da un vento che sferza gli occhi con della ruvida sabbia e graffiato dal sale di un mare inclemente, è giunto sul territorio italiano (il luogo preciso non è stato indicato e nemmeno credo fosse indispensabile farlo) ed è germogliato. Un seme, un bambino, una vita agli inizi. Vita che non ha colpa, non ha macchia, non ha in testa inganni o pensieri impuri. Un bambino che non chiede altro al mondo se non di far scomparire le proprie mani dentro quelle della madre e del padre. Un bambino che, come è logico sia, si àncora al cuore dei suoi genitori e, insieme a loro, parte verso un mondo un po’ più fertile di Vita. Ma le dita del destino lo strappano dalle sue certezze e attraverso le intense parole di Donato Di Capua noi diveniamo spettatori di un concatenarsi di genesi, morti, rinascite, dipartite.

“Una parete era completamente adibita a libreria. C’erano tante storie racchiuse in quelle pagine avvolte da una copertina, riservate come le vite degli esseri che popolano il mondo. Le pagine del mio libro erano state bagnate dall’acqua del mare e, asciugandosi, si erano incollate tra di loro, ci voleva molta delicatezza per poterle aprire senza strapparle, molta pazienza per evitare che l’inchiostro potesse cancellarsi per sempre. Il mio libro era troppo delicato per poterlo esporre in libreria, ero terrorizzato all’idea di commettere il gravissimo errore di affidarlo a un lettore superficiale e distratto. Rischiavo di esporlo a degli elementi che avrebbero rischiato di distruggerlo, il materiale di cui era composto era già danneggiato dal tempo passato.”

Un libro meravigliosamente intenso; intenso, toccante; crudele, a tratti.

Recensione completa qui

28: A Siri con amore – Judith Newman

In questo libro l’autrice è scrittrice, giornalista, moglie, mamma di un normodotato (adolescente, cosa da non sottovalutare!) e mamma di un ragazzo/bambino la cui età non è facilmente definibile. Lei è il collante, il cuscino, l’abbraccio, l’organizzazione delle ferie, l’apprensione, la protezione, la tigre che fa la guardia e il gatto che vorrebbe aggrapparsi, con le unghie, alla propria indipendenza di donna.

Scoprire che vostro figlio rientra nello spettro è come far parte degli uomini comuni in Men in Black, ignari che la metà degli abitanti della vostra città provenga da un altro pianeta. Prima di vostro figlio: chi era una persona autistica? E dopo: è come se fossero ovunque, anche se non tutti riescono a vederli. Ma appena io sono stata in grado di vederli, ho trascorso nottate in preda all’angoscia. Non per lui o per me, in realtà, si trattava piuttosto di un’angoscia collaterale. Bambini che appartenevano al mio passato. Se soltanto all’epoca avessi saputo…

Recensione completa qui

29: Ora conosco il tuo nome – Danila Piovano

17 anni racchiusi dentro a 113 pagine che si leggono d’un fiato, parole che scorrono, dolori che si evolvono e diagnosi che rimangono nascoste nel buio dell’anonimato.

Innanzitutto: si tratta di una storia vera.

Danila Piovano, in questo suo breve libro, parla della malattia che l’ha tenuta sotto scacco; parla del braccio di ferro che ha dovuto sostenere con un’anarchia muscolare che le ha impedito, gradualmente, di fare anche i più piccoli gesti quotidiani.

Recensione completa qui

30 – Un’estate con la strega dell’Ovest – Kaho Nashiki

Un libro brevissimo, dolce ma non grondante miele.

L’autrice, con questo suo primo romanzo, vinse il premio JAWC New Talent Award, il premio Nankichi Niimi e il premio Shōgakukan.

Pagine che si leggono sorridendo teneramente; che portano in luoghi lontani, luoghi magici seppur reali; ambientazione quasi bucolica, con fiori e piante che crescono libere in un eden in cui Mia e sua nonna trascorrono un’estate intensa di “crescita” e profumi.

31: Il lato fresco del cuscino. Alla ricerca delle cose – Vittorio Zucconi

Avete presente quando si divide un attimo conviviale, chiacchierando con amici in tranquillità? Ecco, con questo spirito ho letto tutto il libro di Zucconi, abile penna giornalistica e persona colta di indiscusso valore. Mi sono lasciata trasportare dentro i suoi ricordi di una vita ed è stato, oltre che interessante sotto vari punti di vista, pure molto piacevole!

Eravamo, senza rendercene conto, la piccola rappresentazione di un’Italia che credeva nell’illusione di una crescita illimitata. E scopriva le prime ragioni dell’ecologia e della difesa della natura subito dopo aver acquistato, sempre con comode rate, un alloggio costruito distruggendo alberi e coste.
Il nostro boom familiare si materializzava, con il trascorrere degli anni, in automobili migliori e in scelte di abitazioni più comode per le vacanze agostane e per i padri del pendolarismo domenicale, in camicia bianca, calzoni arrotolati, piedi nudi e scarpe in mano.

Recensione completa qui.

32: La virtù di Checchina – Matilde Serao

Da molti, queste pagine sono considerate tra le migliori scritte dalla Serao… io questo ancora non lo so, non ne ho lette a sufficienza per poterlo sottoscrivere, certo è che il finale mi ha lasciato molto amaro in bocca, avrei voluto saperne di più, avrei desiderato poter ficcare ulteriormente il naso tra le vicende di questa donna che veniva chiamata Checchina a dispetto del suo nome molto più raffinato: Fanny.

Recensione completa qui.

33: Stupor Mundi. Federico II – La Magna Curia, i matrimoni, il concubinato e la hýbris – Angelo Consolo

Elogio della mitezza – Norberto Bobbio (In lettura)

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